282ª Seduta
Presidenza del Presidente
GIULIANO
La seduta inizia alle ore 19,05.
IN SEDE CONSULTIVA
(3110) Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività
(Parere alla 10a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il presidente GIULIANO (PdL), relatore, dà conto di una bozza di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato al resoconto.
Si passa alle dichiarazioni di voto.
A giudizio del senatore CASTRO (PdL), la formulazione è assai equilibrata e prudentemente non contiene riferimenti alla materia delle tariffe professionali, sulle quali nella propria illustrazione il Presidente relatore aveva pur giustamente appuntato le proprie perplessità. Assai apprezzabile è inoltre il passaggio riguardante l’opportunità che la regolamentazione dei trattamenti di lavoro del personale di cui all’articolo 37, comma 2, venga definita nel quadro della contrattazione collettiva, coerentemente con la finalità di prevenire fenomeni di dumping competitivo basati sulla compressione dei trattamenti stessi. Da ciò il voto favorevole del suo Gruppo.
Concorda il senatore ROILO (PD), il quale dà atto al Presidente relatore di aver operato una sintesi efficace ed equilibrata, che ha tenuto conto delle ottiche di tutti i Gruppi. Annuncia pertanto il voto favorevole della sua parte.
La senatrice CARLINO (IdV) sottolinea che il giudizio negativo del suo Gruppo sul disegno di legge. Le critiche si appuntano innanzitutto sull’articolo 37, comma 2, norma che ritiene lacunosa, se non inutile, e che andrebbe espunta dal testo. Forti perplessità riguardano inoltre l’articolo 9, e segnatamente il comma 5: in materia di tirocini professionali occorrerebbe infatti una competenza pratica minima necessaria per l’accesso alle professioni regolamentate. Al tirocinante andrebbe inoltre riconosciuto un compenso equo. Per queste ragioni, preannuncia voto contrario alla proposta di parere.
Il senatore MAZZATORTA (LNP), pur apprezzando lo sforzo del Presidente relatore, sottolinea la netta contrarietà del suo Gruppo nei confronti del provvedimento in sè, per ragioni sia di metodo che di merito. Nel suo complesso, il decreto-legge in conversione appare non convincente ed espressione di un Governo ispirato ad un modello di stato centralista, invasivo e fortemente burocratizzato. In particolare, egli avanza critiche sull’articolo 9, riguardante i tirocini professionali, che giudica inutile e dannoso, essendo riferito a tutte le professioni regolamentate, a dispetto della loro diversità. Il giudizio fortemente negativo nei confronti del provvedimento non può che dar luogo ad un voto contrario alla bozza di parere proposta dal relatore.
Presente il prescritto numero di senatori, il PRESIDENTE relatore mette quindi ai voti la proposta di parere testé formulata.
La Commissione approva.
La seduta termina alle ore 19,25.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 3110
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato per le parti di propria competenza il disegno di legge n. 3110, relativo alla conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività,
premesso che il provvedimento in esame nasce, come sottolineato dal Governo, con la finalità di immettere nella vita economica del Paese il dinamismo e la modernità necessaria, con effetti di crescita potenziale ed introducendo criteri di maggiore concorrenza ed elementi utili a stimolare l’economia;
valutato che, all’articolo 9, viene modificata la disciplina dei tirocini professionali, in modo tale che essi possano svolgersi sia presso l’università, in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica, sia presso pubbliche amministrazioni, in un periodo successivo al corso di laurea;
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.
Quanto alla modifica della disciplina dei tirocini professionali, si invita la Commissione di merito a espungere la lettera a) del comma 6 dell’articolo 9, ritenendo che vada comunque riconosciuta al tirocinante la corresponsione di un equo compenso dinatura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto.
Con riferimento, poi, all’articolo 37, comma 2, che abroga la lettera b-bis) dell’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo n. 188 del 2003, si auspica che la regolamentazione dei trattamenti di lavoro del personale sia definita nell’ambito della contrattazione collettiva in termini coerenti con la finalità di prevenire fenomeni di dumping competitivo basati sulla compressione dei trattamenti medesimi.
Presidenza del Presidente
GIULIANO
La seduta inizia alle ore 15,30.
IN SEDE CONSULTIVA
(3110) Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività
(Parere alla 10a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta dell’8 febbraio scorso.
Il PRESIDENTE relatore avverte che il senatore MAZZATORTA (LNP) ha chiesto un breve rinvio della disamina del provvedimento, al fine di consentirne un approfondimento adeguato.
