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Home - La biblioteca del diario - La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024, di AA.VV. a cura di Istituto Giuseppe Toniolo

La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024, di AA.VV. a cura di Istituto Giuseppe Toniolo

di Elettra Raffaela Melucci
24 Maggio 2024
in La biblioteca del diario
La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024, di AA.VV. a cura di Istituto Giuseppe Toniolo

Choosy – perché troppo pignoli nella scelta (sic!) del lavoro -, bamboccioni – perché vivere con i genitori, a una certa età, non sta bene -, inoccupabili – che «non costituisce capitale umano su cui investire per il futuro» -, sfigati – a 28 anni non sei ancora laureato? Che vergogna. Si dice che la politica ignori i giovani, motivo per cui – secondo un’indagine del Consiglio Nazionale dei Giovani realizzata in collaborazione con l’Istituto Piepoli – solo il 47% degli under 35 italiani è intenzionato a votare alle europee dell’8 e 9 giugno prossimi; ma la verità è che, appena possibile, dei giovani italiani si dice male, diventando il capro espiatorio di quella che è una sostanziale incapacità a renderli parte attiva e qualificata nei processi di cambiamento sociale e di sviluppo economico. Lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso di fine anno, ha affermato che troppo spesso il nostro Paese disconosce le attese delle nuove generazioni e le fa sentire «fuori posto». (Anche) per questo, quindi, l’Italia è un Paese in cui è difficile essere giovani, in cui si incontrano le maggiori difficoltà a realizzare i progetti di vita connessi alla transizione alla vita adulta: vulnerabilità occupazionale e reddituale, incertezza diffusa multifattoriale (sociale e ambientale), difficoltà di emancipazione dagli istituti familiari. La questione centrale è quella del posto dei giovani. A confronto con i coetanei degli altri paesi li troviamo più nella casa dei genitori, meno nei percorsi di formazione più avanzata, meno nei luoghi di lavoro e all’interno dei processi di sviluppo, meno nel ruolo di genitori, di conseguenza fisicamente anche sempre meno in Italia (per la natalità che rimane bassa e per i flussi di uscita). Eppure, ha sottolineato Mattarella, l’Italia ha «bisogno dei giovani», «delle loro speranze», «della loro capacità di cogliere il nuovo».

Di questi e altri temi si occupa il nuovo Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024 (edizioni Il Mulino, 224 pagine, 20,00 euro), realizzato in collaborazione con Ipsos, con il supporto del Laboratorio di Statistica applicata dell’Università Cattolica e con il sostegno di Fondazione Cariplo. Il progetto punta a concentrare l’attenzione pubblica sull’universo giovanile e le tematiche a esso legate, contribuendo così a meglio orientare politiche, servizi e progettualità. Le indagini e le analisi presentate in questo volume – curate da un ampio pool di autori – affrontano il rapporto delle nuove generazioni con i cambiamenti del proprio tempo, in particolare la transizione verde e l’intelligenza artificiale, i mutamenti nelle modalità di partecipazione civica, religiosa e lavorativa. L’indagine è stata condotta in 5 paesi (Germania, Francia, Regno Unito e Spagna) tra il 25 luglio al 9 agosto 2023. Per ciascun paese è stato selezionato un campione di giovani dai 18 ai 34 anni secondo quote rappresentative di genere, età, titolo di studio, condizione lavorativa e area geografica di residenza. La numerosità campionaria raggiunta è stata di 2.003 casi per l’Italia e di 1.000 casi per ciascuno degli altri quattro paesi coinvolti.

Ciò che emerge (e non è una novità) è che l’Italia è uno tra i paesi europei con maggiori squilibri generazionali: in termini demografici, rispetto al peso del debito pubblico e nella distribuzione delle voci della spesa sociale. Le difficoltà dei giovani nella transizione scuola-lavoro rallentano quella alla vita adulta. La fragilità dei singoli, i grandi mutamenti in atto, i limiti delle politiche pubbliche aumentano il rischio di polarizzazione tra coloro che sono capaci di cogliere nuove opportunità e altri che scivolano verso i margini. La riduzione quantitativa dei giovani fa però crescere l’attenzione nei loro confronti e con essa la consapevolezza della necessità di investire sul successo formativo e sulla solidità dell’ingresso nella vita adulta. Ma servono anche spazi per esperienze che incoraggino a sperimentarsi positivamente come soggetti in grado di generare senso e valore nel loro essere e fare nel mondo.

Come spiega nella prefazione al volume Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica Sociale Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo: «Già prima della Grande recessione del 2008-2013 la condizione dei giovani italiani risultava su vari indicatori economici e sociali tra le meno favorevoli dell’Unione Europea», mentre i coetanei degli altri paesi trovavano strumenti più efficaci. Con il susseguirsi degli eventi, fino ad approdare alla pandemia da Covid-19 e alle guerre in atto tra Ucraina e Medio Oriente, la situazione è andata aggravandosi: «Il divario dell’incidenza dei Neet rispetto alla media europea non si è ridotto, il rischio di povertà per le coppie under 35 rispetto a quelle over 65 si ampliato a sfavore delle prima. Difficile stupirsi del fatto che la natalità sia andata maggiormente a ridursi in Italia rispetto ad altri paesi con un crollo soprattutto delle nascite da donne under 30».

