• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
venerdì, 3 Aprile 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Il centrodestra ribaltato dopo la vittoria del no. L’unicum di Salvini che rifiuta un ministero e l’azione tranquillizzante di Marina Berlusconi

    L’Apocalisse di Pasquetta

    L’Apocalisse di Pasquetta

    Una premier nella corrente

    La ramazza di Giorgia e il rischio autogol. La comunicazione di Meloni fa cilecca, latita il tocco magico

    AUDIZIONE SU LEGGE DI BILANCIO 2025

    Disastro referendum più economia in crisi: è allarme rosso per il governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    La prima sconfitta per Meloni, che ora si trova al bivio tra logoramento ed elezioni anticipate

    Energia, Pirani: cambiare art.177 del codice degli appalti, a rischio 150mila lavoratori

    Energia, il rebus degli Ets

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Euroallumina, sindacati: intervenga il governatore della Sardegna sulla vertenza

    Eurallumina, una crisi industriale in bilico tra chiusura e ripartenza

    Ricordando Antonio Martone: il magistrato e l’uomo delle istituzioni

    Ricordando Antonio Martone: il magistrato e l’uomo delle istituzioni

    Giochi Preziosi, sindacati: oltre 300 lavoratori a rischio, dichiarato lo stato di agitazione

    Giochi Preziosi, sindacati: oltre 300 lavoratori a rischio, dichiarato lo stato di agitazione

    La Uil lancia l’Ufficio Sport. Primo obiettivo: “rappresentare chi non ha tutele e fermare l’escalation contro gli arbitri, anche bloccando i campionati”. Intervista col segretario organizzativo di via Lucullo Emanuele Ronzoni

    Italia fuori dai Mondiali: Ronzoni (Uil), il calcio e’ la piu grande azienda del paese ma non ha una politica industriale. Azzerare i vertici e scegliere vere professionalità

    Dietro al Made in Italy c’è il vuoto della politica industriale

    Transizione 5.0, il governo aumenta le risorse e riconquista il mondo delle imprese

    Inail, in 11 mesi infortuni mortali in aumento di +1,8%

    Piano integrato salute e sicurezza sul lavoro 2026: tutti coinvolti per una sicurezza ad ampio spettro

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il documento conclusivo dell’assemblea generale della Cgil 2026

    Ikea, Tribunale Milano, il licenziamento della lavoratrice madre non è discriminatorio

    Ikea Italia, rinnovato il contratto integrativo aziendale. Coinvolti oltre 7.600 dipendenti

    Il testo dell’ipotesi del rinnovo contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 e le tabelle contrattuali

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Febbraio 2026

    Il report Istat su condizioni di vita e reddito delle famiglie 2024-2025

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    Scuola, sottoscritto il rinnovo 2025-2027, firma anche la Flc Cgil. Aumenti di 143 euro ai docenti e recupero degli arretrati

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’ “anno molto peggio’” di Meloni, insidie e opportunità per Giorgia

    Il centrodestra ribaltato dopo la vittoria del no. L’unicum di Salvini che rifiuta un ministero e l’azione tranquillizzante di Marina Berlusconi

    L’Apocalisse di Pasquetta

    L’Apocalisse di Pasquetta

    Una premier nella corrente

    La ramazza di Giorgia e il rischio autogol. La comunicazione di Meloni fa cilecca, latita il tocco magico

    AUDIZIONE SU LEGGE DI BILANCIO 2025

    Disastro referendum più economia in crisi: è allarme rosso per il governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    La prima sconfitta per Meloni, che ora si trova al bivio tra logoramento ed elezioni anticipate

    Energia, Pirani: cambiare art.177 del codice degli appalti, a rischio 150mila lavoratori

    Energia, il rebus degli Ets

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Euroallumina, sindacati: intervenga il governatore della Sardegna sulla vertenza

    Eurallumina, una crisi industriale in bilico tra chiusura e ripartenza

    Ricordando Antonio Martone: il magistrato e l’uomo delle istituzioni

    Ricordando Antonio Martone: il magistrato e l’uomo delle istituzioni

    Giochi Preziosi, sindacati: oltre 300 lavoratori a rischio, dichiarato lo stato di agitazione

    Giochi Preziosi, sindacati: oltre 300 lavoratori a rischio, dichiarato lo stato di agitazione

    La Uil lancia l’Ufficio Sport. Primo obiettivo: “rappresentare chi non ha tutele e fermare l’escalation contro gli arbitri, anche bloccando i campionati”. Intervista col segretario organizzativo di via Lucullo Emanuele Ronzoni

    Italia fuori dai Mondiali: Ronzoni (Uil), il calcio e’ la piu grande azienda del paese ma non ha una politica industriale. Azzerare i vertici e scegliere vere professionalità

