“Quest’anno abbiamo assistito a un salto di qualità, con le dichiarazioni improvvide di qualche consigliere comunale, che pensa di risolvere il problema vietando le piazze ai sindacati: pericolosa concezione della democrazia e ignoranza delle tradizioni della città che dovrebbe rappresentare”. Lo scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil piemontesi, a proposito delle esternazioni della consigliera comunale pentastellata di Torino Daniela Albano, che dopo gli scontri tra antagonisti e polizia nel capoluogo piemontese al corteo del primo maggio ha scritto sui social network: “Non dobbiamo più concedere la piazza ai sindacati”.
“Ovviamente, Cgil, Cisl e Uil continueranno a manifestare, ogni qual volta riterranno giusto farlo e festeggeranno il Primo Maggio perche’ il lavoro e’ dignita’ e liberta’ delle persone, fondamento della democrazia e della Costituzione italiana” hanno messo in chiaro i sindacati.
“Anche quest’anno – hanno spiegato Cgil, Cisl e Uil – le forze dell’ordine sono intervenute per permettere lo svolgimento del corteo e degli interventi. I mezzi di informazione descrivono gli scontri tra le frange della contestazione e la polizia, che, puntualmente, vengono ripresi dai notiziari nazionali e soppiantano qualsiasi altro contenuto del primo maggio torinese”.
Il Primo maggio a Torino “e’ stata sempre, ed e’ ancora, la festa di tutta la città. Anche ieri, sotto la pioggia, migliaia di persone hanno voluto esserci, perché il corteo del primo maggio e’ il simbolo dell’unita’ del lavoro, di quel lavoro che in questi anni e’ cambiato, e’ stato frammentato, a volte reso piu’ debole e privato dei diritti” si legge ancora nella nota sindacale.
“Hanno sfilato insieme giovani e anziani, lavoratori stabili e precari, pubblici e privati e disoccupati. In piazza San Carlo, come ogni anno, si sono condivise preoccupazioni e speranze, ascoltando gli interventi dei lavoratori e il comizio conclusivo. Torino e’ sempre stata una bella piazza, perche’ e’ la citta’ del lavoro e vorremmo che continuasse a esserlo” hanno ricordato i sindacalisti.
“Nel corso degli ultimi anni – hanno rimarcato Cgil, Cisl e Uil – abbiamo dovuto affrettare l’andatura del corteo e, spesso, fermare la festa in anticipo, interrompendo concerti e iniziative collaterali, perche’ purtroppo esistono gruppi che concepiscono la democrazia come possibilita’ di impedire agli altri di esprimere le proprie opinioni e di portare a termine le proprie manifestazioni”.


























