Il gruppo Iveco distribuirà un premio di risultato per il 2025 ai 14mila addetti in Italia di circa 1.200 euro lordi. Il premio sarà erogato a febbraio. Il valore del premio è determinato sia dalle singole performance degli stabilimenti italiani – Torino Motori, Torino Drivelines, Brescia, Bolzano e Vittorio Veneto, Piacenza, Suzzara e Foggia – sia dal raggiungimento dell’obiettivo di gruppo per la sicurezza sul lavoro.
Un risultato positivo, spiega Iveco, che appare ancora più significativo perché raggiunto, con il contributo di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, in un anno caratterizzato da dinamiche di mercato complesse e in un contesto globale di grande incertezza ed estremamente sfidante.
Dalla Fiom Cgil arriva la critica di Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, che riferiscono di una comunicazione da parte aziendale avvenuta da remoto con “ancora una volta l’esclusione della nostra organizzazione”.
I risultati, sottolineano i due sindacalisti, sono “al ribasso rispetto al 2025 in tutti i siti” e dimostrano “come questo sistema premiale non sia corrispondente alle necessità e alle legittime aspettative delle lavoratrici e lavoratori per recuperare anche potere d’acquisto che in questi anni il CCSL non è stato in grado di salvaguardare”.
Ma soprattutto, per la Fiom le responsabilità delle “scelte sbagliate adottate dall’azienda non possono e non devono ricadere esclusivamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, tra l’altro in una fase molto delicata e di grande incertezza riguardo alle prospettive future. È da anni che come Fiom-Cgil rivendichiamo, inoltre, la mancanza dei necessari investimenti determinanti per la competitività e la produttività dell’azienda, nonché l’individuazione di parametri e relativi obiettivi condivisi e raggiungibili”.
Più nello specifico: il montante del premio varierà a seconda dei gruppi professionali da 298,49 euro a 411,16 nello stabilimento di Suzzara; da 766,47 euro a 1055,77 nello stabilimento di Brescia; da 1502,58 euro a 2069,73 nello stabilimento di Piacenza; da 1596,18 euro a 2198,66 negli stabilimenti di Bolzano e Vittorio Veneto; da 1649,30 euro a 2271,83 nello stabilimento di Torino Motori; da 1231,92 euro a 1696,90 nello stabilimento di Torino Drivelines; da 1606,30 euro a 2212,59 nello stabilimento di Foggia e da 1077,61 euro a 1484,35 per tutti i lavoratori non appartenenti ai siti produttivi.
“Riteniamo che l’azienda, in un’ottica di piena assunzione delle proprie responsabilità, debba compensare, come già in passato accaduto, un premio che soprattutto in alcuni siti non è assolutamente accettabile e dignitoso. Infine – concludono Lodi e D’Alessio -, ribadiamo la nostra contrarietà alla presenza di una componente del premio legata alla sicurezza che per noi non può essere in nessun caso monetizzata”.


























