“L’incontro di oggi organizzato dal Sindaco di Novi Ligure e dalla Regione Piemonte, che ha visto l’allargamento alla Liguria e al sindaco di Genova è stata un’occasione importante, dopo una settimana di lotta dei lavoratori ex Ilva di tutti gli stabilimenti, per ribadire ed affrontare il fatto che la cassa integrazione non può essere l’unica soluzione per i lavoratori”. Lo dichiarano in una nota congiunta Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil e Lino Malerba, segretario generale Fiom-Cgil Piemonte
“I lavoratori chiedono di lavorare e rimanere siderurgici. Già dall’insediamento dei commissari chiedevamo al Governo che le verticalizzazioni, le lavorazioni a freddo di tutti gli stabilimenti fossero alimentate e messe nelle condizioni di produrre. Ora che l’area a caldo di Taranto è sotto giudizio, alimentare le verticalizzazioni è l’unica strada per tenere le persone al lavoro e garantire la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti”.
“L’incontro di oggi è servito alla Fiom per ribadire questo fatto che per noi è la verità. Servono più risorse per comprare in fase le bramme e i coils e per fare le manutenzioni necessarie. Così si garantiscono le produzioni di Taranto, Genova e Novi Ligure e così si può rimettere in produzione Racconigi fermo da oltre un anno e gli altri stabilimenti più piccoli. Se il Governo vuole garantire questa transizione come chiediamo da tempo con il documento unitario, Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex-Ilva, occorre necessariamente prevedere che i progetti di decarbonizzazione vengano messi in cantiere per garantire una prospettiva occupazionale e ambientale ma anche di sovranità industriale. A questo serve l’intervento pubblico”.
“Abbiamo chiesto – conclude la nota – con forza alle Istituzioni di farsi carico anche della condizione materiale delle persone, che non dovranno avere contraccolpi salariali ed occupazionali. E’ necessario garantire l’integrazione salariale e che il pagamento diretto dell’Inps per quanto riguarda la cassa non pregiudichi ulteriormente la condizione delle persone. Abbiamo ribadito che il Governo, come ieri al Ministero del Lavoro, debba rispondere alle richieste di tutele straordinarie per i lavoratori. Pure i lavoratori dell’indotto ex Ilva di tutti gli stabilimenti debbono trovare le medesime tutele. L’incontro di oggi e le intese raggiunte dovranno essere utili per l’incontro a Palazzo Chigi del 27 ottobre”.
























