La giornata iniziata con il sit in di 200 lavoratori del sito dell’ex Alcoa di Portovesme di fronte a Montecitorio, è proseguita con l’incontro di approfondimento, tra i segretari generali Fiom, Fim e Uilm, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De vincenti, e il presidente della Regione Francesco Pigliaru, sulla messa a punto delle misure compatibili con la normativa europea, che consentano di tenere il prezzo dell’energia ai livelli più bassi in Europa, e sulle interlocuzioni in corso con i soggetti interessati all’acquisizione dell’impianto di Portovesme.
I sindacati di categoria e i lavoratori della fabbrica, ferma ormai da 3 anni, tutti in cassa integrazione, pretendon si faccia chiarezza sul futuro dello stabilimento del Sulcis produttore di alluminio e sulla vertenza energetica di carattere europeo, ad esso legato, che, a partire dal gennaio 2012, ha dilatato all’inverosimile i tempi per l’acquisto del sito da parte di acquirenti, stranieri e non.
Il segretario nazionale Uilm, Mario Ghini, al termine dell’incontro, ha spiegato che “il sottosegretario De Vincenti, a nome del Governo”, ha confermato “l’impegno a mantenere la partita Alcoa aperta su tutti i fronti”, e a “non considerare chiusa la vertenza”, aggiornando l’incontro tra le parti al prossimo 7 marzo, alle ore 14, al Mise.
Secondo quanto riportato da Ghini e dal segretario generale Fim Cisl, Marco Bentivogli, il Governo ha informato che sebbene Glencore “non abbia ancora dato la risposta che si attendeva per il 20 gennaio”, il Mise si è messo alla ricerca di un fornitore di energia nazionale che possa definire, con il nuovo acquirente, un “accordo bilaterale di lungo periodo”. Per creare le migliori condizioni all’acquisto dell’Alcoa da parte di Glencore, infatti, facendo ricorso ai primi 2 anni di superinterrompibilità, e ai successivi di interrompibilità semplice, il costo energetico arriverebbe ad essere “tra i più competitivi in Europa”, avvicinandosi al prezzo previsto nel Memorandum of Undetstanding, siglato a novembre del 2014: una media strutturale, per i prossimi 10 anni, inferiore ai 30€/MW.
Il Governo, riportano i sindacalisti, si è impegnato a lavorare per “avere una risposta definitiva” da Glencore “entro il mese di febbraio”, mentre ha sollecitato Alcoa, a seguito del via libera all’accesso in data room, a consentire “i giusti approfondimenti a eventuali nuove disponibilità di acquisto”; in particolare alla visita da parte di Sider Alloys. Pertanto, il Governo ha confermato la sua volontà di
Il Governo ha inoltre ribadito che, su Alcoa, “non sussistono le condizioni né per percorrere la strada del commissario”, ricorrendo alla Legge Marzano, né “il percorso utilizzato per Ilva”.
“Accanto al prezzo dell’energia – conclude Bentivogli -, vanno chiarite al più presto le reali intenzioni di Glencore. I lavoratori dell’indotto sono senza alcun reddito e, a breve, lo saranno anche i lavoratori Alcoa. È inaccettabile che dopo 4 anni di lotta, promesse e illusion,i i lavoratori siano senza prospettive. Vogliamo il Governo tutto in campo per una soluzione positiva, perché si potrà parlare di ripresa solo se cambierà il destino per la provincia più povera d’Italia. Alcuni ragazzi stanno facendo le valigie per emigrare: questa è una sconfitta per tutti. Se perdiamo in questa vertenza, sarà una sconfitta per tutti. Renzi ricordi l’impegno assunto a maggio con i lavoratori per una positiva soluzione”.




























