Trasformare i magneti contenuti nei rifiuti elettronici in nuove risorse strategiche per l’industria europea, riducendo l’impatto ambientale e la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche. È la sfida di RarEarth, startup innovativa deep tech che si aggiudica il 20° Italian Master Startup Award (IMSA).
Il premio è promosso dalla rete PNICube e organizzato in collaborazione con I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, con il patrocinio di Mimit, Mef, Maeci, Ambasciata di Francia, Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) e Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.
Per la prima volta, accanto al premio assoluto, sono stati assegnati tre premi speciali in denaro, uno per ciascuna categoria d’innovazione: Small Pixels per l’Ict, FieldRobotics per l’Industrial e Lemons in the Room per le Life Sciences-MedTech.
L’IMSA punta a far emergere e valorizzare le imprese nate dalla ricerca che hanno già dimostrato la capacità di generare impatto economico e sociale, creando nuove opportunità di investimento e favorendo l’incontro tra innovazione, investitori, industria e mercato. È l’unica competizione nazionale che premia le performance di mercato delle giovani imprese ad alto contenuto di conoscenza provenienti dal sistema della ricerca scientifica delle università e degli enti pubblici di ricerca appartenenti al network PNICube, ad almeno due anni dalla costituzione.
«IMSA conferma che la ricerca italiana è capace di generare startup deep tech di alta qualità. La missione di PNICube è accompagnarle oltre la fase di avvio, creando le condizioni perché possano crescere, attrarre investimenti e competere sui mercati internazionali, generando impatto per la società», afferma Paola Paniccia, presidente di PNICube e delegata allo Sviluppo di imprese, start-up e spin-off dell’Università di Roma Tor Vergata.
«Le soluzioni all’avanguardia presentate durante l’Italian Master Startup Award 2026 dimostrano ancora una volta il valore concreto del trasferimento tecnologico», commenta Giuseppe Scellato, presidente di I3P. «Siamo particolarmente orgogliosi del premio conferito a RarEarth, startup innovativa supportata dall’Incubatore del Politecnico di Torino. Nel percorso di crescita seguito in questi anni, il progetto si è già distinto in molte occasioni per impatto, sostenibilità e potenziale economico, e la conquista dell’IMSA 2026 costituisce una nuova conferma di rilievo».
Le startup premiate sono state selezionate tra le 19 finaliste in gara. Il premio assoluto prevede un riconoscimento in denaro di 10mila euro, cofinanziato da PNICube e I3P. Le imprese possono inoltre beneficiare di opportunità di sviluppo e visibilità grazie alle collaborazioni con Invitalia, OSIF (Osservatorio scientifico imprese femminili dell’Università di Roma Tor Vergata), Fondazione Marisa Bellisario, Business France, Institut français, GammaDonna e Social Innovation Monitor.
«Le startup innovative non hanno bisogno soltanto di capitali. Hanno bisogno di imprese con cui sviluppare e validare le proprie soluzioni, di filiere in cui crescere e di mercati da raggiungere. La sfida è costruire un ecosistema stabile tra ricerca e industria, perché sempre più tecnologie nate nelle università possano trasformarsi in nuove imprese, occupazione qualificata e capacità produttiva per il Paese», commenta Riccardo Di Stefano, vicepresidente per l’Education e l’Open Innovation di Confindustria.



























