Secondo quanto comunica una nota della banca, il piano di ristrutturazione 2017-21 di Mps, approvato dal Bruxelles nell’ambito del via libera all’aumento di capitale precauzionale, prevede complessivamente circa 5.500 esuberi entro il 2021, di cui 4.800 uscite attraverso l’attivazione del Fondo di Solidarietà, 450 uscite legate alla cessione/chiusura di attività, 750 uscite derivanti da turnover fisiologico e circa 500 nuove assunzioni. Il piano di uscite determinerà costi straordinari per circa 1,15 miliardi complessivi in arco piano.
Rispetto al 2016, il piano prevede inoltre una riduzione di circa 600 filiali. Si scenderà da 2mila a 1.400 a fine piano (2021).
Infine, è inclusa nel piano la dismissione della pressoché totalità del portafoglio di sofferenze al 31 dicembre 2016 per 28,6 miliardi lordi.
L’A.d. di Mps, Marco Morelli, definisce il piano “una pietra miliare” per il risanamento e del rilancio di Mps. L’obiettivo è creare un gruppo che abbia un modello “sostenibile” e “redditizio”, ha spiegato Morelli. “Il fatto che la banca sia riuscita a finalizzare un percorso difficoltoso è un qualcosa che cercavamo di portare a casa e ci siamo riusciti.”
“In uno scenario molto difficile, siamo rimasti in vita, abbiamo recuperato 5 miliardi di depositi, un personale e un top management motivato e focalizzato sugli obiettivi .- continua l’A.d. di Mps -. Ora abbiamo un nuovo punto di partenza per recuperare un ruolo importante nel panorama bancario italiano. Mps torna a reggersi sulle proprie gambe”.
Morelli sottolinea poi che si tratta di “un Piano prudenziale, non guardiamo ad obiettivi irrealistici, ma a un modello di business sostenibile. Sulle sofferenze abbiamo un accordo e una tempistica definita su tutto il resto.”
“Non c’è nessun piano B. Siamo concentrati sugli obiettivi di un piano realizzabile. Sono fiducioso sia dal lato dei costi e sia dal lato dei ricavi. Fusione e aggregazioni sono di competenza dei soci”, conclude.




























