Sono circa 7.000 le lavoratrici e i lavoratori, operanti in regime di appalto in una decina di aziende, che gestiscono la clientela di Enel, Enel X ed E-distribuzione in numerose province italiane: da Torino a Catania, passando per Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo. Migliaia di dipendenti che da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela e che oggi rischiano la continuità occupazionale a causa di bandi di gara che non garantiscono il rispetto del principio di territorialità e la centralità del contratto nazionale di lavoro delle Telecomunicazioni appena rinnovato.
Trasferimenti forzati a centinaia di chilometri, talvolta fuori regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro: sono queste le proposte inaccettabili avanzate dalle aziende subentranti negli appalti delle commesse back-office e quality di Enel. Proposte inaccettabili per i sindacati che per questo hanno proclamato lo sciopero.
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil fanno appello ancora una volta alle istituzioni perché intervengano nei confronti di Enel – che annovera nel proprio azionariato importanti enti pubblici – perché garantisca la piena applicazione della clausola sociale, compreso il mantenimento della territorialità altrimenti – dicono – si tornerà alle stagioni buie del passato quando ogni cambio di appalto nel settore dei call center generava licenziamenti e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Contro il ritorno a un liberismo sfrenato e per il rispetto delle norme di legge e del contratto nazionale i lavoratori sciopereranno e terranno presidi davanti alle sedi Enel e presso le istituzioni, nei territori coinvolti. Le segreterie nazionali di Slc, Fistel e Uilcom saranno in presidio simbolico dalle 9.30 in Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel.

























