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Assorgia, passo epocale: sanità integrativa per tutti i dipendenti

Francesca Romana Nesci
Agosto01/ 2013

Il diario del lavoro ha intervistato Paola Assorgia (direzione risorse umane e responsabile delle relazioni industriali in Finmeccanica) sul recente accordo che prevede assistenza sanitaria integrativa per tutti i dipendenti del gruppo, concretizzando di fatto quanto condiviso con i sindacati nell’innovativo protocollo di relazioni industriali siglato ad aprile.

Paola Assorgia, perché è importante questo accordo?
Rappresenta un passo epocale, perché garantisce una copertura sanitaria integrativa a tutti i 43 mila dipendenti del gruppo. Per la prima volta l’assistenza sanitaria viene “centralizzata” invece che lasciata a discrezione dei singoli casi aziendali. Inoltre l’intesa rappresenta una leva per un nuovo modello di relazioni industriali che mette al centro il welfare, da sempre argomento di interesse del gruppo Finmeccanica.

Prima di questo accordo, com’era organizzata la vostra copertura sanitaria?
L’assistenza sanitaria integrativa finora era prevista, a livello centrale, solamente per quadri e dirigenti, mentre vi erano esempi di estensione ai dipendenti a livello di singoli casi aziendali, ma mai era stato firmato un accordo che centralizzasse i contenuti come accade con questa intesa.

Non è un risultato imprevisto, pero’: era definito dal protocollo che avevate firmato ad aprile con i sindacati.
Sì, infatti questo accordo non nasce dal nulla ma è l’evoluzione di un percorso iniziato anni fa e che dopo vari accordi integrativi di secondo livello e un protocollo innovativo per le relazioni industriali del gruppo finalmente oggi trova una sua applicazione specifica e concreta.

Quali saranno i prossimi passi?
Si procederà con una fase di armonizzazione dei trattamenti per tutte quelle aziende che prevedono già nel loro contratto integrativo un’assistenza sanitaria, mentre per quelle che finora non l’hanno mai definita inizierà una fase di negoziazione, sensibile però al discorso dei costi.

Che significa?
Non tutte le aziende possono permettersi di pagare la copertura sanitaria. Per esempio Ansaldo Breda, che in questo momento versa in condizioni critiche, non potrebbe permettersi di aggiungere ulteriori costi. Per cui abbiamo previsto che la copertura sia considerata parte di in un pacchetto complessivo, in cui compariranno anche le voci del premio di risultato e altre voci della parte economica, che dovrà avere una equa ripartizione dei costi tra le parti.

Avete istituito un fondo di assistenza?
No, la modalità di finanziamento è di tipo assicurativo. Ci siamo rivolti a compagnia assicurative che presentavano i giusti requisiti, individuate attraverso una gara.

Francesca Romana Nesci

Francesca Romana Nesci

Ex-redattrice de Il diario del lavoro

Ex-redattrice de Il diario del lavoro