• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
sabato, 5 Settembre 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Memorie da un seggio elettorale

    Altro che toto-leader: alla sinistra serve un’idea d’Italia

    Dietro il record di durata di Meloni, il niente. E Salvini e Tajani fanno la ola per masochismo

    Dietro il record di durata di Meloni, il niente. E Salvini e Tajani fanno la ola per masochismo

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    RIUNIONE AL MIMIT SU ‘LE PRIORITA’ ITALIANE DI POLITICA INDUSTRIALE DEL NUOVO MANDATO DELLE ISTITUZIONI EUROPEE’

    Bekaert, Palmas (Uilm Cagliari): l’intesa al Mimit mette fine alla crisi e scongiura la chiusura

    Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

    Ex Ilva, partono le prime lettere di licenziamento per 2.500 lavoratori dell’indotto

    Nuovo piano industriale: nessun licenziamento e chiusura

    Electrolux, i sindacati proclamano 8 ore di sciopero: “Confermato il piano di esuberi e dismissioni”

    Confcooperative, le donne guidano la ripresa

    Temporary Management e quote rosa, un quadro della situazione

    Guido Baglioni, il vero padre della partecipazione

    Guido Baglioni, il vero padre della partecipazione

    Stellantis, prosegue lo sciopero dei lavoratori delle carrozzerie Mirafiori. De Palma (Fiom): dal 2014 persi 11.500 lavoratori nel silenzio

    Stellantis, tre giorni di fermo a Mirafiori: “Mancano motori”. La Fiom: “Servono nuovi produttori e produzioni”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Luglio 2026

    Balocco, sottoscritto il nuovo contratto integrativo con valenza quinquennale: premio di risultato complessivo da 8.750 euro

    Balocco, sottoscritto il nuovo contratto integrativo con valenza quinquennale: premio di risultato complessivo da 8.750 euro

    Proroga dell’ordinanza del Presidente Regione Lazio contro l’emergenza caldo

    Roma, sindacati: Comune irresponsabile su Multiservizi

    Comune di Roma, sottoscritta la preintesa per il nuovo contratto integrativo

    Siglato accordo per l’assistenza fiscale dei CAF

    Legno Arredo, sottoscritta l’ipotesi per il rinnovo del contratto. Aumento da 134 euro

    I dati Istat su prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni – Luglio 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Memorie da un seggio elettorale

    Altro che toto-leader: alla sinistra serve un’idea d’Italia

    Dietro il record di durata di Meloni, il niente. E Salvini e Tajani fanno la ola per masochismo

    Dietro il record di durata di Meloni, il niente. E Salvini e Tajani fanno la ola per masochismo

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    RIUNIONE AL MIMIT SU ‘LE PRIORITA’ ITALIANE DI POLITICA INDUSTRIALE DEL NUOVO MANDATO DELLE ISTITUZIONI EUROPEE’

    Bekaert, Palmas (Uilm Cagliari): l’intesa al Mimit mette fine alla crisi e scongiura la chiusura

    Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

    Ex Ilva, partono le prime lettere di licenziamento per 2.500 lavoratori dell’indotto

    Nuovo piano industriale: nessun licenziamento e chiusura

    Electrolux, i sindacati proclamano 8 ore di sciopero: “Confermato il piano di esuberi e dismissioni”

    Confcooperative, le donne guidano la ripresa

    Temporary Management e quote rosa, un quadro della situazione

    Guido Baglioni, il vero padre della partecipazione

    Guido Baglioni, il vero padre della partecipazione

    Stellantis, prosegue lo sciopero dei lavoratori delle carrozzerie Mirafiori. De Palma (Fiom): dal 2014 persi 11.500 lavoratori nel silenzio

    Stellantis, tre giorni di fermo a Mirafiori: “Mancano motori”. La Fiom: “Servono nuovi produttori e produzioni”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    I dati Istat sul commercio al dettaglio – Luglio 2026

    Balocco, sottoscritto il nuovo contratto integrativo con valenza quinquennale: premio di risultato complessivo da 8.750 euro

    Balocco, sottoscritto il nuovo contratto integrativo con valenza quinquennale: premio di risultato complessivo da 8.750 euro

    Proroga dell’ordinanza del Presidente Regione Lazio contro l’emergenza caldo

    Roma, sindacati: Comune irresponsabile su Multiservizi

    Comune di Roma, sottoscritta la preintesa per il nuovo contratto integrativo

    Siglato accordo per l’assistenza fiscale dei CAF

    Legno Arredo, sottoscritta l’ipotesi per il rinnovo del contratto. Aumento da 134 euro

    I dati Istat su prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni – Luglio 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Rubriche - Giurisprudenza del lavoro - La salute prima delle etichette: la Cassazione supera il mito del mobbing

La salute prima delle etichette: la Cassazione supera il mito del mobbing

di Biagio Cartillone
19 Gennaio 2026
in Giurisprudenza del lavoro
Lavoratori minacciati di essere “cementati” in un pilastro

Nel contenzioso sul “mobbing” succede spesso una cosa: ci si impantana sulla parola, sull’etichetta, su quella categoria un po’ seducente e un po’ esplosiva, e si perde di vista ciò che davvero dovrebbe guidare il giudice e, ancora prima, l’impresa e le relazioni sindacali: la tutela della salute e della dignità della persona che lavora. L’ordinanza della Cassazione, Sezione lavoro, 1 dicembre 2025 n. 31367, è interessante proprio perché spezza questa cattiva abitudine e riporta il ragionamento al suo centro naturale. Non dice “il mobbing c’era” o “non c’era” come se fosse una partita secca. Dice, più semplicemente e più duramente: anche quando il mobbing non si riesce a dimostrare in senso tecnico, la tutela non si spegne; cambia solo il modo corretto di leggere i fatti e di qualificare la responsabilità.

