ATTI DEL GOVERNO
Giovedì 1° ottobre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 13.35.
Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali.
Atto n. 433.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 9 settembre 2026.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che il Presidente della Camera ha trasmesso, in data 24 settembre 2026, il parere del Garante per la protezione dei dati personali sullo schema di decreto legislativo in esame e che, in considerazione di tale circostanza, è ora possibile procedere all’espressione del parere.
Avverte, pertanto, che nella seduta odierna la Commissione esprimerà il parere di competenza.
Comunica che il relatore, onorevole Malagola, ha predisposto una proposta di parere, già trasmessa per le vie brevi ai componenti della Commissione nella mattinata odierna.
Ricorda che i gruppi PD-IDP, M5S e AVS hanno presentato congiuntamente una proposta alternativa di parere che è in distribuzione e che, in caso di approvazione della proposta di parere del relatore, risulterebbe preclusa. Invita quindi il relatore, onorevole Malagola, a illustrare la sua proposta di parere.
Lorenzo MALAGOLA (FDI), relatore, passa ad illustrare la sua proposta di parere, segnalando, in particolare, che le osservazioni formulate scaturiscono dalla volontà di garantire, insieme, la libertà delle imprese e i diritti dei lavoratori addetti ad un settore in così rapida evoluzione.
Evidenzia, infine, che le osservazioni inserite nella proposta di parere attengono, in particolare, alle finalità e all’ambito di applicazione del provvedimento, alla presunzione legale e alla qualificazione del rapporto di lavoro, alla gestione algoritmica, all’informazione e alla consultazione, nonché alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.
Dario CAROTENUTO (M5S) evidenzia che secondo la procura di Milano veniva pagata solamente 2,5 euro circa una consegna fatta da una decina di migliaia di rider. Pertanto il fenomeno di 40 mila lavoratori, retribuiti sotto la soglia di povertà si sostanzia in un’accusa che fino a qualche anno fa non avremmo nemmeno saputo pronunciare: il caporalato algoritmico. Il fenomeno del caporalato difatti non è mai sparito ma ha solo cambiato gli strumenti utilizzati, avvalendosi delle piattaforme informatiche e assegnando quindi un punteggio, togliendo le consegne se il rider rallenta e disconnettendolo qualora protesti. Pur ammettendo che lo schema di decreto in esame comporta dei passi in avanti rispetto alla normativa previgente, prevedendo che il licenziamento deciso da una macchina è nullo e che le decisioni che chiudono un account dovranno essere prese da un umano, tuttavia le norme previste dal predetto schema di decreto non sono sufficienti a fermare il caporalato digitale.
Tiene a ricordare che il suo gruppo su questo tema si batte già da lunga data, poiché nel 2016, quando i rider di Foodora protestavano a Torino e quasi nessuno sapeva chi fossero, la collega Chimienti portava il caso in Commissione chiedendo di convertire le collaborazioni in lavoro subordinato con una paga oraria. Ricorda inoltre che nel 2018 la collega Costanzo chiedeva una retribuzione minima oraria e un tetto al cottimo. Nel 2019 la prima legge italiana sui rider porta la firma del M5S. Pertanto, mentre molti dicevano che il M5S avanzava pretese esagerate, oggi è la stessa Europa a confermare che quella era la strada giusta. Tiene ad evidenziare che anche nella presente legislatura il suo gruppo ha messo nero su bianco, una dopo l’altra, varie proposte, tutte prontamente respinte dalla maggioranza e dal Governo. In particolare, fa presente che nell’ambito della legge di delegazione europea è stato respinto un ordine del giorno che chiedeva che con il recepimento della direttiva in oggetto si garantisse ai lavoratori delle piattaforme digitali un’integrazione a reddito. Inoltre, nell’agosto 2025 è stata respinta la proposta della collega Barzotti che chiedeva un fondo da 50 milioni di euro per la cassa integrazione a favore dei lavoratori che operano durante le ondate di calore, rider compresi. È stata inoltre respinta, nel giugno 2026, una proposta del collega Alfonso Colucci volta ad introdurre una presunzione assoluta di subordinazione, un salario minimo per i rider e un’apposita copertura previdenziale. Infine, nell’agosto 2026, nel pieno dell’ondata di calore, con i rider in sciopero in mezza Italia, è stata respinta la proposta del collega Aiello che chiedeva di estendere agli stessi rider gli ammortizzatori sociali per le ondate di calore e di obbligare le piattaforme a fermare le consegne nelle ore più pericolose. Rimarca che il suo gruppo è ancora in attesa di ricevere una risposta all’interpellanza, presentata circa otto mesi fa, in cui si chiedeva al Ministro competente quante ispezioni siano state effettuate sulle piattaforme digitali negli ultimi due anni. Inoltre, è stata deposita nel luglio scorso una mozione in Aula e una risoluzione di analogo contenuto in Commissione, la 7-00402, con numerosi impegni dettagliati volti a recepire la direttiva in maniera efficace. Esprime disappunto per il fatto che tali atti di indirizzo non siano stati mai calendarizzati.
