• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
giovedì, 1 Ottobre 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

    Bolli, pizze e mandolini

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Istat, nel 2022 prezzi casa a +3,8%, rialzo più alto dal 2010

    Emergenza casa, dalla BEI 300 milioni per l’housing accessibile in Italia tra capitale privato e regia pubblica

    Incidente ferroviario Torino, Landini: da domani scioperi nazionali e territoriali

    Tav Napoli-Bari, mazzette e caporalato nei cantieri: disposte 20 misure cautelari. Ricci (Cgil Napoli e Campania): giù le mani dalla dignità degli operai

    Istat, a febbraio frena l’inflazione, prezzi a +0,6%

    Perché l’Irpef non deve scomparire dall’agenda dei sindacati

    Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

    Electrolux, proclamate otto ore di sciopero e presidio al Mimit

    Rappresentanza e contratti, Confindustria: l’accordo tra le imprese apre una nuova fase nelle relazioni industriali

    Rappresentanza e contratti, l’obiettivo è chiudere il 22 ottobre, ma sui salari la trattativa è in salita: le imprese presentano una proposta, i sindacati la respingono e chiedono un nuovo testo

    Approvata operatività del codice di condotta sul telemarketing, Assocontact:  strada intrapresa è quella giusta

    Call center, 1.865 esuberi e 3.000 accordi sugli ammortizzatori sociali: i sindacati verso lo sciopero generale

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Confprofessioni, la bilateralità degli studi professionali

    I dati provvisori Istat su occupati e disoccupati – Agosto 2026

    I dati provvisori Istat sui prezzi al consumo – Settembre 2026

    I dati Istat su fiducia dei consumatori e delle imprese – Settembre 2026

    I dati Istat su prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni – Agosto 2026

    I dati Istat su fatturato dell’industria e dei servizi – Luglio 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

    Bolli, pizze e mandolini

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Istat, nel 2022 prezzi casa a +3,8%, rialzo più alto dal 2010

    Emergenza casa, dalla BEI 300 milioni per l’housing accessibile in Italia tra capitale privato e regia pubblica

    Incidente ferroviario Torino, Landini: da domani scioperi nazionali e territoriali

    Tav Napoli-Bari, mazzette e caporalato nei cantieri: disposte 20 misure cautelari. Ricci (Cgil Napoli e Campania): giù le mani dalla dignità degli operai

    Istat, a febbraio frena l’inflazione, prezzi a +0,6%

    Perché l’Irpef non deve scomparire dall’agenda dei sindacati

    Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

    Electrolux, proclamate otto ore di sciopero e presidio al Mimit

    Rappresentanza e contratti, Confindustria: l’accordo tra le imprese apre una nuova fase nelle relazioni industriali

    Rappresentanza e contratti, l’obiettivo è chiudere il 22 ottobre, ma sui salari la trattativa è in salita: le imprese presentano una proposta, i sindacati la respingono e chiedono un nuovo testo

    Approvata operatività del codice di condotta sul telemarketing, Assocontact:  strada intrapresa è quella giusta

    Call center, 1.865 esuberi e 3.000 accordi sugli ammortizzatori sociali: i sindacati verso lo sciopero generale

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Confprofessioni, la bilateralità degli studi professionali

    I dati provvisori Istat su occupati e disoccupati – Agosto 2026

    I dati provvisori Istat sui prezzi al consumo – Settembre 2026

    I dati Istat su fiducia dei consumatori e delle imprese – Settembre 2026

    I dati Istat su prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni – Agosto 2026

    I dati Istat su fatturato dell’industria e dei servizi – Luglio 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Quella ”Premessa” che cambio’ la contrattazione

Quella ”Premessa” che cambio’ la contrattazione

di Giuliano Cazzola
30 Novembre 2016
in Analisi
Quella ”Premessa” che cambio’  la contrattazione

Il peana di entusiasmi  che  lo accompagna è certamente  eccessivo, ma l’accordo di rinnovo del contratto dei metalmeccanici costituisce un evento importante e significativo. La chiusura di una vertenza durata oltre un anno e riguardante circa 1,6 milioni di lavoratori dell’industria manifatturiera – a conti fatti – manda  un segnale positivo, anche a considerare solamente gli aspetti di carattere fisiologico, tra i quali va inclusa – dopo ben otto anni di polemiche, divisioni ed intese separate – la ritrovata unità d’azione delle federazioni sindacali. Viene ripristinato, in sostanza, un modus operandi che in questa categoria, depositaria di grandi tradizioni ed esperienza unitarie, sembrava svanito per sempre.

