La Ces prende posizione sulle politiche economiche di Bruxelles. Infatti, in una lettera al Commissario comunitario per gli affari economici e monetari, Pedro Solbes, la Confederazione europea dei sindacati ha rivolto le proprie osservazioni sulla Guida dei grandi orientamenti di politica economica per il 2002 (Gope). Malgrado le affermazione della Commissione Ue di una ripresa congiunturale in corso, la Ces non ha nascosto le proprie perplessità e ha evidenziato alcuni segnali contraddittori. La domanda che si pone il sindacato guidato da Emilio Gabaglio è perchè l’Unione europea, malgrado il completamento del mercato unico e l’introduzione dell’euro, debba aspettare la crescita degli Stati Uniti per un proprio rilancio economico. Come dire: perchè l’Europa non diventa locomotiva e motore di una forte ripresa dell’economia? La Ces condivide il dibattito su ”un coordinamento dell’economia” che è stato discusso al vertice di Barcellona ma resta convinta della necessità di una governance economica. Sul fronte dell’inflazione non si intravedono segnali di inflazione e sarebbe per questo uno sbaglio, da parte della Bce, alzare i tassi di interesse e non sostenere gli obiettivi economici dell’Unione.
In effetti, il sindacato ha dimostrato per anni una grande responsabilità nelle politiche salariali. Per promuovere una convergenza verso condizioni di vita analoghe ed evitare il dumping sociale e ”salariale” la Ces ha adottato una linea direttrice flessibile che comprende l’inflazione e la produttività.
Naturalmente anche il Gope dovrebbe includere le raccomandazioni sulla politica fiscale, per arrivare ad una migliore armonizzazione del fisco europeo ed evitare comportamenti ”ingiusti” degli Stati membri.
In definitiva, la Ces sostiene la scelta di Barcellona di mettere in un unico programma gli impegni per l’economia e per l’occupazione affinchè vengano discussi al prossimo vertice e approvati prima dell’estate.
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