La vicenda nasce da una domanda proposta da una lavoratrice contro le società datrici. Il cuore della sua narrazione è un ambiente di lavoro che, per un periodo pluriennale (2012–giugno 2014), sarebbe stato caratterizzato da condotte autoritarie, sgarbate, spesso offensive, fino a diventare – secondo la prospettazione della dipendente – un contesto vessatorio con ricadute sulla salute. Non si tratta, quindi, del classico episodio isolato: la lavoratrice parla di clima, di tensione, di reiterazione, di frizioni che assumono peso specifico crescente nel tempo. A rendere il quadro più delicato, e giuridicamente più sensibile, c’è anche la gravidanza: circostanza che, nel diritto del lavoro, non è un dettaglio “di colore”, ma un elemento che intensifica l’esigenza di protezione della persona.

La causa arriva in appello e qui avviene lo snodo decisivo. La Corte territoriale ribalta la pronuncia di primo grado e rigetta la domanda. Il modo in cui lo fa è istruttivo, perché assomiglia a tanti ragionamenti che si incontrano nelle aule e perfino nelle difese: la Corte osserva che il datore era certamente spesso contrario alle elementari regole di buona educazione, ma interpreta questa durezza come funzionale al servizio e comunque legata a disservizi imputati alla lavoratrice. Soprattutto, la Corte insiste su un punto: manca un intento persecutorio, manca l’azione “a bersaglio”, la scelta deliberata di una vittima da isolare ed emarginare. Anzi, aggiunge un passaggio che suona quasi psicologico: il datore sarebbe notoriamente autoritario e irrispettoso verso i lavoratori in generale, e proprio questa connotazione – dice la Corte – sarebbe antitetica alla figura del “mobber”, che seleziona una vittima tra i dipendenti. Da ultimo, pur in presenza di patologie psicosomatiche accertate anche in CTU, la Corte dichiara che non vede un collegamento causale con condotte “di oggettiva valenza mobbizzante”.

A questo punto, la lavoratrice ricorre in Cassazione. E la Suprema Corte accoglie, cassando con rinvio. Ma è importante capire bene che cosa davvero contesta la Cassazione, perché qui sta il valore pratico del provvedimento.

La Cassazione non si limita a dire “avete motivato male” e non si accontenta di ricordare la definizione di mobbing. Il suo messaggio è più sostanziale: la Corte d’Appello ha impostato la vicenda in modo sbagliato perché ha trattato l’esistenza o meno del mobbing come una sorta di interruttore generale: se c’è mobbing allora si risarcisce; se non c’è mobbing allora si chiude la porta. Questo schema, dice la Cassazione, non è conforme ai principi. Non lo è perché il diritto del lavoro non tutela la persona solo quando riesce a incastrare i fatti dentro una categoria “forte” come il mobbing. La tutela discende prima di tutto dall’art. 2087 c.c., cioè dall’obbligo contrattuale del datore di lavoro di preservare l’integrità psicofisica e la personalità morale del lavoratore. E questa tutela funziona anche quando non si riesce a dimostrare un disegno persecutorio unitario.

Qui la Cassazione fa un passo che interessa direttamente chi gestisce aziende e chi fa sindacato: sposta l’attenzione dall’intenzione al risultato, dall’etichetta all’effetto. Non serve per forza scovare un “mobber” con un programma di emarginazione. Può bastare un ambiente di lavoro logorante, stressogeno, mortificante, mantenuto o tollerato anche solo colposamente, se da questo ambiente deriva un danno alla salute. E può bastare anche una serie di condotte che, prese singolarmente, potrebbero sembrare “solo” dure, sgradevoli o conflittuali, ma che considerate nel loro complesso acquistano una portata oggettivamente lesiva della dignità e della personalità del lavoratore.

È qui che la Cassazione critica esplicitamente il metodo “atomistico” dell’appello. La Corte territoriale – dice in sostanza la Suprema Corte – avrebbe dovuto esaminare quelle condotte non solo per verificare se compongono un mosaico persecutorio, ma anche per valutare se, pure senza quel mosaico, determinano una violazione dell’art. 2087. La responsabilità datoriale non è un premio che scatta solo quando si dimostra la volontà cattiva. È una responsabilità contrattuale che scatta quando l’organizzazione del lavoro e la gestione delle relazioni producono un danno evitabile e non evitato, incidendo su beni costituzionalmente protetti.

