“Il governo dovrebbe rivedere l’aspetto fiscale della componente dei salari in modo che le buste paghe dei lavoratori si irrobustiscano. E poi approvare il salario minimo che molti paesi europei hanno già adottato”, ma “anche le aziende devono fare la loro parte perché in questo momento l’obiettivo principale è difendere le buste paga di chi prende 1300-1500 euro al mese”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica, Alberto Bombassei, fondatore e presidente emerito di Brembo.
“Vorrei ricordare agli imprenditori che oggi grazie alla tecnologia il costo del lavoro incide molto meno di una volta sul valore totale del prodotto finito”, ha spiegato.” Ma è un nodo da affrontare, non si può ignorare il problema, c’è anche un aspetto sociale da considerare, se si lascia andare potrebbe anche esplodere. È chiaro che bisogna stare molto attenti a non instaurare un meccanismo automatico di aumenti salariali, l’esperienza degli anni 80 è stata negativa. Ma è anche vero – ha sottolineato Bombassei – che i salari vanno in qualche misura adeguati, occorre rinnovare i contratti in scadenza con un approccio diverso. E posso dirle che da ex vicepresidente di Confindustria ho percepito un atteggiamento di buon senso tra gli imprenditori, mi sembra che i pareri negativi non prevalgano”.
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