Certo, qualcuno potrebbe legittimamente chiedersi se quel Maurizio Landini che ha posto la sua firma sotto il verbale d’intesa sia lo stesso che – non è trascorso molto tempo – conduceva, in tutte le sedi  una guerra ad oltranza alla Fiat-Fca, contestava da sinistra i vertici confederali e fondava la c.d. Coalizione sociale, una sorta di ircocervo, mezzo partito e mezzo sindacato, accendendo nuove speranze  all’interno di una sinistra alla ricerca di se stessa. I maligni sostengono che Landini si sia rassegnato alla logica per cui ‘’Parigi val pure una messa’’; nel senso che, rientrando nei ranghi di un maggiore realismo, potrà  aspirare a prendere il posto di Susanna Camusso quando scadrà il suo mandato. Con la firma dell’accordo da parte del segretario della Fiom il sindacato acquista un potenziale leader e si libera di un inutile e fastidioso demagogo. A chi scrive sembra che, tutto sommato,  sia una cosa buona.

I metalmeccanici, dunque,  ritornano a ‘’dare la linea’’, come è sempre accaduto nei loro momenti migliori proponendo ed ottenendo conquiste contrattuali che ‘’facevano scuola’’: la conquista e la difesa del diritto alla contrattazione articolate, l’inquadramento unico, le 150 ore, il riconoscimento dei consigli dei delegati, i  diritti di informazione e consultazione di cui alla c.d. prima parte dei contratti, solo per ricordare gli aspetti più noti e significativi. In quale contesto  è  arrivato l’accordo  del 26 novembre? L’apparato produttivo italiano ha accumulato un vero e proprio gap anche in materia di produttività e può recuperare uno spread di competitività, non solo con gli investimenti, ma anche attraverso un utilizzo più efficiente e moderno  del fattore lavoro in tutti i suoi aspetti, riportando lo scambio tra retribuzione e prestazione laddove ‘’girano le macchine’’, favorendo la c.d. contrattazione di prossimità.

Il Governo ha rafforzato, nelle ultime leggi di bilancio, un quadro normativo ed economico che rende conveniente (mediante sgravi contributivi e fiscali) gli accordi sulla produttività e sulle iniziative di welfare aziendale. L’intesa tra Federmeccanica  e sindacati si propone di spostare il peso degli oneri della contrattazione a livello d’azienda. Basta scorrere sia pur sommariamente i capitoli del verbale d’intesa per accorgersi che le risorse prevalenti (ad eccezione di quelle destinate ad iniziative di welfare necessariamente nazionali e di categoria, come la previdenza integrativa pensionistica e sanitaria) saranno distribuite nell’impresa. Il contratto nazionale conserva un ruolo di protezione del potere  d’acquisto delle retribuzioni, ma eserciterà queste funzioni ex post ovvero una volta che sia emerso un differenziale effettivo con l’andamento delle retribuzioni. In sostanza, dovrebbe venir meno un’idea di contratto nazionale come momento ed occasione di un miglioramento retributivo per tutti i lavoratori senza che il sistema delle imprese ottenga qualche contropartita in cambio. Dovrebbe, in pratica, venir meno un’idea di contratto nazionale come momento ed occasione di un miglioramento retributivo per tutti i lavoratori senza che il sistema delle imprese ottenga qualche contropartita in cambio.

Anche nel caso del diritto soggettivo alla formazione, Fim, Fiom e Uilm hanno fatto tesoro di gloriose esperienze passate. Nel contratto del 1972 ottennero il diritto a 150 ore pagate dalle imprese per quei lavoratori che volevano terminare la scuola dell’obbligo. Si trattò di una misura che consentì a centinaia di migliaia di lavoratori di completare un ciclo di studi. Fu la scuola pubblica a doversi adattare a queste esigenze. Anche adesso c’è la necessità di preparare il mondo del lavoro ad affrontare la quarta rivoluzione industriale con il suo carico di tecnologia avanzata, interrompendo il solito andazzo del ricorso agli esuberi e ai prepensionamenti del personale anziano e non più qualificato. Certo è facile scrivere delle norme innovative; più difficile è farle vivere nella realtà dove si è costretti a misurarsi con le difficoltà e le inadeguatezze delle strutture, dei servizi e delle persone stesse. In questa circostanza, almeno, la più importante categoria dell’industria ha deciso di provarci. Ma dove e quando nasce questa storia? Merita di essere raccontata, magari a puntate.

Come scriveva Lucio Anneo Seneca in una lettera all’amico-discepolo  Lucilio ‘’tutti i momenti che appartengono al passato si trovano in un medesimo spazio: si vedono su di uno stesso piano, giacciono gli uni insieme  con gli altri, tutti cadono nel medesimo abisso’’.  Chi scrive ha un’età che gli ha consentito di convivere  con la storia,  l’evoluzione  e  lo sviluppo del diritto del lavoro nel dopoguerra. Da studente, nei primi anni ’60 mi bastava  volgere lo sguardo indietro di qualche anno per risalire ai primordi della Repubblica (forse anche al diritto corporativo). Poi, nel corso della vita, in tante diverse esperienze, mi sono sempre trovato ‘’colà dove tuonava il cannone’’ con un impegno ed una passione che hanno nutrito l’esistenza.  Al di là di queste  propensioni  al fascino della memoria, naturali in un anziano signore, ritengo, tuttavia, che sia giusto e doveroso andare alla radice  delle situazioni e dei problemi, seguirne il procedere nel corso dei decenni. Altrimenti, senza un bagno nella storia, anche il presente perde di significato.

Il diritto del lavoro non è incominciato nel 1970 con lo Statuto dei lavoratori, una legge che non è piovuta dal cielo, ma che è stato il frutto di circostanze e di azioni  iniziate tanti anni prima, senza le quali il ciclo degli eventi avrebbe potuto prendere una differente direzione. Per comprendere  la specificità del sistema di relazioni industriali in Italia i giovani di oggi – ammesso che siano interessati –  devono risalire molto lontano:  al tempo dei loro nonni. E i loro docenti a quello dei loro padri. 

Alla fine degli anni ’50  si manifestò l’esaurirsi di un vecchio modello di contrattazione e l’apertura di uno nuovo. L’ossessione dell’efficacia erga omnes dei contratti – condivisa del resto dalle organizzazioni sindacali – aveva spinto il legislatore – che non era riuscito a dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 39 della Legge fondamentale – ad individuare uno strumento giuridico alternativo per realizzare il medesimo obiettivo. Con la legge n.741 del 1959 (la c.d. legge Vigorelli)  il Parlamento aveva attribuito al Governo la delega per emanare una serie di decreti contenenti la garanzia di un ‘’minimo di trattamento economico e normativo’’ per ogni categoria, conformando i singoli decreti al contenuto dei contratti collettivi esistenti al momento dell’entrata in vigore della delega. Ne risultò un ibrido con la forma di una legge sui minimi e la sostanza di un’estensione erga omnes dei contratti collettivi, attraverso il loro ‘’recepimento’’ legislativo: tutto ciò, al di fuori delle modalità e delle procedure previste nella Costituzione. Proprio per questi motivi l’intervento fu ritenuto ammissibile in ragione  della sua temporaneità, transitorietà e straordinarietà. La Corte Costituzionale abrogò, infatti, la successiva disposizione di proroga  del termine originariamente previsto, ritenendola in contrasto con la natura necessariamente transitoria e provvisoria di quel sistema di estensione dei contratti collettivi, diverso da quanto previsto dall’articolo 39.

In realtà, però, la lezione apparve molto chiara: gran parte dell’attività contrattuale svolta fino a quel momento era talmente rigida da poter essere trasferita in blocco in un corpo legislativo. Fu una sorta di canto del cigno di un assetto contrattuale ancora fortemente permeato dagli accordi corporativi, tanto che negli anni immediatamente successivi la qualità della contrattazione collettiva subì una forte accelerazione. A partire proprio dal 1959, quando alcune vertenze di carattere settoriale (siderurgici, elettromeccanici, ecc.) fecero intravedere l’apertura di una nuova fase, anche se successivamente un livello di contrattazione decentrata a livello di settore (che aveva fatto da battistrada al decentramento contrattuale), non riuscì mai a decollare. La svolta nel campo delle relazioni industriali –  in senso costitutivo dell’ordinamento intersindacale, nella sostanza, tuttora vigente – ebbe luogo il 21 dicembre 1962 quando, nel quadro dell’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici  delle  aziende a partecipazione statale, venne sottoscritta da Intersind-Asap (l’associazione datoriale)  e da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil la famosa ‘’Premessa’’ regolatrice del riconoscimento della contrattazione aziendale e dei rapporti tra i diversi livelli negoziali, che venivano così a costituire un vero e proprio ‘’sistema’’. A raccontarla in breve la Premessa circoscriveva la possibilità di svolgere la contrattazione a livello aziendale  ‘’per le materie per le quali nel presente contratto è prevista tale possibilità di regolamentazione nei limiti e secondo le procedure specificamente indicate’’.  Agenti contrattuali erano i sindacati di categoria e le organizzazioni datoriali competenti nel territorio.

