Nel 2017 è previsto un andamento positivo dell’industria italiana del settore macchine, utensili, robot e automazione, con una crescita del 6,7%, per un fatturato di 5,92 miliardi di euro.
Sono questi i dati emersi dalle previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, alla quale erano presenti il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, e il vicepresidente di Confindustria nazionale con delega alla politica industriale, Giulio Pedrollo.
Il consumo si attesterà a 4,25 miliardi di euro, il 10,1% in più rispetto al 2016, trainando sia le consegne dei costruttori sul mercato domestico, attese in crescita del 12% a 2,57 miliardi, sia le importazioni (+7,5%).
A differenza del 2016 – che ha segnato una crescita della produzione del 6,4% a 5,55 miliardi di euro grazie all’andamento delle consegne sul mercato interno (+25,7%, a 2,3 miliardi), mentre l’export aveva subito una battuta d’arresto (-4%, a 3,25 miliardi) – quest’anno le esportazioni sono attese tornare a crescere, con un incremento previsto del 3% a 3,35 miliardi.
Quanto al primo semestre 2017, l’indice degli ordinativi ha segnato un incremento del 9,9%, per un valore assoluto pari a 162 (+5,6% l’indice degli ordini esteri, +24,8% quello degli ordini interni rispetto ai primi sei mesi del 2016).
Nel commentare i dati, Massimo Carboniero, presidente di Ucimu, sottolinea come “in un contesto di generale arretramento dell’industria mondiale di settore, l’Italia ha mostrato di avere fiato e gambe per crescere, e crescere ancora, rispetto a quanto già fatto nel biennio precedente”. In virtù di questi numeri positivi sarebbe utile, secondo Carboniero, prolungare le misure previste dal piano Industria 4.0, che già stanno producendo i primi effetti positivi.
“Il rilancio della competitività delle Pmi manifatturiere è appena avviato – prosegue Carboniero – occorre tempo perché esse recepiscano i provvedimenti, e avviino i piani di investimento. Per questo potrebbe essere utile trasformare il Superammortamento in provvedimento strutturale”.
“Inoltre, a fronte di un grande interesse delle aziende ad impegnarsi nella propria riorganizzazione in chiave digitale, sarebbe opportuno – conclude Carboniero – valutare l’inserimento dell’Iperammortamento anche nella prossima legge di bilancio, prolungandone l’operatività di un anno rispetto agli attuali termini fissati”.



























