Un operaio di 54 anni è morto nella serata di ieri nello stabilimento Fincantieri di Ancona, mentre un altro lavoratore di 27 anni è ricoverato in gravi condizioni. Secondo quanto si apprende, l’incidente è avvenuto intorno alle 22, durante il turno notturno: una fiammata ha investito i due uomini, che stavano lavorando nella parte centrale dello stabilimento.
Immediato l’intervento dei sanitari. Per il 54enne, arrivato in ospedale con ustioni gravissime, non è stato però possibile fare nulla. Gravissime anche le condizioni del 27enne, che ha riportato ustioni in diverse parti del corpo. Dopo le prime cure nella Clinica di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ancona, è stato disposto il trasferimento al Centro Grandi ustionati di Pisa.
Dopo l’incidente sono intervenuti nello stabilimento i vigili del fuoco e le Volanti della polizia. La Polizia scientifica sta effettuando gli accertamenti per ricostruire la dinamica e stabilire cosa abbia provocato la fiammata. Tra le ipotesi considerate c’è quella di una scintilla scaturita durante un’operazione di taglio eseguita con un cannello e acetilene.
Esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima, i sindacati dei metalmeccanici mettono sotto accusa il modello degli appalti, che «si scarica sulle condizioni di lavoro e, quindi, sulla salute e sicurezza dei lavoratori», e chiedono maggiori controlli e un’intensificazione delle azioni per modificarlo e migliorarlo.
«In questi anni abbiamo costruito insieme un importante protocollo – scrivono congiuntamente Fim, Fiom e Uilm –, che certamente rappresenta un avanzamento significativo sui temi della sicurezza, dei diritti e contro lo sfruttamento dei lavoratori delle ditte. Ma evidentemente non è ancora sufficiente. La formazione dei lavoratori degli appalti è ancora insufficiente e poco qualificata. I fatti della scorsa notte lo dimostrano. Non è un evento tragico ed imprevisto, non è fatalità, è la conseguenza di un modello che deve cambiare per imporre alle ditte di adottare standard al pari di Fincantieri: negli appalti registriamo ancora troppo turnover e poca certezza di un lavoro a tempo indeterminato».
Fim, Fiom e Uilm rivendicano la necessità che si faccia luce sull’accaduto e chiedono soprattutto che «Fincantieri metta sempre al primo posto delle sue priorità la difesa della vita umana, affinché episodi come questo non si ripetano. Basta morti sul lavoro e basta alle giustificazioni».
A partire da oggi, in tutti i cantieri sono state proclamate due ore di sciopero, da effettuarsi, secondo le modalità previste nei singoli cantieri, attraverso le Rsu.
Nella mattinata, invece, un operaio di 48 anni è morto mentre stava effettuando lo svuotamento di un solaio in un edificio rurale in una frazione di Robecco sul Naviglio, nel Milanese. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, l’uomo è precipitato da un’altezza di circa otto metri.
Illeso l’altro operaio che stava collaborando con la vittima alle operazioni di svuotamento. Sul posto sono intervenuti, insieme al personale del 118, i vigili del fuoco di Legnano e Abbiategrasso, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area. Spetterà a carabinieri e polizia locale a ricostruire la dinamica dell’incidente.



























