“La Cisl esprime preoccupazione per la possibile riforma delle imprese artigiane, che interviene sulla definizione e sui limiti dimensionali delle aziende con ricadute dirette sui contratti collettivi e sulle tutele dei lavoratori. Un intervento di questa portata deve coinvolgere anche le organizzazioni sindacali”. È quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl , Mattia Pirulli.
“Sostenere la crescita e l’innovazione dell’artigianato è un obiettivo condivisibile, ma occorre un confronto che valorizzi il ruolo di tutti i soggetti coinvolti evitando inutili azioni unilaterali. È indubbio che qualsiasi modifica dovrà essere accompagnata da necessari adeguamenti negoziali, per evitare ogni forma di opportunismo retributivo e disparità di tutele tra lavoratori che svolgono le stesse attività. L’ampliamento del perimetro delle imprese artigiane non deve tradursi in un arretramento dei diritti e delle condizioni di lavoro”, conclude Pirulli.
Preoccupazione espressa anche da Vera Buonomo, segretaria confederale della Uil, che sottolinea come “sia in corso un importante e delicato confronto tra le parti sociali proprio sui modelli contrattuali e sui salari, con l’obiettivo di rafforzare la contrattazione, tutelare il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e contrastare il dumping. La discussione sulla riforma dell’artigianato deve essere coerente con questo percorso”.
“Le ipotesi di modifica previste dalla riforma dell’artigianato, di cui si sta discutendo in questi giorni, destano preoccupazione per le possibili conseguenze sui salari, sui diritti e sulle condizioni di concorrenza tra le imprese. Proprio mentre al tavolo si lavora per rafforzare il sistema contrattuale – ha sottolineato Buonomo – occorre evitare interventi che possano alimentare il dumping contrattuale e contributivo, determinando disparità di trattamento a parità di attività e mansioni. Abbiamo già espresso la nostra contrarietà a interventi che snaturino l’identità dell’impresa artigiana. Sostenere la crescita e l’innovazione del settore significa valorizzarne le specificità e la qualità del lavoro, rafforzando la contrattazione e le tutele. Poiché la riforma riguarda anche le lavoratrici e i lavoratori che rappresentiamo, auspichiamo che la discussione coinvolga tutte le parti sociali. Chiediamo al Governo – ha concluso Buonomo – di aprire un confronto effettivo prima di assumere decisioni, tenendo conto del tavolo in essere e delle sue finalità”.

