Passando più in particolare al contenuto dello schema di decreto, evidenzia che la presunzione di subordinazione, così come congegnata nella direttiva, appare scarsamente efficace, operando solamente nel caso fosse il lavoratore a ricorrere al giudice o a presentare l’istanza all’Ispettorato del lavoro. Non appare condivisibile chiedere al rider, la parte più debole del rapporto di lavoro, di fare causa a una multinazionale affrontando anni di processo e spese legali, con il timore di ritorsioni. Pertanto, come scritto nella predetta risoluzione già presentata, l’onere della prova dovrebbe gravare esclusivamente sulla piattaforma. Rileva inoltre che le sanzioni previste nel provvedimento sono di entità irrisoria e pertanto rappresentano solamente un costo di gestione per gruppi che fatturano miliardi di euro in tutto il mondo. Un altro elemento non condivisibile è rappresentato dal fatto che la nuova disciplina riguarderebbe prevalentemente i rapporti instaurati dopo il 2 dicembre 2026, mentre rimangono quasi privi di qualsiasi tutela i rider già in attività. Inoltre, nel testo del provvedimento non si affronta la questione del minimo orario della paga e non si retribuisce il tempo di attesa tra una consegna e l’altra, nonostante il tribunale di Torino ha recentemente riconosciuto che il tempo di attesa sia da considerare tempo di lavoro. Esprime disappunto inoltre sul fatto che non ci sia nessuna previsione sugli ammortizzatori sociali per le ondate di calore. Ricorda che in Spagna, invece, una legge chiara, con una presunzione vera, ha portato una delle grandi piattaforme del delivery ad annunciare il passaggio al lavoro dipendente. Nessuna azienda del settore ha avuto per questo problemi di tenuta finanziaria e le consegne sono proseguite nella normalità. Finalmente invece si è smesso di far finta che chi indossa la divisa di un’azienda, segue gli ordini della sua applicazione e viene valutato dal suo algoritmo sia un libero imprenditore di se stesso. Fa inoltre presente, in qualità di deputato eletto a Napoli che, in tale territorio, i rider sono spesso ragazzi giovanissimi, a volte laureati, che fanno quel lavoro in mancanza di altre opportunità. Per loro l’introduzione di una normativa che li tuteli effettivamente, rappresenta lo spartiacque tra un lavoro e una forma moderna di servitù. Pertanto, nella proposta di parere delle opposizioni viene chiesto, riproponendo questioni poste da anni, di introdurre una presunzione di subordinazione che operi davvero, con l’onere della prova a carico della piattaforma e verifiche d’ufficio dell’Ispettorato del lavoro, sanzioni parametrate al fatturato, le nuove tutele applicate anche ai rapporti in essere, un compenso minimo orario che retribuisca anche i tempi di attesa, protocolli vincolanti e tutele economiche per il caldo, pieno accesso ai dati dell’algoritmo per i rappresentanti dei lavoratori e i controlli da parte di ispettori in numero e con competenze adeguate. Invitando il presidente a prevedere la calendarizzazione della risoluzione 7-00402, in modo da recepire la direttiva in maniera completa, fa presente che nella giornata odierna, a suo avviso, occorre scegliere se recepire la direttiva al minimo sindacale oppure se renderla pienamente operativa per dire a circa 40 mila rider che lo Stato è finalmente dalla loro parte. Ricordando che il M5S ha dimostrato di stare dalla parte dei lavoratori del delivery in ogni atto della presente legislatura, invita la maggioranza ed il Governo a non ignorare la questione, cambiando quindi l’atteggiamento assunto finora che non tutela affatto i lavoratori del settore.
