A gennaio la cassa integrazione ha coinvolto un bacino potenziale di circa 355 mila lavoratori (di cui 107 mila in deroga), 154 mila in meno rispetto ai 509 mila in cig (a zero ore) di dicembre 2010. È la stima indicata nel 25° Rapporto Uil sulla cassa integrazione realizzato dal Servizio politiche del lavoro del sindacato, sulla base degli ultimi dati Inps (60,3 milioni di ore autorizzate a gennaio, -30,3% rispetto al mese precedente). Dall’analisi a livello provinciale emerge che Torino ha, in valori assoluti, il maggior numero di ore (3,8 milioni) e di lavoratori in cig (22.616).
Nel complesso, in controtendenza con il dato generale, sottolinea lo studio, cinque regioni hanno mostrato a gennaio una crescita rispetto a dicembre 2010 e, tra esse, spicca l’incremento del 182,5% della Valle d’Aosta, seguita dalla Calabria (+46,1%), dalla Basilicata (+37,8%), dalla Sardegna (+31,5%) e dal Veneto (+18,1%). Viceversa, la riduzione più alta di ore autorizzate è nel Lazio (-71,8%). In valori assoluti, tra le regioni con il più alto numero di ore richieste continua a figurare, anche in questo mese, la Lombardia con 12,9 milioni di ore. Il minor numero di ore autorizzate lo detengono, invece, la Valle d’Aosta con 34 mila ore e la Provincia autonoma di Bolzano con 70 mila.
A livello provinciale, sempre tra dicembre 2010 e gennaio 2011, sono 40 quelle che vedono aumentare la sofferenza di imprese e lavoratori con un incremento sensibile delle ore di cig, anche in questo caso in controtendenza con il dato generale, autorizzate a partire da Asti (+447,4%), seguita da Matera (+266,1%), Reggio Calabria (+184,4%), Benevento (+183%) e Aosta (+182,5%). Il territorio con la maggiore diminuzione di richieste è stata Caltanissetta (-97,6%). In valori assoluti, se Torino è la provincia con il maggior numero di ore di cassa integrazione (3,8 milioni), Caltanissetta è infatti quella con il numero minore (2 mila). (FRN)

























