In attesa di sciogliere il nodo dell’accordo Mercosur, l’Unione Europea guarda verso Oriente e avvia i negoziati per un accordo di libero scambio con l’India che, come il Mercosur, potrebbe avere ampie ripercussioni sul settore agroalimentare europeo. L’accordo, secondo quanto comunicato dalla Commissione, dovrebbe avvantaggiare gli agricoltori eliminando o riducendo i dazi doganali sulle esportazioni UE di prodotti agroalimentari che attualmente vedono in media dazi superiori al 36%, con picchi del 150%.
Nel 2024, le esportazioni agroalimentari dell’UE verso l’India sono ammontate a 1,3 miliardi di euro, pari allo 0,6% delle esportazioni agroalimentari totali dell’UE. Un valore che, in assenza o a fronte di una drastica diminuzione delle tariffe, potrebbe ampliarsi in modo sensibile.
Ci sono dei comparti, come quello vinicolo e quello dell’olio, che sarebbero sicuramente avvantaggiati dalla riduzione delle tariffe, mentre per altri settori agricoli europei considerati “sensibili” come la carne bovina e di pollo, il miele, lo zucchero, il riso non è prevista alcuna liberalizzazione. Al momento nessuna conseguenza neanche sul comparto delle Indicazioni Geografiche, visto che Ue e India stanno attualmente negoziando un accordo separato sulle Ig che dovrebbe aiutare i prodotti agricoli tradizionali dell’UE a vendere di più in India, eliminando la concorrenza sleale sotto forma di imitazioni.
Nel dettaglio,i dazi indiani sui vini saranno ridotti dal 150% al 75% all’entrata in vigore e poi progressivamente si dovrebbero attestare al 20% a secondo della fascia di prezzo. C’è da dire, però, che l’export vitivinicolo europeo verso l’India nell’ultimo anno di campagna ha raggiunto solo i 7,7 milioni di euro. Secondo quanto reso noto dal Ceev, una volta entrato in vigore l’accordo, i dazi sui vini e sui prodotti vitivinicoli aromatizzati dell’UE, che saranno immediatamente dimezzati, raggiungeranno entro sette anni un dazio finale del 30% per i vini con un prezzo compreso tra 2,50 e 10 euro a bottiglia e del 20% per i vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia.
I dazi sugli spirits scenderanno dal 150% al 40% e quelli sulla birra dall’attuale 110% al 50%. Inoltre, ‘accordo istituisce un gruppo di lavoro sui vini e i liquori affinché UE e India possano scambiarsi informazioni e collaborare, ad esempio sulle pratiche enologiche.
I dazi su olio di oliva, margarina e oli vegetali scenderanno dal 45% a zero in 5 anni, mentre i prodotti agricoli trasformati come pane, biscotti, pasta, cioccolato, dolciumi e pet food scenderanno dal 50% a zero. I dazi su kiwi e pere scenderanno progressivamente dal 33% al 10%, quelli su succhi di frutta e birra analcolica dal 50% a zero, quelli sulla carne di pecora dal 33% a zero e quelli su salsiccie e altri preparati a base di carne da 110% al 50%.
Entrambe le parti hanno concordato di escludere dalla liberalizzazione i prodotti agricoli più sensibili come carne bovina, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo.
L’UE aprirà contingenti calibrati per le importazioni di carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle essiccate, rum a base di melassa e amidi. E l’accordo include anche un meccanismo di salvaguardia bilaterale, che fornisce una risposta mirata nell’improbabile eventualità di perturbazioni del mercato derivanti direttamente dall’accordo.
Per quanto riguarda gli standard di sicurezza alimentare, la Commissione sottolinea che tutti i prodotti importati dall’India nell’ambito dell’accordo dovranno rispettare gli standard europei e precisa che saranno mantenuti “i nostri solidi sistemi di sicurezza sanitaria e alimentare” e che la Ue resterà “pienamente indipendente nell’adozione di criteri di sicurezza per i prodotti che raggiungono il mercato dell’UE”.
Inoltre, annuncia che effettuerà “valutazioni d’impatto per analizzare il potenziale allineamento degli standard di produzione tra prodotti nazionali e importati, in particolare per quanto riguarda i pesticidi e il benessere degli animali” e che sta inoltre aumentando il numero di audit sulla sicurezza alimentare nei paesi terzi e rafforzando le misure per rafforzare i controlli alle frontiere dell’UE sui prodotti alimentari, animali e vegetali importati.
La conclusione dell’Accordo di libero scambio tra India e Unione europea rappresenta una pietra miliare nei rapporti tra Nuova Delhi e Bruxelles, secondo quanto affermato dal primo ministro indiano Narendra Modi in un messaggio pubblicato in italiano su X. Nel post – diffuso nelle diverse lingue dei paesi Ue – Modi ha ringraziato i leader europei per il lavoro svolto negli ultimi anni e ha sottolineato l’importanza politica ed economica dell’intesa. “La conclusione odierna dell’Accordo di libero scambio tra India e Ue segna una pietra miliare significativa nelle nostre relazioni. Ringrazio tutti i leader europei che nel corso degli anni hanno dimostrato spirito costruttivo e impegno nel rendere possibile tutto ciò. Questo accordo approfondirà i legami economici, creerà opportunità per i nostri popoli e rafforzerà il partenariato tra India ed Europa per un futuro prospero”, ha scritto il premier indiano.


























