Una battaglia comune in Europa contro la destra e contro il declino dello stato sociale europeo, per migliorare le condizioni di vita, di lavoro, di salari, dei cittadini. Così Maurizio Landini, nel suo intervento al Comitato esecutivo della CES (il sindacato europeo), in corso a Oslo.
“Le idee dell’estrema destra, in questi quindici anni, hanno aumentato il loro consenso in Europa e hanno proprio agito sulla crisi della democrazia e sul peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone. A questo si è aggiunta, purtroppo, la guerra e la guerra, naturalmente, ha accelerato tutti gli elementi della crisi produttiva ed economica, facendo emergere anche la crisi industriale e i problemi che riguardano il modo in cui l’Europa e i nostri Paesi si misurano con le grandi transizioni energetiche, digitali e del lavoro. Allora, io credo che sia importante che la nostra azione sindacale non sia solo Paese per Paese, ma trovi anche il modo di unire queste lotte, queste battaglie”, ha detto il segretario della Cgil.
Per Landini, quello che oggi è in discussione è l’esistenza stessa dello Stato sociale europeo così come l’abbiamo conosciuto: “stiamo vedendo che i salari non permettono alle persone di arrivare a fine mese, che il sistema delle pensioni, il sistema della sanità, il sistema della scuola, il diritto al lavoro, così come noi oggi li abbiamo conosciuti, sono messi in discussione dappertutto. E penso che oggi siamo anche di fronte a un punto politico, perché la logica dell’austerità in Europa oggi si sta collegando a una scelta che punta ad aumentare le spese per le armi e per la difesa”. A questo si somma la mancanza di investimenti pubblici e privati che “rimettano al centro un altro modello di sviluppo e un diverso compromesso tra le imprese e il lavoro”, e per converso “una concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi che non ha precedenti”.
“Se noi non invertiamo questa tendenza – avverte- il rischio che io vedo è un accompagnamento a quello che sta avvenendo: la paura e l’insicurezza che esistono tra le persone favoriscono anche la logica della destra e il modo con cui si vogliono affrontare questi problemi”. Per questo, ha sottolineato, “penso che sia importante” unificare “le iniziative e le lotte che nei singoli Paesi stanno venendo avanti”, a partire “da quello che sta avvenendo in Francia e in Spagna”, dalle mobilitazioni di settembre in Germania e da altre mobilitazioni simili in Italia.
“Stiamo pensando – ha detto Landini – di mettere in campo delle iniziative perché i temi del salario, del reddito, della precarietà, della sanità pubblica, della scuola, sono messi radicalmente in discussione. Quindi, l’elemento che vorrei porre è se siamo nella condizione, anche come sindacato europeo, di dare l’indicazione di una giornata, di un periodo in cui ci sia una mobilitazione che unisca anche le varie iniziative che nei singoli Paesi sono state messe in campo”.


























