Nel 2025 le denunce di infortunio complessive sono state 600mila, in crescita dell’1,2% rispetto alle quasi 594mila dell’anno precedente. Di queste, 519mila hanno riguardato lavoratori, con un aumento dello 0,8% sul 2024, e 81mila studenti, in crescita del 3,4%. I casi mortali denunciati sono stati invece 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024. In particolare, si registrano 1.189 decessi tra i lavoratori, 37 in meno rispetto all’anno precedente, e nove tra gli studenti, quattro in meno. Sono i dati contenuti nella relazione annuale dell’Inail, illustrata alla Camera dal presidente dell’istituto Fabrizio D’Ascenzo.
A fronte di un lieve aumento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro, pari allo 0,5% e corrispondenti a 414.917 casi, quelle per incidenti in itinere, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, sono state 104.417, in crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente e superiori anche al dato del 2019, quando erano state 103.492. Per i casi mortali, la diminuzione di 37 decessi tra i lavoratori si traduce in un calo del 4,1% delle morti avvenute in occasione di lavoro e in una sostanziale stabilità di quelle in itinere, passate da 298 a 299 e comunque rimaste al di sotto del dato del 2019, pari a 335.
Rapportando le denunce di infortunio avvenute nello svolgimento dell’attività lavorativa al numero degli occupati Istat, il valore del 2025 si attesta a 1.720,4 casi ogni 100mila occupati, inferiore dello 0,3% rispetto all’anno precedente, quando era di 1.725,6, e del 13,4% rispetto al 2019, quando raggiungeva 1.986,7. In calo anche il valore dei casi mortali, che si attesta a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024, quando era pari a 3,88, e del 5,4% rispetto al 2019, quando era di 3,90.
Resta elevato anche il numero delle denunce di malattia professionale: nel 2025 sono state 98.312, l’11,3% in più rispetto alle 88.338 del 2024 e il dato più alto degli ultimi 26 anni, oltre che quattro volte superiore a quello del 2000. L’aumento, spiega l’Inail, non indica necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma riflette anche una maggiore emersione del fenomeno, favorita dall’attività di patronati e medici certificatori. Le denunce riguardano le patologie e non i singoli lavoratori: i soggetti ammalati sono stati 63.136, l’8,8% in più rispetto ai 58.038 del 2024, con una media di 1,6 denunce per lavoratore. Le patologie muscolo-scheletriche, con circa 70mila casi, rappresentano ormai tre denunce su quattro.
Sul piano economico, il bilancio dell’Inail ha registrato un avanzo finanziario di competenza superiore a 1,74 miliardi di euro, mentre il disavanzo economico di oltre 3,1 miliardi è attribuito prevalentemente all’incremento dei capitali di copertura delle rendite conseguente all’adozione, dal primo gennaio 2025, dei nuovi coefficienti di capitalizzazione. Premi e contributi ammontano a 10,38 miliardi, in aumento del 6%, mentre le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici superano i 5,61 miliardi. L’avanzo patrimoniale a fine anno è di oltre 12,45 miliardi e quello di amministrazione supera i 53 miliardi.
Nel corso del 2025 sono state inoltre rafforzate le politiche di prevenzione e le tutele. Tra gli interventi, la revisione dei contributi assicurativi in agricoltura, la riduzione del premio per le imprese che investono in sicurezza, l’ampliamento strutturale della copertura assicurativa nel mondo della scuola e nuove funzioni attribuite all’Inail dal decreto-legge 159 del 31 ottobre 2025, convertito dalla legge 198/2025. Il provvedimento ha rafforzato il ruolo dell’istituto nella prevenzione, nella formazione, nell’incentivazione delle imprese e nella gestione dei nuovi rischi, compresi quelli legati ai cambiamenti climatici, all’organizzazione del lavoro e alle tecnologie.
Sul fronte dei controlli, l’incrocio delle banche dati e le analisi di business intelligence hanno consentito di regolarizzare 31.722 lavoratori, dei quali 1.635 in nero. È proseguito anche il rafforzamento della rete riabilitativa e protesica e degli interventi per il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro. Il bando Isi ha confermato 600 milioni di euro a fondo perduto per sostenere gli investimenti delle imprese in materia di prevenzione.
“Attraverso questo appuntamento annuale l’Inail intende condividere i risultati del proprio operato e analizzare i dati infortunistici e tecnopatici per individuare gli strumenti più efficaci per contenere i rischi. Il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro è sancito dalla Carta costituzionale e l’ordinamento attribuisce all’Inail importanti funzioni affinché tale diritto si traduca in garanzie concrete: la tutela assicurativa, da cui derivano gli indennizzi e le connesse prestazioni sanitarie e riabilitative, la promozione della cultura della prevenzione mediante formazione, informazione e consulenza, il sostegno economico in favore delle imprese che investono in sicurezza, lo sviluppo della ricerca, per definire standard di prevenzione allineati all’evoluzione tecnologica e adeguati ai nuovi rischi legati ai cambiamenti climatici e all’organizzazione del lavoro”. Lo ha detto il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, illustrando nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera i dati sull’andamento di infortuni e malattie professionali, i principali risultati ottenuti sui fronti dell’assicurazione, della prevenzione e della ricerca, e gli obiettivi strategici per affrontare le sfide del futuro in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
“Questo quadro organico di azioni – ha aggiunto – nel 2025 ha registrato un evidente salto di qualità, a seguito dell’emanazione del decreto-legge 159, con cui Governo e Parlamento hanno ulteriormente riconosciuto e rafforzato il ruolo del nostro istituto quale protagonista del sistema di tutela della sicurezza sul lavoro. L’intervento del legislatore ha attribuito all’Inail importanti funzioni in materia di prevenzione. Il decreto conferma l’evoluzione dell’istituto da ente prevalentemente assicuratore a soggetto centrale del sistema nazionale di prevenzione, formazione e incentivazione della sicurezza, con lo scopo di incidere in modo significativo sul numero, ancora troppo elevato, di infortuni e malattie professionali che continua a registrarsi nel Paese”.

























