Gli operai dello stabilimento ex Ilva di Genova, dopo aver trascorso un’altra notte in tenda davanti alla prefettura, questa mattina stanno sfilando in corteo con i mezzi da lavoro per la strade del centro cittadino per protestare contro l’annunciata chiusura degli impianti del Nord a partire dal 15 novembre. La manifestazione, che sta causando gravi disagi al traffico, è partita poco prima delle 9, dopo una breve assemblea in piazza Corvetto.
“Marceremo tutto il giorno in città – ha detto Armando Palombo della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento Acciarierie d’Italia di Cornigliano – con i nostri mezzi ma senza striscione perché non ce n’è bisogno”. Per evitare il fermo dell’impianto, lavoratori e sindacati chiedono che vengano acquistati sul mercato i coils o le bramme necessarie ad alimentare lo stabilimento di Cornigliano. Una soluzione a cui starebbe lavorando il governo ma, in attesa di notizie da Roma, nel capoluogo ligure continua la mobilitazione dei lavoratori ed il presidio ad oltranza di fronte alla prefettura.
“È fondamentale assicurare in tempi rapidi l’arrivo dei coils, la materia prima necessaria per alimentare le linee produttive dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano. Senza le bobine di acciaio, infatti, non è possibile garantire la continuità delle lavorazioni, mettendo a rischio l’attività industriale e il futuro occupazionale del sito genovese”. Lo dichiara in una nota Christian Venzano, segretario generale della Fim Cisl Liguria.
“Cornigliano – aggiunge Venzano – dispone delle competenze, delle strutture e di un mercato di riferimento che consentono di proseguire la produzione. Per questo non è accettabile che lo stabilimento rischi di fermarsi per la mancata disponibilità di materia prima. La scadenza del 15 novembre dichiarata dai commissari non ha alcun senso con il provvedimento giudiziario per le aree a caldo del tribunale di Milano. Siamo in attesa della pronuncia della Cassazione, la data è ormai vicina e non c’è più tempo da perdere: occorrono decisioni immediate e impegni concreti per garantire l’approvvigionamento dei coils e mantenere operative le linee in attesa di una soluzione industriale definitiva, fondamentale per non perdere clienti e non mettere a rischio gli impianti”.
“I lavoratori – conclude il segretario generale della Fim Cisl Liguria – non possono continuare a vivere nell’incertezza e a subire le conseguenze di una crisi creata e non reale perché il mercato c’è: da troppo tempo manca però la volontà di fare gli investimenti per il futuro. Lasciare lo stabilimento senza materia prima significa compromettere la produzione e indebolire ulteriormente le prospettive di rilancio. È necessario intervenire adesso per difendere il lavoro e preservare le capacità produttive di Cornigliano. Non possiamo accettare che si continuino a destinare risorse agli ammortizzatori sociali, senza mettere al centro gli investimenti necessari a garantire l’attività produttiva e l’occupazione. Le risorse pubbliche devono contribuire a sostenere il lavoro, non a gestire una chiusura delle attività”.


