    Dietro al Made in Italy c’è il vuoto della politica industriale

    Transizione 5.0, il governo aumenta le risorse e riconquista il mondo delle imprese

    Inail, in 11 mesi infortuni mortali in aumento di +1,8%

    Piano integrato salute e sicurezza sul lavoro 2026: tutti coinvolti per una sicurezza ad ampio spettro

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il documento conclusivo dell’assemblea generale della Cgil 2026

    Ikea, Tribunale Milano, il licenziamento della lavoratrice madre non è discriminatorio

    Ikea Italia, rinnovato il contratto integrativo aziendale. Coinvolti oltre 7.600 dipendenti

    Il testo dell’ipotesi del rinnovo contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 e le tabelle contrattuali

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Febbraio 2026

    Il report Istat su condizioni di vita e reddito delle famiglie 2024-2025

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    Scuola, sottoscritto il rinnovo 2025-2027, firma anche la Flc Cgil. Aumenti di 143 euro ai docenti e recupero degli arretrati

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Nuovi vertici, stessa linea

Nuovi vertici, stessa linea

31 Maggio 2011
in Analisi

Il Congresso della Ces, appena conclusosi pochi giorni fa, è stato segnato da due caratteristiche essenziali non in contraddizione fra di loro: la continuità e il rinnovamento. Ovvero la continuità delle scelte politiche di fondo assieme, alla fine del Congresso, al rinnovo totale della segreteria. D’altronde le regole ferree del sindacato europeo impongono il rispetto rigoroso dei due mandati per ciascun membro di segreteria. Così come in altre circostanze, un’intera squadra di segreteria ha esaurito il proprio mandato e una nuova la rimpiazza. Il carattere più significativo del nuovo gruppo dirigente è dato dal fatto che esso è composto in prevalenza (4 su 3) da donne, ivi compresa la nuova segretaria generale, Bernadette Segol. Tuttavia il ricambio, come sempre avviene a livello internazionale, non ha creato alcuna tensione in sede congressuale, giacché tutte le procedure precedenti lo avevano definito in dettaglio con il massimo di trasparenza. Questo ha consentito al Congresso di cimentarsi esclusivamente sui problemi politici e sulla situazione inedita e durissima che sta attraversando l’Europa. Un’Europa che per la prima volta nella sua storia rischia di andare oltre la divisione classica, quella tra più Europa o ritorno ai nazionalismi. Per la prima volta infatti, gli effetti della crisi possono produrre una nuova divisione dell’Ue tra aree geografiche omogenee: l’Europa continentale da una parte e quella mediterranea dall’altra. Una divisione che prima della crisi era coperta da una moneta unica come l’euro, che riusciva a coprire le differenze e che ora invece non riesce più a fare. Questo scenario è l’effetto di una crisi non governata, vissuta come un avallamento e non come una crisi strutturale, e che per questo ha aumentato le differenze piuttosto che ridurle. Questo punto è stato quello più al centro del dibattito del congresso e dei suoi atti conclusivi. Il timore cioè di un’Europa che non riesca più a trovare un minimo comune denominatore, sottoposta a lacerazioni crescenti e ad attacchi speculativi che potrebbero arrivare a colpire la stessa moneta dell’euro oltre ad infiltrarsi anche nel campo sindacale, minandone l’unitarietà. Per contrastare questa deriva non c’è alternativa a una battaglia a viso aperto contro le decisioni che il Consiglio e la Commissione europea stanno prendendo, a partire dal famoso Patto Euro Plus. Il nodo in discussione e il punto dirimente si è confermato ad Atene, non sta nella richiesta di politiche di risanamento di bilancio che il Governo europeo ha deciso. Ma che queste politiche di risanamento sono separate dalla crescita, con la conseguenza che il solo taglio della spesa pubblica invece che risanare in realtà deprime ancora di più le economie e le conduce alla stagnazione se non alla depressione.
Il risanamento non è alternativo alla crescita a condizione che vi sia la volontà di mettere sul tappeto nuove fonti di risorse economiche. Se il taglio cioè viene compensato da risorse europee capaci di sostenere un Piano europeo per lo sviluppo e la protezione sociale. Non è possibile, si è detto al Congresso, che le uniche risorse finanziarie europee riguardino solo quelle reperite nel Fondo contro la speculazione (420 miliardi di euro) e non ve ne sia nemmeno uno invece stanziato per aiutare l’Europa a uscire dalla crisi. Per questo il documento conclusivo, il Manifesto di Atene, rilancia il tema di un Eurobond europeo e della tassazione delle rendite finanziarie a breve, per reperire nuove risorse per investimento.
E che per sostenere queste rivendicazioni, alla vigilia della prossima riunione del Consiglio del 22 giugno è stata convocata un’ulteriore manifestazione il giorno prima, la prima della nuova segreteria, ma in perfetta continuità con la precedente che aveva fatta l’ultima a Budapest il 9 aprile sulle stesse priorità. Insomma la Ces ha ribadito che la crisi in atto in alcuni Paesi europei, a partire dalla Grecia o dall’Irlanda o dal Portogallo, non riguardano particolari Paesi viziosi che hanno dilapidato in maniera scriteriata le proprie risorse, non è una crisi nell’eurozona ma dell’eurozona. Che la compenetrazione tra le economie di un mercato unico e con unica moneta non è banalmente divisibile tra Paesi viziosi e Paesi virtuosi, come dimostra lo stesso intreccio finanziario e bancario tra i diversi Stati. E’ sotto gli occhi di tutti, ad esempio, che l’esposizione delle banche tedesche e francesi sul debito greco o irlandese è talmente forte che l’eventuale default di quei Paesi porterebbe a picco anche quello delle principali banche appunto tedesche e francesi. Peraltro senza risolvere questa contraddizione gli effetti sociali sono devastanti. Da una parte nei Paesi maggiormente sottoposti all’attacco speculativo, nei quali tutto il peso del risanamento è caricato sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati e dall’altro dalle recenti decisioni del Patto Euro Plus che scarica sul lavoro tutto il deficit di competitività dell’Europa, con le decisioni di intervenire sui salari e sui modelli di contrattazione. Su questo punto il Congresso ha reagito con estrema durezza. Contro la messa in discussione dell’autonomia negoziale delle parti sociali e contro l’attacco alla contrattazione che deriverebbe dalla proposta di disaccoppiare per i salari, la produttività dall’inflazione e di aziendalizzare la contrattazione come unica fonte delle relazioni industriali.
Sono prese di posizioni necessarie e che potrebbero portare ad una possibile positiva evoluzione della Ces. Quello che è stato infatti uno dei problemi più grandi del sindacato europeo derivava proprio dalla povertà degli strumenti e dei mandati in proprio possesso. La Ces ha sempre avuto un blocco di maggioranza basato su tre grandi espressioni del sindacalismo europeo, come quello tedesco, scandinavo ed inglese. Il sindacato mediterraneo ha invece esercitato una funzione più marginale e discontinua e raramente ha assunto, almeno negli ultimi anni, un ruolo determinante. D’altronde i sindacati del blocco di maggioranza hanno tutti la caratteristica di essere sindacati unici, al contrario di tutti quelli mediterranei il cui pluralismo è stato sottoposto a dure prove con la crisi. Ma il limite dei sindacati di maggioranza è stato quello di essere fin qui, i più restii se non proprio scettici, verso una funzione di direzione vera, politica e rivendicativa della Ces. Ora questa sarà la vera cartina di tornasole per il gruppo dirigente uscito dal Congresso: ovvero quello di riuscire ad acquisire nuovi spazi di azione e nuovi poteri. D’altronde quando l’Ue decide di intervenire su tutti i salari dei Paesi dell’eurozona come è possibile difendersi e magari rilanciare senza almeno una risposta univoca di tutti i sindacati della stessa zona? Atene ha ribadito una forte unità in tutti gli atti del Congresso ora essa è chiamata a reggere alla prova dei fatti.

Walter Cerfeda

 

Tags: UeSindacato
redazione

redazione

In evidenza

Euroallumina, sindacati: intervenga il governatore della Sardegna sulla vertenza

Eurallumina, una crisi industriale in bilico tra chiusura e ripartenza

2 Aprile 2026
Ricordando Antonio Martone: il magistrato e l’uomo delle istituzioni

Ricordando Antonio Martone: il magistrato e l’uomo delle istituzioni

2 Aprile 2026
Così il Direttivo ha approvato il referendum sul lavoro

Cgil, l’Assemblea generale fa il punto sulla vittoria del No e annuncia le prossime iniziative. Obiettivo: “sconfiggere le politiche regressive e fallimentari del governo’’ e ‘’dare piena attuazione alla Costituzione’’

2 Aprile 2026
Ilva, la trattativa è lenta, ma Vestager accelera

Ex Ilva, il ministero del Lavoro convoca le parti per la proroga Cigs il 16 aprile

2 Aprile 2026
Giochi Preziosi, sindacati: oltre 300 lavoratori a rischio, dichiarato lo stato di agitazione

Giochi Preziosi, sindacati: oltre 300 lavoratori a rischio, dichiarato lo stato di agitazione

2 Aprile 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi