“Roma è il Paese concentrato in una sola città: capitale della Repubblica e della cristianità, meta del mondo e al tempo stesso metropoli che in un secolo ha quadruplicato i suoi abitanti ed è cresciuta per borgate, più per la spinta della rendita che per la forza di un progetto. Le potenzialità e le fragilità dell’Italia qui si vedono prima, e più forte, che altrove. Le identità restano di quartiere, ma i problemi, dalla mobilità alla casa ai tempi di vita, riguardano l’intera città”. E’ quanto ha sottolineato la leader della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo i lavori del convegno “Roma, mille identità, un’unica città. Osservare Roma attraverso i presìdi territoriali della Cisl”, promosso dalla Cisl Roma Capitale e Rieti.
“Ne discende un principio: politiche cittadine negli obiettivi e di prossimità nell’attuazione, perché a parità di disagio chi abita a San Basilio ha diritto alla stessa risposta di chi abita ai Parioli – ha detto – questo vale ben oltre Roma: i diritti non possono cambiare con il codice di avviamento postale. A Roma la periferia non si misura solo in chilometri dal centro: ha un volto sociale, che si incontra anche nei quartieri centrali, uno amministrativo, fatto di sportelli chiusi e procedure solo digitali, e uno relazionale, di chi non sa più a chi rivolgersi.
E’ lo spazio in cui un diritto esiste sulla carta e resta irraggiungibile nella vita, ed è la fragilità più profonda del Paese. Non mancano le leggi, manca chi le porta fino alle persone. Il Giubileo lo ha dimostrato: Roma ha accolto oltre trentatré milioni di pellegrini grazie a istituzioni e corpi intermedi che hanno lavorato insieme, e la spesa dei turisti stranieri nel Lazio è salita oltre i dieci miliardi. Dobbiamo trasformare quel metodo in un patto di crescita. E la stessa strada che serve al Paese, proprio mentre la campagna elettorale, da una parte e dall’altra, si polarizza e rischia di scivolare verso demagogie contrapposte. In questo clima è indispensabile promuovere un modello fondato sulla cooperazione, su una nuova corresponsabilità decidente verso obiettivi strategici comuni”.


























