La Webtv della Uil, il primo esperimento di questo genere nel mondo sindacale italiano, ha compiuto tre anni.
Antonio Passaro, direttore responsabile, mi può tratteggiare un bilancio della vostra attività?
La tv è nata il 5 marzo del 2008, da una idea mia e di Antonio Messia, e è stata inaugurata lo stesso giorno in cui abbiamo festeggiato i cinquantotto anni della Uil. La tv mette insieme diversi saperi in ambito sindacale e si muove su vari canali informativi. Vi è una rassegna stampa e un telegiornale che si occupa strettamente di notizie sindacali che può durare dai 2 ai 7 minuti a seconda delle notizie della giornata. Vengono seguite vertenze e intervistati i segretari, si parla di tutto quello che può interessare i nostri i iscritti e le categorie. Molto spesso le nostre notizie non sono seguite da grandi media o riguardano eventi interessanti per la nostra organizzazione. Quindi la tv è un mezzo di comunicazione per diffondere le nostre attività agli iscritti e ai sindacalisti.
Quali altre sezioni avete?
Vi è un programma chiamato “attualità”, dove sono riportate integralmente conferenze ed eventi. In alcuni casi vi sono anche approfondimenti. Vi è poi una sezione chiamata “tribù”, un contenitore sociale dove si analizzano film, piéce teatrali, fenomeni culturali legati al mondo del lavoro e dove si parla anche di viaggi. L’idea di parlare non solo di questioni sindacali, ma di analizzare anche i fenomeni culturali è nata per avvicinare al mondo del sindacato anche quelle persone che normalmente non hanno contatti con esso. Una delle categorie a cui guardiamo con maggior interesse sono i giovani.
In questo ambito avete lanciato il vostro primo documentario
Sì, si tratta di un documentario dedicato al Teatro Cafè La Mama, storico teatro “off off Broadway” creato da Elle Stewart a New York.
La tv si occupa anche del patronato e del caf?
Sì, vi sono due sezioni dedicate a loro.
Come funziona la dialettica tra la tv e la confederazione e le categorie?
Vi è un rapporto di osmosi, i sindacalisti ci segnalano gli eventi che organizzano o le vertenze in cui sono coinvolti. Inoltre ci guardano per tenersi informati sulle notizie riguardanti la Uil.
Gli iscritti si mettono in contatto con voi?
Sì ci scrivono email per chiedere approfondimenti, per segnalarci notizie.
Luca Fortis

























