SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 23 settembre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 13.35.
Sull’ordine dei lavori.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull’ordine dei lavori, ricorda che, nel rapporto annuale sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, elaborato dalla Ragioneria generale dello Stato e appena pubblicato, sono presenti delle proiezioni che mettono in discussione gli auspici del Governo, e che questo appare tanto più significativo in ragione del fatto che è ormai prossima la sessione di bilancio.
Sottolinea che vi è una forte incertezza rispetto alla posizione di chi è destinato al collocamento in pensione, anche perché la maggioranza esprime una pluralità di punti di vista, e le dichiarazioni del Sottosegretario Durigon sono in contrasto con le prospettazioni della Ragioneria.
Per quanto riguarda la posizione della Ministra Calderone, lamenta il fatto che questa non si sia espressa, evidenziando che ella sembra, in questa fase, maggiormente interessata ad altre questioni, che sono più vicine alla sua posizione di ex Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, quale il disegno di legge in materia di concorrenza che apre a maggiori incarichi per i consulenti del lavoro stessi.
Ritiene, tuttavia, necessario lo svolgimento di un’audizione in Commissione della Ministra sul tema delle pensioni, osservando come, nonostante i molti impegni, anche nell’approssimarsi della campagna elettorale, si renda necessario acquisire anche il punto di vista del Governo in aggiunta a quanto esposto nel documento della Ragioneria.
Mauro Antonio Donato LAUS (PD-IDP), intervenendo sull’ordine dei lavori, senza volersi contrapporre al collega Scotto, si rivolge al Presidente per chiedere il suo sostegno in relazione all’esigenza di ascoltare la Ministra Calderone sul tema delle pensioni non già in Commissione, ma in Aula.
Evidenzia come questa richiesta sia motivata dall’esigenza di rendere trasparenti i dati, in modo che cittadini e parlamentari possano comprendere cosa accadrà in relazione al collocamento in pensione dei lavoratori di oggi, in particolare di quelli della fascia di età compresa tra 50 e 60 anni.
Rileva che il Partito Democratico, con l’appoggio iniziale di altre forze dell’opposizione, ha già richiesto l’intervento della Ministra in Aula, per comunicare i dati di cui si fa richiesta.
Nel concludere, si dice fiducioso del fatto che il Presidente possa farsi tramite di questa istanza, che troverà il favore dell’onorevole Scotto, nonostante la sua posizione, espressa in termini più rinunciatari.
Walter RIZZETTO, presidente, nell’apprezzare il dibattito, ricorda, in primo luogo, che la procedura di infrazione per deficit eccessivo dell’Italia si sarebbe potuta chiudere quest’anno in anticipo di un anno rispetto a quanto atteso, e che purtroppo questo non è stato possibile. A questo si aggiungono le criticità della situazione internazionale.
Rispetto alle richieste dei colleghi, conferma che farà presente alla Ministra Calderone quanto esposto nella seduta odierna, dichiarandosi favorevole a un approfondimento della discussione.
Rileva infine come, a partire dal 2027, vi sarà leggero incremento dell’età pensionabile in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita e che comunque, a partire dal medesimo anno, vi sarà un ulteriore adeguamento, previsto dalla legge, degli importi di tutti i trattamenti. Concludendo, esprime l’auspicio di un mercato delle pensioni più flessibile e sostenibile.
Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo.
C. 2830, approvata dal Senato, e abb.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Virginio CAPARVI (LEGA), relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere alla I Commissione (Affari costituzionali) il parere di competenza sulla proposta di legge C. 2830, approvata dal Senato, recante disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, cui sono abbinate le proposte di legge C. 2376 Malaguti e C. 2383 Molinari.
Soffermandosi in particolare sulle parti che attengono alle competenze della XI Commissione, fa presente l’articolo 1 afferma che la Repubblica italiana ripudia ogni forma di antisemitismo, ne contrasta la diffusione nel rispetto delle libertà costituzionali (comma 1) e adotta la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto) (comma 2). Prevede inoltre la collaborazione tra tutte le istituzioni per prevenire e contrastare atti antisemiti, considerati una minaccia alla convivenza civile, alla stabilità sociale e alla sicurezza pubblica (comma 3).
