La Uil stima, viste anche le previsioni sul Pil, una spesa nel 2012 per gli ammortizzatori sociali di 5,2 miliardi di euro. Questa cifra, sottolinea il segretario confederale Uil Guglielmo Loy, “non è tutta a carico dello Stato, poiché i contributi di imprese e lavoratori coprono il 76% della spesa (3,9 miliardi di euro)”. Ad assorbire la quasi totalità del contributo statale, per circa 1,3 miliardi di euro, è la cassa in deroga.
La Uil nella sintesi del rapporto sulla cassa integrazione relativo a gennaio, sottolinea, che “grazie alle proposte e alla forte azione del sindacato, il Governo sembra convergere sulla necessità di consolidare, almeno per i prossimi due anni, l’attuale sistema degli ammortizzatori sociali a partire dalle tre tipologie di cassa integrazione”.
Il sindacato, inoltre, spiega che la stima fatta sulla spesa per gli ammortizzatori sociali nell’anno in corso tiene conto delle ore di cassa integrazione dal 2008 al 2011, l’andamento del Pil e della produzione industriale negli anni 2008-2011 e la previsione tendenziale per il 2012. E a riguardo la Uil ricorda che “gennaio 2012 è stato il quarto mese consecutivo in cui si è registrata una flessione delle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende”. “In questo mese, infatti, le ore autorizzate di cassa integrazione – evidenzia – sono state 55 milioni, subendo una consistente riduzione del 26,7% rispetto all’ultimo mese del 2011”. Ecco che gennaio è risultato “uno dei mesi con il minor numero di ore autorizzate dall’inizio della crisi”. Ma, avverte Loy, “ci troviamo ancora in presenza di una troppo vasta platea di unità di lavoro potenzialmente coinvolte e a rischio (323 mila)”.
Di certo, spiega la Uil, la forte riduzione delle richieste di cassa integrazione straordinaria (-34,7%) e in deroga (-33%), nel mese di gennaio rispetto a dicembre dello scorso anno ha segnalato rispettivamente, da una parte, “la riduzione del numero di aziende che rischiano di entrare in una fase di crisi più strutturale e, dall’altra, una riduzione del bacino di piccole imprese in difficoltà”. Il sindacato giudica anche “importante la flessione delle richieste di cassa integrazione ordinaria (-9,5%), che sembra evidenziare una riduzione del bacino delle imprese in crisi”.
A livello territoriale, la Uil evidenzia: “La diminuzione delle ore autorizzate (sempre nello stesso periodo preso a riferimento) ha investito principalmente il Mezzogiorno (-44,3%), seguito dal Centro (-25,3%) e dal Nord (-18,7%)”. Nel dettaglio, però, “7 Regioni hanno registrato un aumento significativo della cassa integrazione: tra queste si segnalano Valle d’Aosta (+186,3%), Bolzano (+100%), Basilicata (+61,9%), Calabria (+33,5 %). Mentre la Lombardia rimane la regione in assoluto con il maggior numero di ore richieste dalle aziende (13,5 milioni)”. (LF)
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