La scorsa settimana le parti sociali abruzzesi hanno scritto unitariamente una lettera al governatore della Regione, Gianni Chiodi per chiedere un nuovo slancio nelle politiche per uscire dalla grave crisi che attanaglia l’Abruzzo. La lettera è stata firmata da Ance, Api, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricioltura, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confcoperative, Confindustria, Copagri, Legacoop, Cgil, Cils, Uil e Ugl.
Roberto Campo, segretario nazionale della Uil Abruzzo, che cosa vi ha portato a scrivere a Chiodi?
Due questioni, la prima è la nuova crisi giudiziaria che si è abbattuta sulla regione e la seconda è la delusione per il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale 2011-2013 che a nostro avviso non ha un respiro strategico.
La lettera è stata firmata in modo unitario. In Abruzzo c’è una buona collaborazione tra sindacati e parti datoriali?
Sia sotto la giunta precedente, che sotto questa, le parti sociali hanno avuto una certa sintonia. La differenza sta nel fatto che prima gli incontri avvenivano a ridosso degli appuntamenti importanti per la regione, mentre ora avvengo bilateralmente e con una certa stabilità.
Cosa chiedete al governo regionale?
Chiediamo un DPEFR di respiro strategico, una politica che per permetta alla Regione di affrontare l’entrata in vigore del federalismo fiscale, una data per il rientro del extra deficit, una riforma del fisco, della sanità e del trasporto. E ancora, lo sblocco di fondi strutturali, dei fondi Fas e del master plan per la ricostruzione dell’Aquila.
Come sono i rapporti con il presidente della Regione Gianni Chiodi?
Quello che chiediamo al governatore è di fare meno il commissario e più il presidente della Regione. Chiodi è, infatti, commissario sia della sanità che delle ricostruzione post terremoto. Due ambiti fondamentali che sono stati sottratti al confronto con le parti sociali.
A che punto è la ricostruzione dell’Aquila?
Dopo una prima fase in cui va dato atto al governo di essersi impegnato per la costruzione di nuove case, attualmente sembra tutto abbastanza fermo. Domani parti sociali e Regione firmeranno un protocollo per tentare di uscire da questo stallo.
In questi mesi si è parlato molto della ristrutturazione degli stabilimenti Fiat. Come è la situazione alla Sevel?
La situazione sta migliorando, i dati di quest’anno sono buoni grazie alla ripresa dell’export. Anche se per tornare ai livelli pre crisi si dovrà aspettare il 2014. La Fiat fino a oggi non ha parlato di piani straordinari per lo stabilimento abruzzese. Il problema è con la Fiom che dopo l’accordo separato di Pomigliano ha aperto una nuova stagione di conflittualità anche nello stabilimento della Sevel. Si tratta di una vertenza del tutto pretestuosa, in quanto il piano di straordinari richiesti dall’azienda è del tutto conforme con gli accordi presi in passato.
La ripresa produttiva alla Sevel corrisponde anche a un miglioramento occupazionale e del Pil in tutta la Regione?
Purtroppo no, l’Abruzzo è l’unica Regione italiana in cui il Pil è diminuito negli ultimi anni e se fino a poco tempo fa l’occupazione aveva tenuto ora non è più così.
Luca Fortis


























