“Le limitate risorse disponibili nella Legge di Bilancio 2027 devono essere concentrate sulle vere priorità del Paese: lavoro, previdenza, sanità, pubblico impiego, scuola, università e ricerca, infrastrutture, welfare, Mezzogiorno e Zes Unica. Vanno invece respinte le logiche dei bonus a pioggia. Anche gli interventi sul costo dell’energia devono essere selettivi, rivolti alle filiere energivore e alle famiglie in difficoltà”. È quanto sottolinea il Comitato Esecutivo Confederale della Cisl, riunito oggi a Roma, nel Documento finale approvato all’unanimità al termine dei lavori.
Il Comitato Esecutivo colloca le scelte sulla prossima manovra nel quadro più ampio del Libro Verde per il Patto sociale – Costruiamo insieme l’Italia di domani, condividendone l’impianto e le oltre 120 proposte articolate in undici capitoli.
Per la Cisl, la fase che si apre richiede di affrontare i nodi strutturali che frenano il Paese: la stagnazione della produttività, l’arretramento delle retribuzioni, il declino demografico e il peso del debito.
“La fine dell’esperienza del Pnrr rende ancora più importante una strategia capace di concentrare gli investimenti sui settori ad alto moltiplicatore, caratterizzati da filiere interne e alta intensità di lavoro”.
Tra le priorità indicate dal Libro Verde figurano il recupero annuale del potere d’acquisto di salari e pensioni, il rafforzamento della contrattazione decentrata, nuove regole sulla rappresentanza, una fiscalità maggiormente orientata a favore del lavoro e delle pensioni, la valorizzazione del risparmio verso l’economia reale e il rafforzamento della previdenza complementare.
Centrale anche il governo delle grandi transizioni tecnologica, energetica, industriale e demografica. La Cisl indica l’intelligenza artificiale come una trasformazione da governare mettendo al centro la persona e rafforzando i diritti di informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori. Il documento propone inoltre un diritto soggettivo alla formazione, servizi per l’impiego rinnovati, maggiori investimenti nella scuola, nell’università e nella ricerca.
Sul fronte sociale vengono indicate una nuova politica per la cura, misure per sostenere occupazione femminile e maternità, politiche per i giovani e l’abitare, invecchiamento attivo, sostegno a chi assiste familiari non autosufficienti, regole previdenziali stabili e una pensione di garanzia per le carriere discontinue. Per le migrazioni la Cisl ribadisce la necessità di ingressi legali commisurati ai fabbisogni e di percorsi di integrazione fondati su lavoro e formazione.
Il Comitato Esecutivo colloca il percorso del Libro Verde in uno scenario internazionale segnato da molteplici crisi. La guerra nel Golfo e l’instabilità dello stretto di Hormuz, si sottolinea nel documento, mantengono l’energia su livelli di prezzo tali da alimentare un’inflazione da importazione. La Cisl rinnova quindi la richiesta di un patto per la sicurezza energetica tra Governo e parti sociali, di un contributo di solidarietà europeo sui superprofitti e di un tetto dinamico ai margini su gas e carburanti.
Sulla guerra in Ucraina, il Comitato Esecutivo conferma la posizione della Cisl: sostegno all’Ucraina per una pace giusta, nessuna normalizzazione con il Cremlino e una difesa comune europea che non militarizzi l’economia e vincoli la spesa a condizionalità sociali.
Sul conflitto a Gaza, la Cisl ritiene necessario far tacere le armi, cessare i bombardamenti indiscriminati, garantire gli aiuti umanitari e creare le condizioni per un negoziato con l’Autorità Nazionale Palestinese, nella prospettiva di una libera e pacifica convivenza tra due popoli e due Stati.
Il Comitato Esecutivo richiama inoltre il tema della crescita dell’estrema destra in Europa e sottolinea la necessità di contrastare sfiducia e disaffezione attraverso un sindacato presente nei luoghi di lavoro, un europeismo solidale e competitivo e un dialogo sociale capace di produrre decisioni.
La Cisl assume la dimensione europea e internazionale come una condizione essenziale dell’azione sindacale, sottolineando che «dove si spostano le decisioni deve spostarsi la rappresentanza».
Sul tema delle migrazioni, il Comitato giudica «inadeguato il Patto europeo su migrazione e asilo e chiede una reale condivisione delle responsabilità tra i Paesi europei. Di fronte a un’Europa che invecchia, vengono richiesti canali legali di ingresso commisurati ai fabbisogni, insieme a politiche di integrazione fondate sul lavoro e sulla formazione».
La Cisl valuta positivamente la clausola di flessibilità sugli investimenti energetici, confermando però la richiesta di debito comune europeo, e chiede che i 14 miliardi disponibili siano destinati a rinnovabili, nucleare di ultima generazione e manifattura avanzata, attraverso priorità definite in un confronto strutturato tra Governo e parti sociali.
Il Comitato Esecutivo dà mandato alla Segreteria di «lanciare il Libro Verde con iniziative pubbliche di confronto sulle proposte, anche in vista della prossima legislatura, impegnando tutta l’Organizzazione a sostenere il percorso dal basso attraverso assemblee, iniziative nei luoghi di lavoro e sui territori».
L’orizzonte complessivo indicato è quello di un Patto per il lavoro, la coesione e la crescita, accompagnato da un’intesa tra le parti sociali capace di aggiornare le relazioni industriali nel solco della piattaforma unitaria sindacale.
La Cisl indica in particolare la necessità di un accordo quadro che definisca gli assetti per i trattamenti economici complessivi nei contratti collettivi nazionali e rafforzi rappresentanza, partecipazione, contrattazione decentrata e formazione. Un percorso considerato strategico per sostenere salari, produttività, sicurezza nei luoghi di lavoro e democrazia economica.
Infine, nel contesto della prossima campagna elettorale, la Cisl ribadisce «la propria autonomia da ogni schieramento politico e chiede alle forze politiche e sociali di superare le polarizzazioni sterili per costruire un percorso fondato sulla valorizzazione del lavoro, sul protagonismo dei lavoratori nelle imprese e nei territori, sulla coesione sociale e territoriale, sulla crescita e sulla solidarietà».
È questo, conclude il Comitato Esecutivo, il contributo che la Cisl vuole offrire al Paese, «chiunque sia chiamato a governarlo».




























