Ieri giornata di mobilitazione per i lavoratori della Natuna, che, con uno sciopero indotto da Filcams Cgil e Fiom Cgil Roma centro-ovest-litoranea, sono stati in presidio di fronte alla sede di Alitalia, per protestare contro i licenziamenti collettivi che riguarderanno cinquantuno lavoratori.
L’azienda, che si occupa della depurazione delle acque, della conduzione della Centrale Termica, dell’antincendio, del condizionamento e della gestione delle Cabine di Media Tensione (20mila Volt) per gli impianti e gli immobili gestiti o di proprietà di Alitalia, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo a causa dell’assenza della clausola di salvaguardia sociale all’interno del bando di gara emesso da Alitalia, che ha portato la società Eletecno ad aggiudicarsi la gestione a decorrere dal 15 luglio prossimo.
La Natuna, società uscente, si è dichiarata disponibile a ricollocare 11 lavoratori su altre commesse ma i sindacati affermano che “il nostro obiettivo è che si salvaguardino tutti i posti di lavoro, la professionalità specifica e la continuità del servizio garantito fino a oggi dai lavoratori. Riteniamo che il committente Alitalia debba avere il nostro stesso interesse, anche a tutela della qualità delle attività svolte per la compagnia aerea”.
Durante il presidio, i sindacati sono stati ricevuti dal Commissario Luigi Gubitosi, con il quale sono state discusse possibile soluzioni per la tutela dell’occupazione. Le organizzazioni sindacali infatti sottolineano come “alcuni di questi lavoratori sono ex dipendenti Alitalia ceduti con un ramo d’azienda, durante la crisi del 2009, e ai quali era stata garantita la certezza e la continuità occupazionale anche in caso di passaggio di gestione dell’attività alla quale sono adibiti. Il commissario si è mostrato sensibile alla problematica occupazionale e si è impegnato a facilitare il confronto sindacale con la società subentrante, già a partire da oggi. Per quanto ci riguarda – concludono – continueremo a sostenere i lavoratori e percorreremo tutte le strade possibili per salvaguardare i loro posti di lavoro”.



























