Definire i minimi salariali di garanzia attraverso un nuovo modello contrattuale innovativo. Questa la proposta che Federmeccanica ha avanzato oggi nel corso della trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Una proposta che il presidente della federazione, Fabio Storchi ha illustrato ai tre segretari generali, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella riuniti insieme per la prima volta dopo la presentazione delle due diverse piattaforme, una definita da Fim e Uilm e una della Fiom.
“Il rinnovo del contratto – ha spiegato il presidente di Federmeccanica Fabio Storchi – deve prevedere i minimi salariali di garanzia e non più aumenti di salario a pioggia. Chi è sotto i minimi si adegua in alto, chi è sopra non avrà nulla”.
Per Federmeccanica, inoltre, oltre ai minimi salariali il nuovo contratto deve essere innovativo. “Non possiamo fare un rinnovo tradizionale – ha aggiunto Storchi -, ma dobbiamo definire un contratto innovativo. Sul nostro settore si gioca buona parte del futuro industriale del Paese e anche dell’economia del Paese e se vogliamo dare prospettive nuove all’Italia, prospettive di crescita economica e occupazionale dobbiamo definire un contratto nuovo, più innovativo”.
“Positiva – ha detto Storchi – è la consapevolezza di tutti della necessità di andare verso un rinnovamento delle regole.
Tutti si rendono conto che lo scenario è cambiato, trasformato dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie. Per questo non possiamo arrivare ad un rinnovo del contratto tradizionale ma dobbiamo definire un contratto innovativo. Sul nostro settore si gioca buona parte del futuro industriale del Paese e anche dell’economia del Paese e se vogliamo dare prospettive nuove all’Italia, prospettive di crescita economica e occupazionale dobbiamo definire un contratto nuovo, più innovativo”.
Nel corso dell’incontro, Federmeccanica ha rimesso sul tavolo la richiesta di sottrarre dall’aumento salariale richiesto dai sindacati (105 euro per il nuovo contratto) 75 euro per il mancato aumento dell’inflazione contemplato nell’aumento salariale del vecchio contratto.
Secondo Federmeccanica “il nuovo modello contrattuale deve innanzitutto prevedere che la distribuzione di quote di ricchezza aggiuntiva da indirizzare alle retribuzioni debba avvenire solo dove la ricchezza di fatto si produce, cioè in azienda, e tale distribuzione non può che essere strettamente correlata a parametri oggettivi di redditività e produttività delle singole imprese”.
Per la federazione datoriale quindi “il contratto collettivo di categoria deve avere un ruolo di regolazione, di garanzia e di tutela, ovvero prevedere trattamenti economici e normativi minimi comuni a tutti i lavoratori. Con specifico riferimento ai minimi contrattuali essi devono assumere per i singoli livelli dell`inquadramento contrattuale una mera funzione di garanzia. Il loro ammontare – per Federmeccanica – deve costituire la base al di sotto della quale le retribuzioni dei nostri dipendenti non devono scendere, ma gli adeguamenti eventualmente previsti dovranno essere riconosciuti soltanto a quei lavoratori con trattamento retributivo inferiore ai suddetti minimi”.
Il prossimo incontro è stato fissato per il 4 dicembre.






