Chiara GRIBAUDO (PD-IDP), nell’osservare che il provvedimento in esame riguarda una categoria di lavoratori il cui reddito dipende da un’applicazione, da un punteggio o da una decisione che spesso non possono comprendere né contestare, segnala la distanza tra la libertà promessa dalle piattaforme digitali e il potere che esse esercitano sul lavoro dei rider.
Fa quindi presente che la direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, offre un’occasione importante per ridurre tale distanza e che il Governo, a suo giudizio, ne propone un recepimento insufficiente, scegliendo invece di non riequilibrare i rapporti di forza.
Si sofferma poi sul tema della «falsa autonomia», ovvero della libertà del lavoratore, atteso che è la piattaforma a stabilire il compenso, ad assegnare gli incarichi attraverso un algoritmo, a valutare la prestazione, a penalizzare chi rifiuta una consegna, tutte circostanze che configurano un potere che, necessariamente, deve comportare delle responsabilità.
Osserva, in proposito, che occorre una presunzione di subordinazione realmente efficace, in grado di riconoscere le forme del controllo digitale, e che non si può demandare al singolo lavoratore il peso di una eventuale battaglia giudiziaria contro un’impresa che dispone di risorse considerevoli.
Quanto, invece, alle decisioni algoritmiche, fa presente che una sospensione dell’account del prestatore di lavoro può comportare una perdita di reddito mentre una procedura di reclamo è da ritenere utile soltanto se consente una risposta tempestiva e una tutela effettiva. Reputa, quindi, necessario prevedere spiegazioni comprensibili, controllo umano e possibilità di correggere le decisioni ingiuste, strumenti necessari per la difesa dei lavoratori.
Rileva inoltre che, in merito alle condizioni di lavoro e alla sicurezza dei lavoratori, il Governo deve prevedere apposite forme di tutela, come ad esempio in caso di condizioni climatiche estreme, e, a tal fine, chiede la calendarizzazione della proposta di legge «Griseri-Prisco» di cui è prima firmataria, che prevede, oltre alla sospensione del servizio nei momenti più pericolosi dal punto di vista meteorologico, anche un sostegno economico.
Chiede quindi, anche a nome del proprio gruppo politico, l’attivazione di protocolli vincolanti, l’introduzione di dispositivi di protezione e di attività di formazione e la possibilità di sospendere il servizio nel lavoro mediante piattaforme digitali senza penalizzazioni e con un’adeguata protezione economica, ricordando l’importanza di una remunerazione dignitosa.
Sottolinea, quindi, come sia necessario garantire la rappresentanza sindacale, la contrattazione collettiva e la responsabilità delle piattaforme digitali lungo tutta la catena degli intermediari, al fine di contrastare il caporalato digitale e colpire chi promuove lo sfruttamento ricavandone profitti.
Nel precisare, infine, che il Governo affida nuovi e complessi compiti di vigilanza alle amministrazioni senza contestualmente prevedere risorse aggiuntive, paventa la mancata effettività dei diritti dei lavoratori interessati dal provvedimento in esame.
Giudica, in conclusione, l’operato delle forze di maggioranza insufficiente rispetto al potere delle piattaforme e rivendica gli obiettivi del gruppo politico di appartenenza: salari dignitosi, sicurezza, diritti esigibili e responsabilità delle imprese.
Alla luce delle considerazioni espresse, preannuncia un voto contrario alla proposta di parere del relatore, precisando che il progresso tecnologico deve migliorare la vita delle persone e che un Governo che accetta che lo stesso diventi uno strumento di precarietà rinuncia al proprio compito.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore, risultando preclusa la proposta alternativa di parere dei gruppi PD-IDP, M5S e AVS.
