Il 28 giugno è stata presentata al ministero del Lavoro la relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri per l`anno 2016. Secondo i dati emersi dal rapporto, il numero complessivo di dimissioni e risoluzioni consensuali convalidate a livello nazionale risultano essere 37.738, con un incremento del 12% rispetto al 2015. Prosegue la tendenza registrata anche negli anni precedenti: nel 2015 erano 31.249, con un notevole incremento di circa il 19% rispetto al 2014, che ne contava 26.333 (+11,27% rispetto alle 23.666 del 2013). Secondo Cgil, Cisl e Uil, questi dati “riflettono impietosamente la situazione del mercato del lavoro in Italia, che ogni anno vede migliaia di lavoratori, ma soprattutto lavoratrici, abbandonare la propria attività”.
Nel 2016, secondo la ricerca, sono 27.443 le lavoratrici madri (rispetto alle 25.620 dell’anno precedente) che si sono dimesse dal posto di lavoro, con una percentuale del 79%. I dati concernenti il numero dei figli e le motivazioni del recesso attestano la persistenza di una difficoltà di conciliazione tra vita familiare e lavorativa. Risulta confermato quindi il trend già evidenziato lo scorso anno, in base al quale la gran parte dei lavoratori interessati dalle convalide hanno prevalentemente un solo figlio o sono in attesa del primo e ne rappresentano circa il 60% del totale.
“Questi dati – riferiscono i sindacati – mostrano il perdurare dei fenomeni discriminatori che penalizzano fortemente le donne. Confermano anche che fare figli in Italia è diventata una questione privata e che troppo spesso per le lavoratrici la maternità diventa non solo un ostacolo al rientro al lavoro, ma anche al percorso di crescita professionale, mediante il demansionamento e l’isolamento fino a provocarne le dimissioni.”



























