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Personale Ata verso lo stato di agitazione

redazione
Settembre11/ 2017

Nuove avvisaglie di sciopero negli uffici scolastici. Al suono della campanella per il primo giorno di scuola, il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, comunica con una nota la possibilità della proclamazione dello stato di agitazione del personale.

Oggetto della mobilitazione è il conferimento delle supplenze Ata, circa le quali “i mancati chiarimenti del MIUR sono destinati a creare disfunzioni nel servizio scolastico, lesione dei diritti dei lavoratori, violazione delle norme contrattuali”, spiega Sinopoli.

La mancata applicazione della “misura di buon senso”, adottata dal MIUR negli anni passati che prevedeva il ricorso delle graduatorie previgenti in attesa di quelle nuove per coprire i posti disponibili, “quest’anno non ha trovato posto nelle disposizioni del Miur”, aggiunge il segretario. “Da ciò il caos negli uffici periferici che si comportano in maniera difforme, da ciò le nomine improprie ed extracontrattuali ‘fino all’avente diritto’ e non secondo la scadenza naturale, da ciò la mancata applicazione della clausola contrattuale che prevede il conferimento di supplenza per altro ruolo. Un sistema intero che si blocca per l’imprevidenza e il presappochismo del Miur”, chiosa Sinopoli.

Per questo motivo e “considerato che il personale Ata viene continuamente sottoposto ad una pressione insostenibile per gli errori del MIUR e caricato di oneri impropri, che non si consente la sostituzione degli assenti nelle segreterie, che non si bandiscono i concorsi per DSGA ordinario e riservato, che con l’attuale organico non si riesce nemmeno a garantire la sicurezza e l’agibilità delle scuole”, la Flc Cgil annuncia che “in mancanza dei necessari chiarimenti del caso e di soluzioni a tutte le altre emergenze Ata da parte del MIUR che restituiscano certezza e serenità alle scuole e al personale, proclamerà lo stato di agitazione di tutto il personale Ata a livello nazionale, primo passo di una mobilitazione che non si fermerà fino a quando non arriveranno risposte concrete”, conclude Sinopoli.

E. M.

redazione