La Commissione prende atto.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente la definizione del limite massimo riferito al trattamento economico annuo omnicomprensivo dei pubblici dipendenti (n. 439)
(Osservazioni alla 1a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)
Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 7 febbraio scorso.
La relatrice SPADONI URBANI (PdL) prende brevemente la parola per segnalare la delicatezza della formulazione di cui all’articolo 4 dell’atto, con riferimento a quanti prestino attività di consulenza all’interno e a beneficio della stessa amministrazione di appartenenza.
Il presidente GIULIANO avanza perplessità in ordine a tali ultime osservazioni.
A giudizio del senatore NEROZZI (PD) l’atto in esame, pur breve nei contenuti, è tuttavia pieno di sorprese, a maggior ragione ove le disposizioni si colleghino ai contenuti degli articoli 35 e 37 del decreto-legge n. 1 del 2012, in materia di liberalizzazioni, e all’articolo 23-ter, comma 1, del decreto-legge n. 201 del 2011 (cosiddetto “salva Italia”). Il primo elemento di perplessità riguarda l’articolo 2, che, nell’individuare i soggetti destinatari del decreto, ne eccettua tuttavia alcuni, che pure hanno un rapporto di lavoro con un’Amministrazione pubblica, come gli enti pubblici non economici e l’Agenzia delle Entrate, dando luogo ad evidenti discriminazioni tra soggetti esclusi dall’applicazione della disposizione e soggetti inclusi. Le disparità rischiano di aumentare ove si pensi a quanto stabilito nel decreto-legge n. 1 del 2012 in tema di liberalizzazioni, per effetto del quale alcuni potrebbero addirittura aggiungere ulteriori prebende a quelle già percepite. Probabilmente la soluzione migliore sarebbe una interpretazione estensiva e la parificazione totale tra i dipendenti degli enti pubblici e i dipendenti pubblici.
Conviene il presidente GIULIANO, il quale, nel concordare sulla difficoltà di individuazione dei soggetti destinatari posta dalla norma, riterrebbe preferibile utilizzare una dizione che ricomprenda anche le aziende divenute SpA. Reputa imprescindibile che la Commissione ponga l’attenzione sulla problematica dell’individuazione dei soggetti destinatari, onde scongiurare violazioni del principio costituzionale di uguaglianza.
Si unisce alle perplessità il senatore MAZZATORTA (LNP), il quale richiama altresì che, ancorché l’atto sia teso a dare attuazione alla delega contenuta nell’articolo 23-ter, comma 1, del decreto-legge cosiddetto “salva Italia”, al fine di contenere la spesa pubblica, l’articolo 5 appare con tali obiettivi del tutto in contrasto, rischiando di perseguire effetti addirittura opposti a quelli per i quali è stato concepito. Egli esprime altresì particolare preoccupazione con riferimento al comma 3 dell’articolo 3, dal cui testo appare espunto il riferimento a quanti rivestano la carica di Presidente o di componente di autorità amministrativa indipendente.
Il senatore CASTRO (PdL), premesso che, in base all’attuale ripartizione di competenze tra le Commissioni permanenti del Senato, l’atto pertiene ad una materia che solo perifericamente interessa la Commissione lavoro, reputa peraltro significativo che all’ordine del giorno della Commissione medesima figuri il disegno di legge n. 1518, in materia di adozione di politiche retributive eque e trasparenti, di cui è primo firmatario e che riguarda tanto il settore pubblico che quello privato. Il gran numero di disposizioni oscure e di eccezioni incomprensibili dimostra a suo giudizio come l’atto in esame sia stato astutamente confezionato proprio allo scopo di eludere la disposizione delegante: clamoroso è il caso dell’articolo 5.
Il presidente GIULIANO, nel ritenere che la competenza si radichi nella circostanza che per più aspetti il contratto di lavoro pubblico presenta caratteristiche privatistiche, prende atto della circostanza che nel dibattito sono emerse perplessità formulate in modo trasversale e che dimostrano la necessità di una riflessione approfondita.
Per il senatore NEROZZI (PD) l’odierno dibattito è l’ulteriore conferma dell’esigenza di una riunificazione della competenza in materia di rapporto di lavoro nell’ambito della Commissione Lavoro, analogamente a quanto avviene presso l’altro ramo del Parlamento, ed auspica che la questione possa essere avanzata alla Presidenza del Senato.
Il presidente GIULIANO ricorda di aver già sottoposto informalmente la questione alla Presidenza all’inizio della legislatura in corso. Invita quindi la relatrice a proporre nella prossima seduta uno schema di parere che tenga conto delle osservazioni emerse nel corso del dibattito odierno.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,10.



