L’articolo 2 prevede che la Strategia nazionale contro l’antisemitismo sia adottata dal Consiglio dei ministri su proposta del Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo.
L’articolo 3 prevede una serie di linee d’azione per contrastare l’antisemitismo e promuovere una cultura libera da pregiudizi e stereotipi nei confronti degli ebrei. Tra le misure proposte: azioni formative in ambito scolastico per docenti e studenti; iniziative di formazione rivolte alle Forze armate, alle Forze dell’ordine e al personale della carriera prefettizia e della magistratura.
L’articolo 4 introduce la figura del Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, la cui nomina avviene con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, In particolare il comma 5 stabilisce che con decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri sia definito anche il contingente di personale di supporto tecnico e amministrativo al Coordinatore, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.
L’articolo 5 infine reca la clausola di invarianza finanziaria.
Formula quindi una proposta di parere favorevole.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto, evidenzia come si tratti di un provvedimento che incide su una materia delicata. Ripercorrendone la storia, evidenzia come si tratti di una iniziativa costruita al Senato dalla maggioranza di centrodestra, che ha adottato, in relazione al fenomeno dell’antisemitismo, una definizione, quella dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), contestata da molti studiosi anche israeliani o di religione ebraica. Essa è discutibile, in quanto, su 11 indicatori, sette si prestano all’ambiguità di associare la critica a Israele all’antisemitismo. Per questo è stata adottata la cosiddetta «Dichiarazione di Gerusalemme», che supera queste criticità, ma che non viene presa in considerazione dal disegno di legge in esame.
Rileva come le opposizioni abbiano a più riprese chiesto una diversa costruzione del testo, o l’inserimento di una clausola di salvaguardia che distingua le critiche alle politiche di Israele dall’antisemitismo. Se queste riformulazioni fossero state accolte, il Partito Democratico avrebbe votato a favore del provvedimento, ma, di fronte a tali istanze, è stato opposto un rifiuto che denota la strumentalità dell’iniziativa della maggioranza. Per questo, il Partito Democratico ha scelto di astenersi al Senato.
Di fronte al permanere di tali preclusioni nel corso dell’esame alla Camera, il Partito Democratico, a seguito di un’ampia discussione interna al gruppo parlamentare, propone di non procedere al voto, in attesa che la definizione dell’IHRA sia espunta dal provvedimento e che quest’ultimo sia rivisto in chiave maggiormente condivisa.
Stigmatizza recenti episodi che denoterebbero l’atteggiamento del Governo e della maggioranza, come l’ispezione ministeriale avviata a seguito dell’invito di un insegnante che avrebbe ricordato l’importanza dei fatti di Gaza.
Ribadisce che il tema merita un approfondimento maggiore e che è necessaria una definizione più corretta di antisemitismo. In mancanza di queste modifiche, in Aula il Partito Democratico esprimerà voto contrario.
Propone di non passare alla votazione del parere. Nel caso in cui invece si addivenisse a questo passaggio, annuncia che il Partito Democratico non parteciperà alla votazione.
Dario CAROTENUTO (M5S), intervenendo per dichiarazione di voto, afferma che il disegno di legge in oggetto è inaccettabile, sia per i tempi in cui interviene, sia perché introduce una discriminazione positiva in favore di una religione e di un Paese, incompatibile con il principio di eguaglianza.
Ricorda il conflitto in corso a Gaza, in particolare gli atti atroci commessi dalle forze armate israeliane e la morte di migliaia di bambini, qualificando i fatti come genocidio. Esprime il timore che il provvedimento in discussione possa rappresentare un ostacolo alle legittime critiche nei confronti della condotta del Governo israeliano, formulando il sospetto che il Governo italiano stia recependo una sollecitazione pervenuta da un altro Paese.
Rileva di essere stato assolto dalle accuse di antisemitismo, sollevate nei suoi confronti allorquando ha accusato una persona di difendere il genocidio, esprimendo la preoccupazione che, in caso di approvazione del disegno di legge, si potrebbe giungere a un esito opposto.
Nel ribadire il carattere anticostituzionale del provvedimento, rileva che si tratta di una legge razziale, fattispecie tristemente già vista in passato, e sottolinea come non sia legittimo espiare responsabilità storiche con norme in danno del popolo palestinese.