Ma questa condizione «come interagisce con i grandi cambiamenti in atto?», interroga Rosina. «Gli spazi per i giovani in cui – per riprendere le parole del presidente Mattarella – potersi sentire al proprio posto sono quelli del lavoro, della casa, della formazione di una propria famiglia, ma anche quelli strategici della transizione digitale e della transizione verde a cui corrispondono sia nuovi rischi sia nuove opportunità». Ed è in questa prospettiva che si collocano gli otto capitoli contenuti nel presente volume: -Giovani e intelligenza artificiale: conoscenza e utilizzo tra rischi e opportunità; – Generazioni eco-consapevoli. La voce degli adolescenti e dei giovani adulti; -Il rischio climatico e l’impatto sulle intenzioni di fecondità dei giovani europei; -I giovani e la casa nello scenario europeo. Stili abitativi e tendenze; -Un viaggio nell’universo giovani e stage; -«Quando riesci a vedere l’oceano»: i giovani italiani alla Giornata Mondiale della Gioventù li Lisbona 2023; -La condizione giovanile in Lombardia; -Diventare adulti in Francia. Percorsi di autonomia tra gli immigrati di seconda generazione.

Di particolare interesse è la centralità che assume la questione della sostenibilità ambientale, individuata tra i fattori di incertezza e instabilità dei giovani intervistati. Che significato viene attribuito dalle nuove generazioni al tema? Gli italiani sono molto più preoccupati per le conseguenze del riscaldamento climatico e delle sue conseguenze rispetto ai loro coetanei europei, ma vi sono comportamenti che non è scontato riuscire a mettere sempre coerentemente in atto in modo virtuoso, nonostante la crescente sensibilità sul tema e l’urgenza che pone. La salvaguardia dell’ambiente è considerata una priorità che non può essere sacrificata per la crescita economica. Il 45% dichiara però di trovarsi in difficoltà a cambiare pratiche quotidiane e consumi per ridurre l’impatto sull’ambiente. Comportamenti più coerenti con la sostenibilità hanno bisogno di specifiche competenze di cittadinanza attiva che possono essere sviluppate tramite esperienze di volontariato e impegno civile.

L’eco-ansia, inoltre, pesa anche sulla scelta di avere figli: ad affermarlo è il 60% degli intervistati non ancora diventati genitori. Tra colo i quali non pianificano di avere figli, il 58% motiva questa la scelta per la preoccupazione verso il cambiamento climatico, mentre il 40% è scoraggiato dal potenziale impatto ambientale che avrebbe la nascita un bambino. Dato rilevante è che sono le donne a mostrare maggiore preoccupazione per il futuro dell’ambiente rispetto agli uomini, mentre non emergono grandi differenze tra lavoratori stabili e precari nel valutare l’insicurezza climatica. Come più in generale, anche in questo caso l’incertezza diminuisce nei contesti in cui le scelte dei giovani sono maggiormente sostenute e si sentono parte attiva di un mondo che cambia e può migliorare rafforzando la loro consapevolezza e la loro azione (nella vita personale e sociale). Tuttavia emerge chiaramente come i paesi che già tradizionalmente offrono scarse risorse a supporto della fecondità (Italia e Spagna in primo luogo) sono anche quelli in cui i giovani maggiormente avvertono il rischio connesso a una scelta – come quella di avere un figlio – che, già di per sé, rappresenta una sfida e un cambiamento radicale nelle vite individuali.

Emerge ancora una volta, al computo delle analisi, che la questione sia proprio quella del posto delle nuove generazioni nei processi che generano benessere e sviluppo nel contesto sociale, economico e culturale in cui vivono. «Alla quale non si risponde assegnando ai giovani un qualche posto in cui stiano “zitti e buoni” – chiosa Rosina -, ma mettendoli nelle condizioni di costruire e accedere a spazi significativi. Spazi nei quali poter coniugare conoscenza ed esperienze di sé, da un lato, e conoscenza del mondo ed esperienza attiva nei processi trasformativi e generativi, dall’altro. Lo spazio tra presente e futuro va riempito in questo modo altrimenti rimane vuoto».

Elettra Raffaela Melucci

Titolo: La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024

Autore: a cura di Istituto Giuseppe Toniolo, AA.VV.

Editore: Il Mulino – Collana Percorsi

Anno di pubblicazione: 2024

Pagine: 224 pp.

ISBN: 978-88-15-38891-9

Prezzo: 20,00€

Elettra Raffaela Melucci

Elettra Raffaela Melucci

Giornalista de Il diario del lavoro

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