Veniva così valorizzata la struttura esterna al posto di lavoro (in pratica avvenne così fino allo Statuto dei lavoratori) a fronte della  preclusione  padronale nei confronti del sindacato aziendale, le cui prerogative, oltre alla contrarietà delle imprese e delle organizzazioni imprenditoriali, trovavano difensori prudenti – per tanti motivi comprensibili – anche all’interno delle confederazioni e delle federazioni sindacali. Infine, il tutto era tenuto insieme,  da una  ‘’clausola di tregua’’, contenuta nel punto c) e formulata ‘’in punta di penna’’, ma in modo abbastanza chiaro, tanto da creare non pochi grattacapi alla Fiom e alla Cgil di quegli anni, le quali, tuttavia, erano dirette da sindacalisti capaci di scorgere, anche nei compromessi, le soluzioni innovative. La  ‘’clausola di tregua’’, intesa  come l’introduzione di un ‘’dovere di influenza’’ del sindacato sui propri associati, fece spandere fiumi d’inchiostro ai giuristi di quei tempi, la maggioranza dei quali non aveva ancora compreso gli orientamenti su cui si andava formando il nuovo diritto sindacale. La riportiamo di seguito.

‘’c. Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l’impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti per il periodo di loro validità il contratto generale e le norme integrative aziendali da esse previste. A tal fine le Associazioni industriali sono impegnate ad adoperarsi per l’osservanza delle condizioni pattuite da parte delle Aziende associate, mentre le Organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere e a intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli’’.

Nonostante  quell’intesa con le aziende  a partecipazione statale, la Confindustria continuò a manifestare la propria  ostilità nei confronti del decentramento della contrattazione.  Per piegarne la resistenza vennero escogitati i c.d. protocolli d’acconto, che contenevano le parti qualificanti dell’accordo Intersind-Asap. Le aziende private che li sottoscrivevano erano esonerate dagli scioperi. Nel febbraio 1963 la Confindustria cedette, dopo che le confederazioni avevano proclamato ed effettuato uno sciopero generale di tutta l’industria in solidarietà con i metalmeccanici.

La ‘’Premessa’’ venne recepita anche nel contratto delle azione associate alla Confindustria, poi  entrò, man mano, a far parte della contrattazione collettiva dell’industria. In quella circostanza, il  settore metalmeccanico acquisì quel ruolo di avanguardia e di innovazione che riuscì ad esercitare per molto tempo sull’insieme del movimento sindacale e nell’evoluzione delle relazioni industriali, dei contenuti della contrattazione e delle forme organizzative del sindacato. Le federazioni dei metalmeccanici diventarono anche i soggetti trainanti di un processo di unità d’azione, prima, di riunificazione sindacale, poi, che segnò per lunghi anni la vita del movimento sindacale italiano.

 Giuliano Cazzola

Attachments

  • jpg
Tags: Storia delle relazioni industriali
Giuliano Cazzola

Giuliano Cazzola

Ex Sindacalista

Ultimi articoli

Perche’ e’ molto improbabile un nuovo accordo sindacati-Confindustria

di Giuliano Cazzola

Ultima puntata della Storia delle relazioni industriali, ricostruita da Giuliano Cazzola per il Diario del Lavoro.

L’autunno caldo, la Fiat, e quel film di Gregoretti sulle ‘’tute blu’’…

di Giuliano Cazzola

Prosegue la ‘’storia’’ scritta da Giuliano Cazzola per il Diario del Lavoro. Nella seconda puntata: il contratto dell’autunno caldo, la Fiat, e quel film di Gregoretti sulle ‘’tute blu’’….

In evidenza

Lavoro, Istat: calano (leggermente) gli occupati tra i precari e gli autonomi, in crescita i contratti stabili

Lavoro, Istat: ad agosto occupazione stabile, su anno +291mila. Il tasso di disoccupazione sale al 6,2%

1 Ottobre 2026
Servizi sociali, Cnel: nel 2019 la spesa è del 0,7% di Pil, sotto la media Ue

Confprofessioni, in dieci anni gli iscritti al welfare per gli studi professionali crescono del 51%

1 Ottobre 2026
XVI Assemblea Nazionale Conflavoro, tre proposte al Governo: Utile Zero, tetto alle bollette e credito per la ricerca

XVI Assemblea Nazionale Conflavoro, tre proposte al Governo: Utile Zero, tetto alle bollette e credito per la ricerca

30 Settembre 2026
Istat, nel 2022 prezzi casa a +3,8%, rialzo più alto dal 2010

Emergenza casa, dalla BEI 300 milioni per l’housing accessibile in Italia tra capitale privato e regia pubblica

30 Settembre 2026
Economia, Istat: a ottobre inflazione frena all’1,2%, prezzi -0,3% su mese

Inflazione e fiducia, Confcom: economia in chiaroscuro, rischi per la crescita nel 2027

30 Settembre 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi