Leroy Merlin, pochi giorni prima di Natale, ha licenziato una lavoratrice per assenze dovute a malattia, tutte regolarmente certificate. E non si tratta dell’unico caso: due lavoratrici allontanate per motivi di salute, in un periodo di estrema fragilità personale e sociale”.
La denuncia è del sindacato Uiltucs Campania che poi sottolinea: “L’azienda non può permettersi azioni così in contrasto con i valori che dichiara di sostenere. Licenziare una persona malata non è solo un atto ingiusto: è una violenza verso il diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione e dalla legge. La malattia non è una scelta. Non può e non deve essere trasformata in una colpa. Eppure Leroy Merlin ha scelto di mandare un messaggio chiaro: se ti ammali, rischi il posto di lavoro”.
Il “vero volto” di Leroy Merlin “non è quello degli slogan o delle campagne pubblicitarie. È quello che emerge quando dovrebbe dimostrare vicinanza e supporto: un’azienda che, davanti alla difficoltà, preferisce fare ‘pulizia’ invece di tutelare chi ha bisogno di sostegno”. Così afferma in una nota il sindacato Uiltucs. “La credibilità di un’impresa non si misura dalle parole, ma dai comportamenti concreti. E in questo caso Leroy Merlin si mostra molto distante dal rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori”.
Per tutto questo Uiltucs Campania scende in campo. Sabato 10 gennaio al punto vendita Leroy Merlin di Giugliano, all’interno del Centro Commerciale Auchan (Giugliano in Campania), i lavoratori incrocieranno le braccia e sarà sciopero. “È prevista una mobilitazione dalle 8 alle 13, per dare voce a chi voce non ha più, per difendere diritti che non possono essere negoziabili”, si aggiunge.
Uiltucs chiede a Leroy Merlin di “chiarire pubblicamente le ragioni di queste scelte, ripristinare il rispetto per i diritti fondamentali dei dipendenti, dimostrare con i fatti la responsabilità sociale che tanto rivendica”. Perché “i lavoratori non sono numeri. E non possono essere trattati come tali”. Ed in attesa “di un’azione correttiva, esprimiamo piena solidarietà alle lavoratrici licenziate e a tutte le persone che ogni giorno affrontano situazioni simili sul posto di lavoro”. Perché “la salute non si licenzia. I diritti non vanno in saldo”.

























