A dicembre 2011, mentre su base annua le esportazioni salgono del 5,7%, le importazioni registrano una forte calo, pari al -8,4%. su base annua. Lo rileva l’Istat. Un ribasso tendenziale così forte non si verificava dal novembre del 2009. In termini congiunturali l’export aumenta del 4,2%, invece gli acquisti dall’estero segnano una flessione dell’0,8%.
Il calo segnato dalle importazioni a dicembre su novembre risente della riduzione degli acquisti dai paesi extra Ue (-3,2%). Ecco che nell’ultimo trimestre se le esportazioni crescono dell’1,4% rispetto a quello precedente, per gli acquisti dall’estero si osserva una flessione del 2,1%. Su base annua la crescita delle vendite è quasi interamente spiegata dalla performance ottenuta sui mercati extra Ue (+11,4%), mentre verso la Ue si rileva una variazione dello 0,8%. Anche la forte diminuzione delle importazioni dipende in gran parte dai flussi provenienti dai paesi extra Ue (-12,5%). Dall’incrocio dei flussi deriva a dicembre un avanzo della bilancia commerciale pari a 1,4 miliardi di euro.
Guardando ai diversi settori l’aumento tendenziale delle esportazioni ha riguardato principalmente articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16,6%), metalli di base e prodotti in metallo (+16,4%) e autoveicoli (+14,1%); mentre risultano in calo soprattutto le vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati (-14,6%). Dal lato delle importazioni si registrano aumenti per gli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16,6%), di prodotti alimentari (+12,3%), di macchinari e apparecchi (+6,8%), mentre risulta in netta diminuzione l’import di computer, apparecchi elettronici e ottici (-48%), di carta e prodotti in carta (-18,3%), di petrolio greggio (-16,5%), di prodotti tessili (-15%) e di prodotti petroliferi raffinati (-13,7%).
In generale a dicembre, la crescita dell’export è trainata dalle vendite di prodotti in metallo verso la Svizzera e la Francia, di macchinari e apparecchi verso Usa e paesi Mercosur e di mezzi di trasporto verso Usa; invece, il calo dell’import è principalmente imputabile alla riduzione degli acquisti di apparecchi elettronici e ottici dalla Cina, dalla Germania e dai Paesi Bassi, di petrolio dalla Russia e di gas naturale dall’Opec. (LF)



























