“L’Italia è passata da un mercato del lavoro troppo rigido ad un eccesso opposto: oggi c’è una flessibilità che significa permanente stato di precarietà, e ciò anche in contraddizione con il resto dell’Europa”. Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini intervenendo al convegno di Farefuturo.
Fini cita, come esempio di situazione diversa da quella italiana, il caso della Germania. “In quel paese – osserva – ci sono sì contratti a termine, ma con salari più alti”. “Da noi – prosegue – abbiamo un precariato con salari bassi, che sono spesso al di sotto del minimo indispensabile”. Per questo, secondo Fini, serve “un mercato del lavoro più flessibile ma che garantisca anche una possibilità di futuro, un futuro che non sia condizionato da una sorta di permanente precarietà”. (LF)



























