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Home - Notizie del giorno - Audizione ArcelorMittal: puntiamo a garantire livelli occupazionali e produttivi

Audizione ArcelorMittal: puntiamo a garantire livelli occupazionali e produttivi

21 Gennaio 2015
in Notizie del giorno

ArceloMittal è “molto interessata a portare a buon fine” la trattativa per rilevare l’Ilva, in partnership anche con il gruppo Marcegaglia. Lo ha detto Ondra Otradovec, direttore area fusioni e acquisizioni di ArcelorMittal, il colosso indiano leader mondiale nell’acciaio, in audizione in Senato sul caso Ilva. “Abbiamo avuto la due diligence (analisi dei conti, ndr) con 100 dei nostri tecnici ed è per noi una grande priorità. Siamo pronti a lavorare con il governo e con Ilva per arrivare a una conclusione positiva di questa trattativa”, ha aggiunto.

Otradovec ha spiegato che Arcelor ha “sottoscritto una partenership con il gruppo Marcegaglia che siamo convinti possa dare garanzie per un futuro sostenibile dell’Ilva”. Arcelor è dotata infatti di un’eccellenza operativa, data dai numerosi impianti in tutto il mondo, per un totale di 60 altiforni, e un team di gestione altamente professionale. “Riteniamo – ha affermato Otradovec- di poter dire di avere l’expertise nei settori necessari per migliorare l’Ilva. Ma questo non ci porta a ignorare l’elemento locale. Marcegaglia conosce molto bene l’ambiente italiano, l’Ilva e suoi stakeholder. E’ una partnership straordinaria che noi possiamo dire ormai consolidata ma che vorremo poter sviluppare in maniera più formale qualora riuscissimo a sviluppare questa acquisizione”, ha aggiunto il direttore, spiegando che “se riuscissimo ad acquisire l’Ilva, l’Italia diventerebbe il paese più importante in Europa con il 22% della produzione“.

Il direttore ha spiegato che in Europa il primo paese è la Germania, seguito da Francia e Spagna ma con Ilva l’Italia diventerebbe la prima. L’interesse di ArceloMittal per Ilva deriva dal fatto che la multinazionale indiana in Italia lavora solo l’acciaio e non lo produce, con stabilimenti al Nord, mentre con Ilva “potremmo estendere la nostra presenza in tutta Italia”.

Il direttore è poi passato alle garanzie occupazionali, nel caso riuscissero ad acquisire la società: “Pensiamo di mantenere la maggior parte dei 14mila occupati e di riportare l’Ilva alla capacità produttiva di 9 milioni di tonnellate annue e possibilmente superarla”. “L’occupazione potrebbe essere mantenuta con questi pilastri della nostra strategia. Dovremmo investire capitale in varie aree” , ha chiarito Otradovech che ha detto che Arcelor ha avanzato “una proposta su come pensiamo di investire in Ilva su queste aree importanti”.

“Non abbiamo intenzione di chiudere o vendere l’impianto, né parti di esso. Non siamo un fondo di investimento -ha proseguito Ondra Otradovec- Intendiamo mantenere tutti gli impianti, le strutture, senza escluderne nessuno. Tutti gli impianti faranno parte della transazione. Siamo un’azienda quotata non possiamo fare affermazioni per intrattenere. Siamo seri, determinati e c’è un intento vero da parte del gruppo. Non possiamo che confermare il nostro interesse”.

Alla domanda se alla luce dell’amministrazione straordinaria, ArcelorMittal pensi di agire subito o attendere 6 mesi o un anno, Otradovec ha chiarito: “siamo aperti a tutte le soluzioni ma riteniamo che avanzare velocemente possa essere utile per Ilva. Attendere troppo a lungo non andrebbe a beneficio dell’Ilva. Noi dobbiamo rispettare le procedure decise dal governo. Se prescrizioni ambientali sono richieste immediatamente siamo pronti ad agire e siamo pronti a rispettare le decisioni del governo. La situazione è in fieri e siamo pronti a fare un esercizio di pazienza”.

Sul fatto che la multinazionale abbia presentato finora solo una manifestazione di interesse, il direttore ha spiegato: “dopo molto lavoro e la due diligence abbiamo avanzato una espressione di interesse generale perchè ci è stato chiesto così dal governo e dal commissario e in queste situazioni è tipico. Si fa una proposta di massima e dopo si passa ad analizzare aspetti strutturali, aspetti chiave e dopo si passa ai negoziati per una proposta vincolante. Non siamo ancora arrivati a questa fase. Abbiamo dato una proposta di massima ma sufficientemente dettagliata per far capire le intenzioni di ArcelorMittlar e Marcegaglia, dopo arriverà la proposta vincolante“.

Non c’è nessuna sovrapposizione poi tra la produzione in Europa di Arcelor, più legata al settore automobilistico, per esempio, e quella di Ilva, legata ad altri tipi di produzione.

Il direttore non ha poi voluto legare la produzione dei prossimi anni al mantenimento dello stesso mix per i prossimi 5 anni come chiesto da un senatore: “Non è possibile garantirlo”, ha detto spiegando che “potremmo migliorare la produzione. Non è giusto dire che nei prossimi 5 anni ci leghiamo a qualcosa. Faremo tutto ciò che sia economicamente attrattivo per Ilva. Pronti ad onorare i nostri impegni ma ho il dovere di dirvi che una garanzia per un periodo di tempo così lungo non è fattibile”.

ArcelorMittal “è aperta a qualunque soluzione” ma non vuole essere un socio di minoranza per l’Ilva, ha spiegato il direttore area fusioni e acquisizioni di ArcelorMittal. E a chi gli chiedeva se la multinazionale sia disposta ad entrare nella Newco che nascerà dall’amministrazione straordinaria con una quota di minoranza, Otradovec ha chiarito: “Noi siamo disponibili a qualsiasi soluzione ma non siamo interessati ad essere shareholder di minoranza. Con i giusti tempi vorremmo diventare uno shareholder di maggioranza, come arrivarci dipende dal governo. Siamo disponibili ad arrivarci nei modi più opportuni”.

Il gruppo Marcegaglia potrebbe inoltre entrare in partnership con la multinazionale indiana ArcelorMittal nell’acquisizione del gruppo Ilva con una quota di minoranza: “Marcegaglia sarebbe un partner junior”. L’eventuale quota “dipenderà dal loro investimento. “Tuttavia -precisa il direttore- Marcegaglia sarà presente nel board dell’Ilva e parteciperà come detentore di quote di minoranza e questo farà sì che lavori come qualsiasi shareholder di minoranza con diritti che sono quelli tipici che trovereste nelle grandi aziende”.

F.P.

redazione

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