È ripresa la trattativa tra i sindacati e il gruppo Euronext, la grande infrastruttura europea dei mercati finanziari che in Italia controlla Borsa Italiana e altre società attive nei servizi di mercato, per il rinnovo del contratto integrativo aziendale delle società italiane, dopo lo sciopero della scorsa primavera e un difficile riavvio del confronto. Altri incontri sono previsti nelle prossime settimane, ma per Fabi, First Cisl e Fisac Cgil serve ora un «”cambio di passo” da parte dell’azienda.
Il sindacato, spiegano le categorie, “si è presentato al tavolo con una forte disponibilità negoziale, avanzando proposte coerenti con il contratto nazionale e innovative sul piano delle relazioni industriali e del riconoscimento della retribuzione variabile, anche per valorizzare il contributo dei lavoratori ai risultati del gruppo e recuperare il periodo trascorso senza rinnovo”.
Secondo Gabriele Poeta, segretario della Fisac Cgil Lombardia e delegato nazionale Fisac per Euronext, il Gruppo “deve dimostrare di voler cambiare davvero passo. Non è credibile celebrare risultati economici particolarmente positivi e, nello stesso tempo, sostenere che quando si parla di salario e riconoscimento del lavoro non ci siano spazi per redistribuire una parte della ricchezza prodotta”. Ma non si tratta solo di una questione di cifre: secondo Poeta,“è in gioco il modello di impresa e di relazioni industriali che Euronext vuole costruire in Italia. I lavoratori hanno contribuito alla crescita e ai risultati del gruppo e questo contributo deve trovare un riconoscimento concreto nel contratto integrativo”.
Per le organizzazioni sindacali, infine, la disponibilità a costruire un accordo è stata dimostrata, “ora tocca a Euronext dare risposte concrete e entrare nel merito delle proposte. I prossimi incontri dovranno consentire di superare l’attuale fase di stallo e arrivare al rinnovo dell’integrativo”, concludono Fabi, First Cisl e Fisac Cgil.
























