La crescita del Pil in Italia nel 2026 è stata rivista al rialzo dai previsori (+0,8%) rispetto ad aprile (+0,5%), grazie ai primi 2 trimestri positivi. Tra i motivi, l’inatteso calo della domanda mondiale di petrolio (specie in Cina e Giappone), che ha allungato i tempi della scarsità; il minor trasferimento dei rincari ai beni non energetici; il traino del Pnrr alle battute conclusive. E’ quanto stima il centro studi di Confindustria (Csc) nella congiuntura flash di settembre.
Il 2026 sorprende al rialzo, ma la crescita rallenta a fine anno. Il persistere della quasi completa chiusura dello Stretto di Hormuz tiene alto il prezzo del petrolio e quello del gas, ai livelli più alti da fine 2022 (ma molto più bassi della media 2022). L’inflazione è in aumento e le banche centrali stanno alzando i tassi per arginarla. Questo rallenterà consumi e investimenti, anche in Italia. Nel terzo trimestre, ricorda il Csc, finisce la spinta del Pnrr.
Cresce il turismo estero. A luglio, segnala Confindustria, le presenze turistiche in Italia sono aumentate (+3,5% tendenziale), ma solo grazie agli stranieri (+7,3%) e alla loro maggior permanenza (+0,3 giorni in aggregato), mentre calano i flussi di connazionali nel Paese (-1,3%). Il dato di agosto potrebbe risentire di più del massimo storico delle temperature registrato in Italia.
Tiene l’industria. A luglio la produzione industriale è aumentata (+0,7%), trainata dai beni di consumo (+2,1%). La variazione acquisita per il 2026 evidenzia eterogeneità tra settori: auto in recupero (+8,8%), crescono gli altri mezzi di trasporto e i computer-elettronica; in calo mobili, tessile-abbigliamento-pelli, chimica. Il Pmi di agosto, però, scende sotto la soglia neutrale (49,6).
L’export resta in espansione, per gli investimenti indicatori ancora positivi, ma sui consumi segnali contrastanti. Nel secondo trimestre 2026 gli investimenti sono cresciuti ancora (+0,3%), sostenuti dal Pnrr che ha contribuito all’aumento di quelli in fabbricati non residenziali (+7,4%). Le indicazioni restano positive per il terzo trimestre (ad agosto è migliorata la fiducia delle imprese di beni strumentali e di costruzioni), ma la fine del piano peserà nel quarto trimestre.
Sui consumi segnali contrastanti. Le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione in volume a luglio (-0,5%), che riguarda sia gli alimentari che gli altri beni e apre male il terzo trimestre. Ad agosto, sono calate ancora le immatricolazioni di auto, ma è migliorata la fiducia dei consumatori; è rimasta stabile la fiducia delle imprese del commercio, ma sono peggiorati i giudizi sulle vendite.
Cresce il turismo estero. A luglio, segnala Confindustria, le presenze turistiche in Italia sono aumentate (+3,5% tendenziale), ma solo grazie agli stranieri (+7,3%) e alla loro maggior permanenza (+0,3 giorni in aggregato), mentre calano i flussi di connazionali nel Paese (-1,3%). Il dato di agosto potrebbe risentire di più del massimo storico delle temperature registrato in Italia.
Tiene l’industria. A luglio la produzione industriale è aumentata (+0,7%), trainata dai beni di consumo (+2,1%). La variazione acquisita per il 2026 evidenzia eterogeneità tra settori: auto in recupero (+8,8%), crescono gli altri mezzi di trasporto e i computer-elettronica; in calo mobili, tessile-abbigliamento-pelli, chimica. Il Pmi di agosto, però, scende sotto la soglia neutrale (49,6).
L’export resta in espansione, per gli investimenti indicatori ancora positivi, ma sui consumi segnali contrastanti. Nel secondo trimestre 2026 gli investimenti sono cresciuti ancora (+0,3%), sostenuti dal Pnrr che ha contribuito all’aumento di quelli in fabbricati non residenziali (+7,4%). Le indicazioni restano positive per il terzo trimestre (ad agosto è migliorata la fiducia delle imprese di beni strumentali e di costruzioni), ma la fine del piano peserà nel quarto trimestre.
Sui consumi segnali contrastanti. Le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione in volume a luglio (-0,5%), che riguarda sia gli alimentari che gli altri beni e apre male il terzo trimestre. Ad agosto, sono calate ancora le immatricolazioni di auto, ma è migliorata la fiducia dei consumatori; è rimasta stabile la fiducia delle imprese del commercio, ma sono peggiorati i giudizi sulle vendite.



