Walter RIZZETTO, presidente, stigmatizza le parole del collega Carotenuto in relazione alle leggi razziali, ricordando che la Commissione è chiamata a votare sulle parti di competenza, benché sia comprensibile la volontà di allargare il perimetro della discussione.
Francesco MARI (AVS), intervenendo per dichiarazione di voto, esprime il sospetto che il provvedimento voglia porre ostacoli alla possibilità di criticare lo Stato di Israele, offrendo una definizione antiscientifica di antisemitismo, che potrà portare a conseguenze imprevedibili.
Nel rilevare che anche i palestinesi sono semiti, sottolinea la gravità del provvedimento, in particolare nella parte in cui non adotta la definizione della «Dichiarazione di Gerusalemme» per collocare correttamente il significato dell’antisemitismo.
Conclude esprimendo la propria contrarietà a provvedimenti che limitino la libertà di espressione in relazione all’operato del Governo israeliano.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari.
C. 2789 Governo e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Marta SCHIFONE (FDI), relatrice, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere alla XII Commissione (Affari sociali) il parere di competenza sul disegno di legge C. 2789 Governo, in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari, quale risultante dalle proposte emendative approvate nel corso dell’esame in sede referente, cui sono abbinate le proposte di legge C. 114 Panizzut, C. 159 Serracchiani, C. 307 Conte, C. 344 Candiani, C. 443 Faraone, C. 998 Ciani, C. 1426 Malavasi, C. 1461 Tenerini, C. 1507 Stefani, C. 1682 Giorgianni, C. 1690 Ciocchetti e C. 2007 Zanella.
Soffermandosi in particolare sulle parti che attengono alle competenze della XI Commissione, fa presente l’articolo 1 individua la finalità del disegno di legge in esame nella tutela del caregiver familiare mediante il riconoscimento del suo ruolo fondamentale e del valore economico della sua attività, con la previsione di sostegni adeguati, la prevenzione di situazioni di isolamento e discriminazione e il suo coinvolgimento nella rete dei servizi.
L’articolo 2 reca la nuova definizione normativa della figura del caregiver familiare, precisa l’attività che svolge, stabilisce la compatibilità tra tale attività e lo svolgimento di attività assistenziale retribuita nei confronti della medesima persona assistita e disciplina il numero dei caregiver familiari per ciascuna persona assistita. Inoltre, individua quattro profili di caregiver familiare in funzione dell’impegno di cura e disciplina l’attestazione del carico assistenziale.
L’articolo 3 detta i criteri per l’individuazione del caregiver familiare da parte della persona assistita.
L’articolo 4, che disciplina la procedura per il riconoscimento del caregiver familiare in funzione della graduazione delle tutele, al comma 8, al fine di provvedere alla realizzazione delle procedure di riconoscimento descritte nel medesimo articolo, autorizza l’INPS, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali e con incremento della sua dotazione organica, ad assumere con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato un contingente di 100 unità di personale non dirigenziale da inquadrare nell’Area dei funzionari amministrativi del Comparto Funzioni centrali e di due unità di personale dirigenziale non generale da inquadrare nell’area dirigenziale del medesimo Comparto. L’assunzione, che avviene previo esperimento di procedure concorsuali, scorrimento di graduatorie vigenti o l’indizione di procedure di mobilità volontaria, ha decorrenza dal 1° gennaio 2027.
L’articolo 5 disciplina la partecipazione del caregiver all’interno dei procedimenti di valutazione, pianificazione e attuazione dei percorsi di cura e assistenza per le persone con disabilità e per gli anziani non autosufficienti.
L’articolo 6 reca disposizioni in materia di partecipazione di alcuni soggetti alla definizione dei piani sociali nazionali ivi richiamati e dei piani regionali sociali, sociosanitari e sanitari relativamente agli aspetti di loro interesse.
L’articolo 7 disciplina il riconoscimento delle competenze maturate dal caregiver al fine della loro valorizzazione in ambito lavorativo, per agevolare l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro, nonché in ambito scolastico e universitario, per il riconoscimento di crediti formativi.
