Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti torna a salire al 9,8%, ai massimi da aprile. Il dato di novembre, +39.000 posti di lavoro, è peggiore delle attese degli analisti. L’economia americana crea meno posti di lavoro del previsto e il tasso di disoccupazione sale ai massimi da aprile, sottolineando la continua debolezza del mercato del lavoro statunitense nonostante la ripresa economica in corso. I posti di lavoro creati sono stati 39.000, con il settore privato che ne ha creati 50.000 e quello pubblico che ne tagliati 11.000. Nel comunicare il dato odierno il Dipartimento del Lavoro ha rivisto al rialzo il dato di ottobre a 172.000 posti creati, contro i 151.000 inizialmente stimati. Le rilevazioni mettono in evidenza come gli americani in cerca di lavoro sono 15 milioni. Il 41,9% degli americani disoccupati è senza lavoro da oltre sei mesi. Il tasso di disoccupazione sale al 17% se nel calcolo vengono compresi coloro che ha smesso di cercare un’occupazione e coloro che hanno accettato un part-time anche se cercavano un lavoro a tempo pieno.
Il tasso di disoccupazione americano è sopra al 9% dal maggior 2009, ovvero da 19 mesi: si tratta della serie più lunga con un tasso di disoccupazione così elevato dalla Seconda Guerra Mondiale. Nella recessione degli inizi degli anni, il tasso di disoccupazione è salito al 9% nel marzo 1982 e vi è rimasto fino al settembre 1983. Il settore privato in novembre ha creato 50.000 posti di lavoro, meno dei 160.000 creati in ottobre. Il settore manifatturiero ha registrato una contrazione dell’occupazione, con -13.000 posti di lavoro: si tratta del quarto calo consecutivo. (LF)
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