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La magistratura, il sindacato e la logistica

Fabrizio Tola
Luglio27/ 2023

Nel dicembre scorso, la Procura di Milano ha disposto il sequestro di quasi 100 milioni di euro divisi tra due grandi gruppi della logistica: Geodis e BRT-Bartolini. Nel 2021 stessa sorte per DHL Supply Chain. Il motivo consiste in una grossa e complessa frode fiscale e contributiva a danno dell’erario e dei lavoratori. Il meccanismo passa attraverso il continuo e repentino cambio di appalto di servizi di trasporto e movimentazione merci. Un appalto che di fatto diventa “somministrazione”.

Queste grandi aziende della logistica, di mestiere movimentano e trasportano merci, ma non hanno né facchini né autisti tra i loro dipendenti. Il loro Core-Business, la loro Mission, viene svolta da aziende, cooperative, consorzi, a cui conferiscono l’appalto. Quando vedete un camioncino rosso con la scritta BRT, quel camioncino non è di proprietà BRT. Quando un driver con la maglietta rossa con scritta BRT, vi suona alla porta per consegnarvi un pacco, sappiate che non è un dipendente BRT. Questo sistema vale per tutta la logistica italiana.

Le categorie sindacali del settore, FiltCgil,FitCisl e Uiltrasporti, hanno più volte rivendicato l’accorciamento della filiera e quindi l’internalizzazione delle attività proponendo anche periodi di gradualità paragonabile a start up, senza mai essere ascoltati. Hanno più volte evidenziato come le aziende di appalto hanno poca autonomia, a volte sono finte: chi dirige, opera e paga, sono le aziende committenti. Gli impiegati delle aziende committenti spesso decidono le ferie o i provvedimenti disciplinari dei dipendenti delle aziende di appalto. Una vera e propria intermediazione di mano d’opera quasi generalizzata. C’è una letteratura sindacale (comunicati, denunce, articoli, piattaforme rivendicative), che testimonia questo.

Le tre federazioni sono però riuscite ad introdurre nel contratto nazionale e nei contratti regionali, le clausole sociali, cioè il passaggio diretto dei lavoratori dall’azienda uscente dall’appalto a quella subentrante, rispettando le condizioni contrattuali economiche e normative in essere.
L’azione della Procura di Milano, oltre ad evidenziare il danno erariale e contributivo, danno di cui otterrà giustamente, risarcimento, ha constatato, attraverso decine di testimonianze e interventi della Guardia di Finanza, l’intermediazione di mano d’opera. Mentre il Sindacato può denunciare politicamente l’intermediazione di mano d’opera ma non ha titolo giuridico che spetterebbe semmai al singolo lavoratore, la Procura di Milano ha la capacità persuasiva di convincere le aziende indagate ad internalizzare gli appalti. Qualcuna lo farà, in toto o parzialmente, qualcuna no.

È tanto vero questo, che BRT con i suoi circa 16.000 lavoratori in “appalto” non intende al momento assumere alcuno, farà sicuramente un accordo economico con la Procura di Milano sul pagamento del dovuto all’Erario e all’Inps, ma il tema dell’intermediazione rimarrà. Toccherà al Sindacato, come sempre, salvaguardare i lavoratori, attraverso il contratto nazionale, attraverso i contratti regionali, attraverso le mobilitazioni.

Questa storia che la Procura di Milano si sta di fatto sostituendo al sindacato non sta in piedi. Il Sindacato non porta i lavoratori a fare battaglie perdenti. Se le Aziende della Logistica e del Trasporto ultimo miglio non hanno dipendenti autisti e facchini da oltre 30 anni e nessuna legge li ha fermati, il compito del Sindacato (fermo restando l’obiettivo dell’internalizzazione), non potendo scegliersi il “Padrone”, è difendere l’occupazione e le retribuzioni. Ed è quello che è stato fatto e si continuerà a fare.

n.b. : Alla Procura di Milano sono depositate denunce del Sindacato che riguardano le aziende indagate.

Fabrizio Tola

Fabrizio Tola