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Home - Approfondimenti - La nota - Uaw, definita un’intesa anche alla General Motors

Uaw, definita un’intesa anche alla General Motors

29 Ottobre 2015
in La nota
Uaw, definita un’intesa anche alla General Motors

Dopo la Fiat Chrysler, la General Motors. La United Auto Workers, sindacato nordamericano dell’auto, ha raggiunto rapidamente il suo secondo obiettivo. A tre settimane esatte di distanza da quel 7 ottobre in cui fu definita con Fca una seconda ipotesi di accordo, dopo che la prima era stata bocciata nelle fabbriche a metà settembre, la Uaw ha reso noti i contenuti di una nuova ipotesi di accordo, relativa questa volta alla maggiore delle tre grandi case costruttrici di Detroit: la General Motors, appunto.

Diciamo subito che questa nuova intesa, se sarà approvata dal voto che si svolgerà la settimana prossima negli stabilimenti della stessa Gm, porterà nelle tasche dei dipendenti di quest’ultima più soldi di quelli destinati ai dipendenti della Fca. Molti sono comunque i punti di contatto tra i due negoziati, sia rispetto al loro andamento, che rispetto ai risultati ottenuti dal sindacato.

Cominciamo col dire che l’ipotesi di accordo relativa a Gm è stata definita domenica 25 novembre, ovvero alla vigilia del giorno in cui la Uaw avrebbe potuto dare avvio a uno sciopero minacciato nei giorni precedenti. Similmente erra accaduto alla Fca, dove la stessa Uaw aveva annunciato che era sua intenzione dare avvio a una serie di astensioni dal lavoro a partire dalle prime ore dell’8 ottobre.

In secondo luogo, seguendo uno schema tipicamente statunitense, i contenuti dell’ipotesi di intesa sono stati resi noti, in entrambi i casi, non il giorno della sua definizione, ma solo dopo che essa era stata approvata da una riunione interna al sindacato. Riunione cui erano chiamati a partecipare, oltre ai membri della delegazione trattante, quei dirigenti locali che formano una struttura nazionale assai simile a quelli che, in Italia, vengono definiti coordinamenti.

In terzo luogo, erano relativamente simili le condizioni di partenza. Infatti, sia la Chrysler, poi inglobata nella Fca, che la General Motors, sono due grandi case costruttrici di automobili che sono state gravemente colpite dalla crisi economica manifestatasi nel 2007 e poi esplosa nel 2008. In entrambe, la parola sciopero era scomparsa dal vocabolario corrente, dopo che la Uaw, a fronte dei salvataggi favoriti dall’Amministrazione guidata dal presidente Obama, aveva accettato di rinunciare per alcuni anni al conflitto. Inoltre, sia alla Chrysler che alla General Motors si era creato, proprio a seguito della crisi e dei salvataggi, un doppio regime salariale, con i lavoratori neo-assunti relegati in una condizione svantaggiata rispetto a quella dei dipendenti già attivi prima dell’inizio della crisi stessa.

Tra Fca e Gm c’è però una significativa differenza, che non poteva non avere un riflesso sull’esito del negoziato: le condizioni finanziarie della General Motors vengono generalmente considerate migliori di quelle del gruppo guidato da Sergio Marchionne.

E veniamo dunque ai contenuti della nuova ipotesi di accordo. La principale differenza, rispetto all’intesa che è stata definitivamente approvata dai dipendenti di Fca il 21 ottobre scorso, è quella relativa alle proporzioni del bonus derivante dalla firma dell’intesa stessa. L’accordo Fca prevede un bonus di 4.000 dollari lordi per i dipendenti con maggiore anzianità aziendale, e di 3.000 dollari, sempre lordi, per i neo-assunti. Invece, l’ipotesi Gm prevede un bonus pari a 8.000 dollari lordi sia per i nuovi che per i vecchi assunti. Inoltre, l’intesa contempla un bonus di 2.000 dollari per i lavoratori temporanei che, all’atto dell’accordo, siano in forza da almeno 90 giorni.

Praticamente identiche, invece, le soluzioni trovate nelle due intese per ciò che riguarda le paghe orarie. Premesso che stiamo parlando di accordi validi per una durata di 4 anni (gli accordi precedenti sono entrambi scaduti il 14 settembre scorso), sia alla Fca che alla Gm la paga base dei vecchi assunti godrà di due successivi incrementi del 3% che cadranno, rispettivamente, nel primo e nel terzo anno di validità dell’intesa. A tali aumenti si aggiungeranno degli emolumenti forfettari pari al 4% della paga base nel secondo e nel quarto anno.

Per quanto riguarda i neo assunti, sia alla Fca che alla Gm le nuove intese prevedono poi l’avvio di un percorso che, nell’arco della vigenza di due accordi, ovvero nell’arco di otto anni, porterà i lavoratori con minore anzianità aziendale a raggiungere i colleghi più anziani. In pratica, rispetto a una paga precedente inferiore ai 16 dollari lordi l’ora, i neo-assunti partiranno adesso da una paga minima di 17 dollari l’ora, per raggiungere, a fine corsa, una paga oraria pari a 29 dollari.

Ora è evidente che quest’ultimo punto, cioè quello dell’equiparazione tendenziale fra le paghe orarie dei lavoratori più giovani con quelle dei più anziani, e quindi dell’eliminazione del doppio regime salariale, frutto della crisi, è il punto dotato di maggiore valore politico.

La sua iniziale assenza ha costituito, con ogni probabilità, il fattore determinante nella bocciatura, con un 65% di no, della prima ipotesi di accordo alla Fca. La sua introduzione, secondo diversi commentatori, è invece ciò che ha ribaltato la situazione, consentendo alla Uaw di incassare un rotondo 77% di sì nelle votazioni sulla seconda ipotesi conclusesi alla Fca il 21 ottobre.

Un altro importante passo sulla via della parificazione tra vecchi e nuovi assunti, viene poi compiuto, nell’ipotesi di accordo relativa alla General Motors, per ciò che riguarda l’assistenza sanitaria. Secondo quanto riportato il 28 ottobre dal “Detroit News”, i lavoratori appartenenti al cosiddetto Tier-two (i neo-assunti) potranno accedere agli stessi piani sanitari dei lavoratori del Tier-one, comprensivi di cure ottiche e odontoiatriche.

Secondo “Automotive News” (anche qui siamo al 28 ottobre) la General Motors si è impegnata, inoltre, a compiere investimenti per 8,3 miliardi di dollari. Tali investimenti andranno a migliorare le capacità produttive di 12 impianti statunitensi, con effetti positivi sulla creazione o sul mantenimento di 3.300 posti di lavoro.

Le voci raccolte dal “Detroit News”, tra gli attivisti sindacali di diversi impianti della General Motors, sembrano improntate a una valutazione positiva dell’accordo. Tuttavia, gli Stati Uniti sono il paese che ha inventato la moderna democrazia e ciò, a quanto pare, si riflette anche sulla vita sindacale. Per sapere se questa ipotesi di accordo potrà tradursi in un’intesa valida ed effettivamente vigente per i prossimi quattro anni, occorrerà quindi attendere che i 52.600 iscritti alla Uaw nella General Motors si pronuncino col voto.

@Fernando_Liuzzi

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