L’articolo 8, comma 1, prevede la possibilità per il caregiver familiare lavoratore dipendente di chiedere la modifica delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa o dell’orario di lavoro, per l’assolvimento delle sue attività di assistenza, anche mediante il ricorso a modalità di lavoro agile; gli viene riconosciuto inoltre, per tali finalità, la priorità nella trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale – senza che ciò determini, nel caso di caregiver dipendenti pubblici, un incremento delle facoltà assunzionali – e il diritto al ripristino del rapporto di lavoro a tempo pieno.
Il comma 2 eleva da 14 a 18 anni il limite d’età del figlio entro cui il caregiver familiare di minore con disabilità può fruire del congedo parentale e del suo prolungamento.
Il comma 3 ricomprende le esigenze di assistenza dei caregiver familiari, così come definite dal presente provvedimento, tra quelle che consentono la cessione, a titolo gratuito, dei riposi e delle ferie da parte degli altri lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro, rinviando ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale l’attuazione di tale norma.
Il comma 4 reca la quantificazione degli oneri derivanti dal comma 2, rinviando all’articolo 14 per l’individuazione della relativa copertura finanziaria.
L’articolo 9 attribuisce ai caregiver familiari di persone disabili la legittimazione ad agire, ai sensi della legge n. 67 del 2006, contro le discriminazioni subite a causa del loro legame con il disabile.
L’articolo 10 prevede che, nell’ambito del Servizio civile universale, l’articolazione dell’orario di servizio garantisca ai caregiver familiari la necessaria flessibilità, tenendo conto delle specifiche esigenze legate al ruolo di assistenza familiare.
L’articolo 11 include gli studenti caregiver familiari con un carico di assistenza uguale o superiore a trenta ore settimanali tra le categorie di soggetti a beneficio dei quali le università possono prevedere l’esonero parziale o totale della tassa di iscrizione e dei contributi universitari.
L’articolo 12 disciplina le misure e i sostegni a tutela del benessere psicofisico del caregiver familiare.
L’articolo 12-bis reca disposizioni in materia di rendicontazione al giudice tutelare per il caregiver familiare convivente.
L’articolo 13 prevede un contributo economico in favore dei soggetti rientranti nella nozione di caregiver familiare prevalente.
L’articolo 13-bis interviene sull’articolo 3 della legge n. 18 del 2009, concernente i compiti dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
L’articolo 14 reca le disposizioni finanziarie, mentre l’articolo 15 reca le disposizioni finali.
Infine l’articolo 15 interviene sull’entrata in vigore del provvedimento.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).
La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
La seduta termina alle 13.55.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 23 settembre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 14.
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali.
Atto n. 433.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 9 settembre 2026.
Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che la Commissione prosegue oggi l’esame dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali, in attuazione della delega di cui all’articolo 11 della legge 13 giugno 2025, n. 91 (Atto del Governo n. 433).
Fa presente che, non essendo ancora stato trasmesso il parere del Garante per la protezione dei dati personali, nella seduta odierna la Commissione non potrà procedere alla votazione della proposta di parere.
Nel corso della prossima seduta, non appena sarà stato trasmesso il parere del Garante per la protezione dei dati personali, si procederà quindi alla formulazione della proposta di parere da parte del relatore, onorevole Malagola, e alla votazione della medesima.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.05.
RISOLUZIONI
Mercoledì 23 settembre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 14.05.
7-00409 Rizzetto: Misure volte alla estensione della rendita contributiva anche agli iscritti alla Fondazione Enasarco anteriormente al 1° gennaio 2012 e all’introduzione di uno specifico meccanismo di cumulo tra i contributi versati alla Fondazione Enasarco e quelli accreditati presso l’Inps o altre gestioni previdenziali, nonché alla riapertura dei termini per la prosecuzione volontaria della contribuzione.
(Discussione e rinvio).
La Commissione inizia la discussione della risoluzione in titolo.
Walter RIZZETTO, presidente, in qualità di presentatore, illustra il contenuto della risoluzione in titolo, evidenziando che l’atto di indirizzo è volto ad affrontare la problematica dei cosiddetti «iscritti silenti» alla Fondazione Enasarco.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.10.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 23 settembre 2026.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.10 alle 14.15.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 23 settembre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon.
La seduta comincia alle 14.15.
Sulla pubblicità dei lavori.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
5-05782 Scotto: Iniziative volte a salvaguardare la continuità aziendale e i livelli occupazionali dello stabilimento Mibex di Somma Vesuviana.
Marco SARRACINO (PD-IDP), in qualità di cofirmatario, rinuncia ad illustrare l’interrogazione in titolo.
Il Sottosegretario Claudio DURIGON risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Marco SARRACINO (PD-IDP), replicando, dichiara di non essere soddisfatto, con rammarico, della risposta fornita dal Sottosegretario.
Rileva come, nonostante il fatto che i lavoratori stiano per incontrare il prefetto di Napoli in vista di una soluzione, si stia perdendo il 95 per cento delle commesse, con conseguente pregiudizio per le professionalità dei dipendenti della Mibex.
Fa presente come gli ingressi dello stabilimento siano gli stessi di un altro sito produttivo in crisi, la Dema, e come, in generale, il territorio sia stato colpito da gravi situazioni di criticità industriale e aziendale.
Esprime insoddisfazione per il fatto che gli strumenti messi in campo non sono chiari e perché non si comprende come saranno coinvolti gli enti locali e quali siano le soluzioni alternative prospettate, anche rispetto all’ingresso di nuovi partner.
5-05783 Carotenuto: Iniziative volte a tutelare il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali adeguando la disciplina ai rilievi del Comitato europeo dei diritti sociali ed impedendo interpretazioni estensive della Commissione di garanzia.
Dario CAROTENUTO (M5S) illustra l’interrogazione in titolo.
Il Sottosegretario Claudio DURIGON risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Dario CAROTENUTO (M5S), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta, ritenendo contraddittorie le considerazioni ivi contenute. Difatti, a suo avviso, la Commissione di garanzia considera il settore della logistica in maniera estensiva così limitando il diritto di sciopero, mentre la linea della maggioranza è di considerare lo stesso settore in maniera frammentata quando si permette di non rispettare i diritti dei lavoratori tramite catene di appalti e subappalti. Tiene ad evidenziare che chi sciopera non lo fa per mero sfizio, ma per rivendicare dei diritti fondamentali palesemente violati, peraltro rinunciando alla retribuzione. Ricorda, come esempio delle condizioni di inaccettabile precarietà in cui operano i lavoratori del settore della logistica, la vicenda di Pasquale Andriotta, il corriere di 42 anni morto il 31 agosto a Piacenza, colto da un malore mentre effettuava una consegna. Ribadisce infine che è compito del Governo rendere effettivamente esercitabile il diritto di sciopero, evitando che tramite interpretazioni estensive si produca una compressione del medesimo diritto.
Walter RIZZETTO, presidente, dichiara quindi concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.30.
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 23 settembre 2026. — Presidenza del vicepresidente Marco SARRACINO.
Audizione informale di rappresentanti di ANPIT, in videoconferenza, nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2179 d’iniziativa popolare, recante disposizioni per l’istituzione del salario minimo.
L’audizione informale è stata svolta dalle 14.30 alle 14.45.
Audizione informale di rappresentanti della Fondazione Friedrich Ebert nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2179 d’iniziativa popolare, recante disposizioni per l’istituzione del salario minimo.
L’audizione informale è stata svolta dalle 14.45 alle 15.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 23 settembre 2026. — Presidenza del presidente della I Commissione Nazario PAGANO.
La seduta comincia alle 13.55.
Disposizioni in materia di protezione civile.
C. 3076 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 6 agosto 2026.
Nazario PAGANO, presidente, avverte che, come specificato anche nelle convocazioni, secondo quanto stabilito dalla Giunta per il Regolamento, i deputati possono partecipare all’odierna seduta in videoconferenza, non essendo previste votazioni.
Avverte altresì che nella seduta odierna – secondo quanto concordato nella riunione degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi – si svolgerà e si concluderà l’esame preliminare.
Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara quindi concluso l’esame preliminare. Ricorda che, come stabilito nella richiamata riunione degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, il termine per la presentazione di proposte emendative è fissato a mercoledì 30 settembre alle ore 12.
Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.



