Questo porta a un secondo snodo, decisivo sul piano pratico: l’onere della prova. La Cassazione ricorda che la violazione dell’art. 2087 ha natura contrattuale. Tradotto: il lavoratore deve allegare e provare il fatto materiale e le regole di condotta che ritiene violate, e deve provare il danno; ma non deve dimostrare “la colpa” del datore come se fosse responsabilità aquiliana, perché in base all’art. 1218 c.c. è il datore (debitore dell’obbligo di sicurezza) che deve dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee o che il danno deriva da causa a lui non imputabile. La Cassazione richiama inoltre l’ammissibilità delle presunzioni, richiamando un percorso analogo a quello già tracciato in tema di demansionamento: in materia di lesioni a diritti di rango costituzionale non si può pretendere una prova “chirurgica” che, nella realtà lavorativa, spesso è impossibile.

In questa prospettiva cambia anche il modo di guardare a concetti come stress lavoro-correlato e straining. La Cassazione sottolinea che, se il mobbing è una figura che richiede continuità e unitarietà persecutoria, lo straining può anche configurarsi con un atto isolato e resta comunque riconducibile all’art. 2087. E, soprattutto, evidenzia il legame con il d.lgs. 81/2008: la valutazione dei rischi non riguarda solo macchine e infortuni “fisici”, ma comprende anche i rischi da stress lavoro-correlato. Il diritto, quindi, non considera più lo stress un tema “soggettivo” o “caratteriale”: lo tratta come un rischio organizzativo che l’impresa deve conoscere, valutare e governare.

La Cassazione, in fondo, consegna una linea di lettura che è insieme giuridica e culturale: quando il bene in gioco è la salute e la dignità del lavoratore, non si può fare dipendere tutto dalla presenza di un intento persecutorio unificante. L’intento, la reiterazione e l’intensità possono incidere sul quantum e sulla gravità, ma non possono diventare la condizione per riconoscere o negare qualsiasi tutela. Se c’è una lesione di interessi protetti al massimo livello, il diritto deve reagire. Il risarcimento non è un “premio” per chi dimostra la cattiveria altrui; è una forma di protezione per chi subisce un danno ingiusto nell’esecuzione del rapporto.

Che cosa significa questo, fuori dal palazzo di giustizia? Significa che, per le imprese, la difesa “non era mobbing” non è una cintura di sicurezza. Se l’ambiente di lavoro diventa sistematicamente degradante, se la gestione del personale produce costrittività, ansia, mortificazione, e se da lì nasce un danno alla salute, la responsabilità può emergere anche senza la fotografia del “mobber” e senza il film della persecuzione. Per i sindacati significa che la tutela non va impostata come una battaglia esclusiva sull’etichetta: l’asse portante resta l’art. 2087, cioè la responsabilità datoriale per l’ambiente e l’organizzazione. E per i giudici di merito significa, banalmente, che non è legittimo “scaricare” una domanda solo perché non si è raggiunta la soglia tecnica del mobbing: occorre comunque interrogarsi, con valutazione complessiva, sulla lesività oggettiva delle condotte e sul nesso causale con il danno.

Per questo la Cassazione cassa con rinvio: non per dire “risarcite”, ma per imporre un nuovo giudizio condotto con la lente giusta. La Corte d’Appello dovrà tornare sui fatti e valutarli, non come frammenti che devono combaciare per forza nella figura del mobbing, ma come comportamenti che, singolarmente e insieme, possono integrare una violazione dell’obbligo di protezione ex art. 2087, tanto più in un momento sensibile come la gravidanza. La lezione, alla fine, è semplice e severa: nel lavoro la qualità dell’ambiente non è un fatto etico o relazionale soltanto; è un fatto giuridico. E quando l’ambiente fa male, il diritto non chiede per forza un “persecutore”: chiede se il danno era prevedibile ed evitabile, e se chi aveva l’obbligo di evitarlo lo ha davvero assolto.

Biagio Cartillone

Biagio Cartillone

Biagio Cartillone

Avvocato, Giuslavorista del Foro di Milano - www.biagiocartillone.it

In evidenza

Barberis (Expo Training), formazione strategica per crescita, occupazione e sviluppo

Barberis (Expo Training), formazione strategica per crescita, occupazione e sviluppo

4 Settembre 2026
Ilva, continua occupazione stabilimento di Genova, previsto nuovo corteo

Ex Ilva, partono le prime lettere di licenziamento per 2.500 lavoratori dell’indotto

4 Settembre 2026
Nuovo piano industriale: nessun licenziamento e chiusura

Electrolux, i sindacati proclamano 8 ore di sciopero: “Confermato il piano di esuberi e dismissioni”

4 Settembre 2026
Volkswagen, Ue convoca riunione delle motorizzazioni nazionali

Volkswagen, via libera al piano: 100mila posti di lavoro in meno entro il 2030

4 Settembre 2026
Firmato il nuovo contratto scuola, aumenti da 80 a 110 euro

Scuola, Barbacci (Cisl): assunzioni in ruolo all’80%, ma resta alta la quota di precari

4 Settembre 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi