Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, lancia un messaggio ottimista sugli assetti dell’economia mondiale. “Dopo sei anni di crescita deludente – afferma -, l’economia mondiale sta accelerando con una ripresa ciclica che promette più occupazione, salari più alti e una maggiore prosperità futura”.
In particolare, nelle economie avanzate “l’outlook è migliorato con un’attività manifatturiera più forte”. La ripresa” è generalizzata tra i Paesi, Europa inclusa, anche se alcuni stanno ancora facendo i conti con un debito alto e una debolezza in determinate banche.”
Ottimismo anche sul trend riguardante le economie emergenti, che secondo Lagarde “continueranno a contribuire a oltre tre quarti della crescita del Pil globale nel 2017″.
Ma il numero uno del Fondo avverte sui rischi ancora presenti. “Ci sono chiari rischi al ribasso”, quelli cioè possono frenare la crescita nel breve termine: tra di essi vengono citati “l’incertezza politica, inclusa quella in Europa, e la spada del protezionismo che pende sul commercio globale”, quest’ultimo difeso due giorni fa in uno studio redatto dall’Fmi insieme alla Banca Mondiale e all’Organizzazione mondiale del commercio.
Ci sono poi “condizioni finanziarie più stringenti nel mondo che potrebbero innescare fughe di capitali negative dalle economie emergenti e in via di sviluppo”.
A ciò, Lagarde aggiunge un trend caratterizzato da una produttività debole “che continua a frenare molto su una crescita solida e inclusiva soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione, del rallentamento del commercio e di investimenti privati deboli sin dalla crisi del 2008”.
Il Fondo stima che se la crescita della produttività fosse tornata ad avere lo stesso passo pre-crisi, il Pil nelle economie avanzare sarebbe il 5% più alto di quello attuale.
Il d.g del Fondo preme sui governi affinché agiscano in tre modi: sostenendo la crescita, ponendo particolare enfasi sulla produttività; condividendo in modo più equo gli effetti positivi della crescita e cooperando attraverso framework multilaterali che “hanno funzionato bene nel mondo”.
“Se le economie avanzate aumentasero del 40% gli investimenti privati in ricerca e sviluppo, potrebbero fare salire il loro Pil del 5% nel lungo termine”, afferma.
Secondo Lagarde, inoltre ,è necessario “portare avanti le politiche che hanno dato molto al mondo” e allo stesso tempo “evitare passi falsi o autolesioni”.
“In un mondo iperconnesso, le politiche nazionali tendono ad avere conseguenze al di là dei rispettivi confini. In modo figurativo, ci troviamo tutti sulla stessa barca; ecco perché dobbiamo avere un approccio che incoraggia i Paesi a sostenere una cooperazione internazionale solida”. No dunque ai nazionalismi. Anche su questo Donald Trump è avvertito.



