La seduta termina alle 13.50.
SEDE CONSULTIVA
Giovedì 1° ottobre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 13.50.
DL 162/2026: Disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale.
C. 3106 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e rinvio).
Tiziana NISINI (LEGA), relatrice, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere alla VI Commissione (Finanze) il parere di competenza sul disegno di legge C. 3106, di conversione in legge del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale.
Su un piano generale, segnala che il decreto-legge si compone di 8 articoli, suddivisi in tre Capi.
Soffermandosi sulle disposizioni che attengono alle competenze della XI Commissione, fa presente che l’articolo 3 riguarda la ripartizione di risorse per i comuni di frontiera nelle zone di confine italo-elvetiche. Il comma 1 assegna le risorse del Fondo per lo sviluppo economico, il potenziamento delle infrastrutture e il sostegno dei salari nelle zone di confine italo-elvetiche (istituito dall’articolo 11 della legge n. 83 del 2023) alle Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e alla provincia autonoma di Bolzano, per gli anni 2026 e 2027, precisando le modalità di ripartizione in sede di prima applicazione e in deroga alla normativa vigente. Le risorse del Fondo sono assegnate per il sostegno alle remunerazioni nette dei lavoratori frontalieri, sulla base del numero dei frontalieri residenti nei rispettivi territori di competenza. La quota spettante viene determinata dividendo l’importo del fondo di cui al primo periodo per il numero complessivo dei lavoratori frontalieri rilevati. La quota pro capite così ottenuta, moltiplicata per il numero dei lavoratori frontalieri delle singole Regioni e della Provincia autonoma, costituisce l’importo di competenza. Il comma 2 contiene una norma di interpretazione autentica sulle percentuali demografiche (rapporto tra numero di frontalieri e popolazione di un comune) richieste per l’attribuzione ai comuni di frontiera del contributo statale previsto dall’articolo 10 della legge n. 83 del 2023.
Walter RIZZETTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.55.
RISOLUZIONI
Giovedì 1° ottobre 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 13.55.
7-00409 Rizzetto: Misure volte alla estensione della rendita contributiva anche agli iscritti alla Fondazione Enasarco anteriormente al 1° gennaio 2012 e all’introduzione di uno specifico meccanismo di cumulo tra i contributi versati alla Fondazione Enasarco e quelli accreditati presso l’Inps o altre gestioni previdenziali, nonché alla riapertura dei termini per la prosecuzione volontaria della contribuzione.
7-00411 Carotenuto: Iniziative volte ad affrontare la problematica dei cosiddetti «iscritti silenti» della Fondazione Enasarco, a promuovere un’approfondita verifica sulla gestione economico-finanziaria della medesima Fondazione, a rafforzare gli obblighi di pubblicità e trasparenza di Enasarco e a definire una riforma organica della previdenza degli agenti e rappresentanti di commercio, fondata sulla portabilità dei contributi, sulla proporzionalità tra contribuzione e prestazione, sulla sostenibilità finanziaria e sulla massima trasparenza della gestione.
(Discussione congiunta e rinvio).
La Commissione prosegue la discussione della risoluzione 7-00409 Rizzetto.
Walter RIZZETTO, presidente, fa presente che, poiché la risoluzione 7-00411 Carotenuto interviene, seppur con una diversa impostazione, su un argomento analogo a quello affrontato dalla risoluzione n. 7-00409 Rizzetto, già in discussione, avverte che tali atti di indirizzo, secondo quanto convenuto nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentati dei gruppi, del 23 settembre scorso, saranno discussi congiuntamente.
Prendendo atto che i presentatori della risoluzione 7-00411 Carotenuto rinunciano ad illustrare il contenuto dell’atto di indirizzo in oggetto, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.
COMITATO RISTRETTO
Giovedì 1° ottobre 2026.
Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l’erogazione rateale del medesimo trattamento.
C. 1254 Alfonso Colucci e C. 1264 Bagnasco.
Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14 alle 14.05.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Giovedì 1° ottobre 2026.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.05 alle 14.10.
























