• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
giovedì, 1 Gennaio 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Arriva la proposta di legge Pd sul salario minimo

    Salario minimo: la Consulta non entra nel merito. La questione resta confinata agli appalti pubblici

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La contrattazione che vogliamo, le linee guida proposte dalla Filctem

    Colpo di freno della Cassazione: le aziende non possono sostituire il CCNL a piacimento

    Istat, dal Senato via libera a Blangiardo nuovo presidente

    L’ottimismo dell’Istat vs lo scetticismo della realtà

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il richiamo della foresta di Giorgia

    Dalle banche alla cultura, fino alla Rai, la strategia della destra è assicurarsi tutta la posta

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Sindacati, mobilitazione dei lavoratori della vigilanza privata

    Pegaso Security Spa, proclamato un nuovo stato di agitazione. I sindacati: storia di una gestione rovinosa, nessuna certezza sulle retribuzioni

    La filastrocca di Hal

    Formazione e Intelligenza Artificiale, il Rapporto di European Schoolnet

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

    Natuzzi, dietrofront sull’accordo del 2013, a rischio 1.300 lavoratori

    Natuzzi, Mimit: presentato il Piano di rilancio. Sindacati: inaccettabili 479 esuberi dopo 24 anni di ammortizzatori

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il Report della Cgil Roma e Lazio sui rapporti di lavoro nella Regione – Dicembre 2025

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo degli idraulico forestali e idraulico agricoli

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo dei servizi ambientali

    Intesa Sanpaolo, raggiunto l’accordo: premi da 1.150 a 2.950 euro per i 70.000 lavoratori

    Intesa Sanpaolo-sindacati, firmato l’accordo sul contratto di secondo livello

    Trasporto ferroviario merci, Fit-Cisl:”firmato il rinnovo del contratto aziendale di Medway”

    Trasporto ferroviario merci, Fit-Cisl:”firmato il rinnovo del contratto aziendale di Medway”

    Unindustria sigla convenzione con Federturismo su welfare aziendale

    Turismo, Manageritalia e Federalberghi rinnovano il Ccnl Dirigenti

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Arriva la proposta di legge Pd sul salario minimo

    Salario minimo: la Consulta non entra nel merito. La questione resta confinata agli appalti pubblici

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La minaccia di Trump e i nemici in casa. L’Europa è davvero (quasi) spacciata

    La contrattazione che vogliamo, le linee guida proposte dalla Filctem

    Colpo di freno della Cassazione: le aziende non possono sostituire il CCNL a piacimento

    Istat, dal Senato via libera a Blangiardo nuovo presidente

    L’ottimismo dell’Istat vs lo scetticismo della realtà

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il richiamo della foresta di Giorgia

    Dalle banche alla cultura, fino alla Rai, la strategia della destra è assicurarsi tutta la posta

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Sindacati, mobilitazione dei lavoratori della vigilanza privata

    Pegaso Security Spa, proclamato un nuovo stato di agitazione. I sindacati: storia di una gestione rovinosa, nessuna certezza sulle retribuzioni

    La filastrocca di Hal

    Formazione e Intelligenza Artificiale, il Rapporto di European Schoolnet

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    Snaidero, la Regione Fvg convoca per il 9 gennaio il tavolo di crisi

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    L’anno nero della moda, tra crisi, trasformazioni e magistratura

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

    Whoolrich, sindacati: stato di agitazione contro i licenziamenti mascherati

    Natuzzi, dietrofront sull’accordo del 2013, a rischio 1.300 lavoratori

    Natuzzi, Mimit: presentato il Piano di rilancio. Sindacati: inaccettabili 479 esuberi dopo 24 anni di ammortizzatori

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Il Report della Cgil Roma e Lazio sui rapporti di lavoro nella Regione – Dicembre 2025

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo degli idraulico forestali e idraulico agricoli

    Il testo del rinnovo del contratto collettivo dei servizi ambientali

    Intesa Sanpaolo, raggiunto l’accordo: premi da 1.150 a 2.950 euro per i 70.000 lavoratori

    Intesa Sanpaolo-sindacati, firmato l’accordo sul contratto di secondo livello

    Trasporto ferroviario merci, Fit-Cisl:”firmato il rinnovo del contratto aziendale di Medway”

    Trasporto ferroviario merci, Fit-Cisl:”firmato il rinnovo del contratto aziendale di Medway”

    Unindustria sigla convenzione con Federturismo su welfare aziendale

    Turismo, Manageritalia e Federalberghi rinnovano il Ccnl Dirigenti

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Verso la piena sottoccupazione, a cura di Raffaele Brancati e Carlo Carboni. Editore Donzelli

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp, a cura di Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    La Cina ha già vinto, di Alessandro Aresu. Feltrinelli Editore

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne), di Alberto Saravalle e Carlo Stagnaro

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, e la fine di un grande gruppo industriale, di Luciano Segreto, Feltrinelli

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

    L’umanità di domani. Dieci numeri per comprendere il nostro futuro, di Paul Morland

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - La nota - Il “monstrum” della contrattazione decentrata: innovazione o deregolazione?

Il “monstrum” della contrattazione decentrata: innovazione o deregolazione?

10 Luglio 2017
in La nota

Valutare e capire il ruolo e i trend futuri che la contrattazione decentrata sta assumendo, negli ultimi anni, in Italia e in altri paesi europei. È stato questo il filo conduttore che ha guidato la conferenza finale del progetto DECOBA sulla contrattazione decentrata, promossa dalla Cgil e dalla  Fondazione Giuseppe di Vittorio, che si è svolta lo scorso 7 luglio, alla quale hanno partecipato studiosi, italiani e stranieri, di relazioni industriali.

La crescente attenzione verso la contrattazione decentrata si deve alla spazio sempre più ampio che questa sta acquistando, non solo nel dibattito accademico, ma anche all’interno delle prassi delle relazioni industriali, sopratutto in seguito alle recenti disposizioni normative, che premiano questo istituto, se svolto con determinate modalità, con forti sgravi contributivi.

Il sistema di relazioni industriali italiano vede ancora una preminenza del contratto nazionale rispetto alla negoziazione decentrata. Il primo, infatti, ha il compito di guidare, dal punto di vista dei contenuti e delle modalità, i contratti stipulati al livello territoriale o aziendale, e, molto spesso, offre un argine contro quegli accordi di prossimità che potrebbero derogare in peius, rispetto alla condizioni presenti nel CCNL. Si tratta dunque di comprendere con quali modalità potrebbe attuarsi una possibile fuga della contrattazione decentrata dal contratto collettivo, e questo quali conseguenze potrebbe innescare.

Prima di tutto bisogna capire che cosa si intende quando si parla di contrattazione decentrata. Come ha sottolineato, nel suo intervento, Salvo Leonardi, della Fondazione di Vittorio, il decentramento può avvenire in modo, diciamo così, “centralizzato”, quando i margini di manovra della negoziazione di prossimità sono molto limitati; o in modo flessibile, quando la contrattazione decentrata assume un ruolo proattivo nel determinare nuove condizioni lavorative; o infine disorganizzato, quando la contrattazione di secondo livello acquisisce un primato su quella di primo livello, e le negoziazioni si svolgono in modo autonomo e dipendente rispetto alle linee guida dettate dai contratti collettivi o settoriali.

Non è facile individuare, in modo unico e netto, quale, tra queste tre forme di decentramento, sia predominante nel sistema italiano. Difficoltà dovuta anche ad un sistema produttivo estremamente frastagliato e frammentato. Nella piccola impresa la contrattazione decentrata si realizza, per lo più, come contrattazione territoriale. La presenza sindacale è infatti minima o addirittura assente, e questo rende difficile il decollo di qualsiasi negoziazione. Inoltre, mancano le risorse necessarie e la capacità per fare massa critica. Infine, la contrattazione decentrata può essere vista, dalle piccole realtà produttive, come fonte di concorrenza sleale, in quanto, le compagnie più grandi che riescono ad attuarla, possono ottenere delle condizioni più favorevoli, come un riduzione del costo del lavoro attraverso una compressione del salario, che le pmi non riescono a negoziare.

Dunque, se pensiamo alla contrattazione decentrata come ad una strategia di “exit”, bisogna fare prima di tutto dei distinguo. Per le piccole imprese, per le ragioni sopra elencate, il contratto nazionale rappresenta ancora uno strumento guida, e un argine contro possibile forme di concorrenza sleale. Al tempo stesso, per le aziende più strutturate, la contrattazione di prossimità può diventare l’occasione per svincolarsi dai lacci del contratto collettivo nazionale.

I timori principali, legati alla contrattazione decentrata, non solo investono la sua natura deregolativa e di “grimaldello” delle relazioni industriali, ma, soprattutto, la possibilità che essa divenga la via principale per un’azione al ribasso degli istituti delle contrattazione, in particolare modo della retribuzione. Nel sistema italiano manca, a differenza di altre realtà europee, un salario minimo garantito per legge. In virtù di ciò, potrebbero innescarsi dei meccanismi per i quali si arrivi, al livello aziendale, alla stipula di contratti “pirata”, sottoscritti da associazioni sindacali poco rappresentative, che svolgono un’azione di “dumping” nei confronti degli altri contratti. Oppure le imprese potrebbero usare la contrattazione decentrata per derogare, in peggio, alcuni istituti contrattuali, come la contribuzione. In questo modo si andrebbe a creare un “precedente”, che diverrebbe una sorta di “cavallo di Troia” all’interno di un determinato settore e non solo. Dall’altro canto la diffusione della contrattazione decentrata potrebbe essere foriera di un incremento e di un aggravamento delle diseguaglianze tra settori economici e lavoratori.

Il welfare aziendale è stato protagonista, in questi anni, di un’impetuosa diffusione, grazie anche agli sgravi fiscali contenuti nelle due ultime leggi di stabilità, eleggendo la contrattazione decentrata a “strada maestra” delle sua diffusione. La volontà di introdurre misure di welfare, da parte di imprese e lavoratori, è stata, per le prime, un modo sia per operare una moderazione salariale sia accrescere il benessere interno, e per i secondi un modo per accedere a determinate servizi e forme di protezione che il pubblico non sembra essere più in grado di garantire. Tutto questo, tuttavia, può essere foriero di ulteriori squilibri sociali, poiché il welfare, introdotto tramite la contrattazione decentrata, non interessa allo stesso modo tutti i lavoratori di tutti i settori. In questo senso, la negoziazione di prossimità può diversificare i gradi di tutela dei lavoratori, ampliando la forbice tra i diversi segmenti della forza lavoro. Così avremo una parte di esse che potrà godere di numerose tutele, e un’altra molto meno tutelata.

Ma nel delineare lo stato dell’arte della contrattazione decentrata, gli interventi di Mimmo Carrieri, docente di Sociologia Economia a La Sapienza di Roma, e Bruno Caruso, professore di Diritto del Lavoro a Catania, hanno posto, tuttavia, l’attenzione anche al ruolo innovatore che la negoziazione di prossimità può avere. Attraverso quest’ultima, infatti, è possibile dar vita a profondi processi riorganizzativi all’interno del contesto aziendale, e la spinta degli ultimi governi di spostare il fulcro delle relazioni industriali dal livello nazionale a quello territoriale o d’impresa, rappresenta la volontà di incentivare prassi capaci di realizzare un aumento significativo delle performance e della produttività.

La contrattazione decentrata può dunque essere l’espressione di una vera innovazione sociale, nel momento in cui contribuisce al miglioramento delle condizione della forza lavoro, in seguito all’introduzione di tutta una serie di best practices. Un miglioramento non solo materiale, ma capace di investire la vita del lavoratore e delle sua famiglia in una prospettiva molto più ampia. Basti pensare a tutte le pratiche pensate per la conciliazione dei tempi lavorativi e privati, o quegli istituti di welfare rivolti non solo ai dipendenti, ma anche ai loro familiari. 

Inoltre, se la negoziazione di prossimità può essere vista come una sorta di “grimaldello” nei confronti della contrattazione nazionale e del contratto collettivo, contestualmente questi due elementi hanno e stanno dimostrando una notevole “resilienza”, intesa come capacità di assorbire gli urti della contrattazione decentrata e, al tempo stesso, adattarsi ai cambiamenti in atto. Naturalmente questa attitudine deve essere misurata in relazione ad alcune variabili. Roberto Pedersini, docente di Sociologia dei Processi Economici del Lavoro, individua, sulla base delle letteratura, queste variabili nel grado di istituzionalizzazione del sistema di relazioni industriali, nella capacità di voice dei sindacati e nel potere di exit da parte delle imprese, e nella loyalty delle parti sociali nei confronti del sistema.

Le relazioni industriali italiane stanno assistendo ad un decentramento che potremmo definire fittizio, poiché se si parla molto di incentivare la contrattazione di prossimità, questa stenta ancora a decollare in modo significativo. Non sono mancanti tuttavia esempi – caso più noto è l’uscita delle dell’allora Fiat da Confindustria- nei quali l’abbandono delle rappresentanze sindacali è stata occasione per le imprese di attuare una contrattazione sciolta dai vincoli del sistema.

Accanto a queste riflessioni di carattere più generale, uno sguardo d’insieme, quantitativo e qualitativo, sullo stato dell’arte della contratta decentrata, è stata fornito, nel corso della conferenza, dai dati raccolti dall’Ocsel, l’osservatorio sulla contrattazione di secondo livello della Cisl, presentati da Sergio Spiller, responsabile del dipartimento della contrattazione. Su 2.094 contratti analizzati tra il 2015 e il 2016, 2.003 sono stati stipulati al livello aziendale, 89 territoriali e 2 al livello di settore.

Un dato significativo è il cambio di rotta che la contrattazione decentrata ha assunto durante questi anni. Se durante il periodo più duro della recessione economica, la negoziazione di prossimità è stata di natura difensiva e concessiva, cioè utilizzata soprattutto dalla parte datoriale per operare un contenimento del costo del lavoro attraverso una compressione del salario, si assiste, ultimamente, a diverse dinamiche. Una prova risiede nel fatto che se nel 2013-14 l’istituto maggiormente contrattato riguardava tutte quelle misure volte a contrastare la crisi, con il 62%, tra il 2015 e il 2016 la contrattazione salaria ha visto una crescita impetuosa, attestandosi al 43%. Una voce che fa segnare un aumento costante nelle dinamiche contrattuali è il welfare aziendale, passato dal 10% nel 2013-14, al 20% del 2015-16.

Sempre negli ultimi due anni, è stato registrato un balzo della contrattazione decentrata non solo nel comparto manifatturiero o metalmeccanico, dove tradizionalmente era già ben radicata, ma anche nel commercio, con un incremento del 19%, segno che la negoziazione territoriale o aziendale sta diventando una pratica sempre più diffusa in un numero più ampio di settori economici.

Infine, i dati fotografano ancora una situazione estremamente disomogenea in tutto il paese, con il Nord che, da solo, raccogliere quasi la meta di tutta la contrattazione decentrata, mentre nel Sud e nelle Isole è presente con una percentuale estremamente bassa, pari al 6%.

Quello che emerge dunque è un quadro variegato e complesso, dove la spinta al decentramento presenta ancora segnali contraddittori. Se infatti, da una parte, sono sempre di più gli strumenti, sia legislativi sia finanziari, pensati per incentivarne la diffusione, dall’altra è un istituto che stenta ancora a decollare, anche per profonde disomogeneità che attraversano il tessuto produttivo italiano. Resta infine da capire la natura di questo “Giano bifronte” che è la contrattazione decentrata. Può costituire infatti la molla per una profonda innovazione della realtà produttiva, oppure rivelarsi portatrice di (ulteriori) diseguaglianze del mercato del lavoro.

 

Tommaso Nutarelli

redazione

redazione

In evidenza

Caruso (Fp-Cida), l’80% dei dirigenti pubblici ha più di 50 anni. Stipendi più alti, maggiore welfare e rinnovi celeri per attrarre i giovani

Manovra, Fp-Cida: salvaguarda i conti dello stato, ma su pensioni e Tfs/Tfr registriamo passi indietro

30 Dicembre 2025
Recapitata lettera Ue, governo risponderà entro domani

Pnrr, erogata l’ottava rata da 12,8 mld. Cisl: ora accelerare su capacità di spesa

30 Dicembre 2025
Confcommercio, il dumping contrattuale ruba oltre un miliardo di salario ai lavoratori e toglie alla casse pubbliche 553 milioni di euro

Manovra, Confcommercio: bene alcune misure ma serviva più coraggio

30 Dicembre 2025
Congresso Cisl, l’ultimatum di Fumarola a Governo e Cgil-Uil: subito il Patto, chi non ci sta si autoesclude. E a Landini: “usurante passare da un’eroica sconfitta all’altra”

Cisl, giudizio articolato per una manovra costruita in un contesto di vincoli europei e crescita debole

30 Dicembre 2025
Federvini, costi di produzione e guerra minano la ripresa

Vini dealcolati, arriva il decreto dal ministero. Per le associazioni di categoria “un passo avanti importante”

30 Dicembre 2025
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi