La notizia della liberazione del Nobel dissidente Aung San Suu Kyi ha creato grande speranza oggi in Myanmar. Ma la questione della dissuasione degli investimenti delle multinazionali nel paese asiatico resta fondamentale affinchè la giunta militare cambi concretamente operato.
Gli azionisti dipendenti della Marriott International stanno forzando la compagnia a disinvestire da Burma, per sostenere l’Unione Internazionale dei lavoratori della ristorazione e degli hotel (Here) nella sua lotta a favore del rispetto delle norme sulla manodopera. Giorni fa il sindacato internazionale di categoria e l’Afl-Cio hanno infatti approvato l’ipotesi della Marriott International di smettere di sostenere la dittatura militare in Birmania adottando un codice di condotta basato sulle convenzioni Oil sul rispetto dei diritti umani. Ma la decisione della multinazionale non è ancora del tutto maturata.
“Marriott ci ha informato che metterà fine ai suoi legami d’affari con la Birmania, ma i lavoratori vogliono essere sicuri che i loro investimenti non sostengano un regime militare che ignora i diritti umani fondamentali. Noi esortiamo la multinazionale ad adottare standard lavorativi che rispettino i diritti umani fondamentali in tutti i paesi,” ha commentato Bill Patterson, direttore dell’Ufficio Investimenti dell’Afl-Cio. Il Servizio istituzionale degli azionisti (Iss) ha caldeggiato agli azionisti di sostenere la proposta, sottolineando che Marriott “potrebbe giovarsi dell’adozione di un codice di condotta formale che cerchi di creare e stabilizzare le condizioni di lavoro di qualità per i suoi dipendenti delineando la tutela dei diritti per la sua forza-lavoro.” Il CalPERS, il più grande fondo di pensione nel mondo con più di 150 miliardi di dollari di capitale, ha svelato che anch’esso sosterrà la proposta di Here. L’Afl-Cio rappresenta 13 milioni di lavoratori che partecipano nel mercato dei capitali come azionisti attraverso piani di contribuzione definiti, come pure attraverso fondi comuni di investimento. La Here rappresenta approssimativamente 300.0000 dipendenti di Hotel e Ristorazione nelle industrie ricettive di Canada e Stati Uniti. Numeri che dovrebbero far riflettere il management di Marriott.
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