• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
venerdì, 9 Ottobre 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Dolo o colpa grave, il licenziamento tiene

    L’autunno difficile di Meloni, con Elly nel ruolo di salvagente

    Casa, scuola e sanità decideranno le prossime elezioni. E Giorgia Meloni rischia l’effetto Biden

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Electrolux annuncia la chiusura di Cerreto D’Esi e 1.700 esuberi. I sindacati proclamano stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero, tavolo al Mimit il 25 maggio

    Electrolux, sindacati: il numero di esuberi resta troppo elevato

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Pnrr, Alleanza Cooperative: colmare i gap infrastrutturali e di sostenibilità

    Infrastrutture, tra necessità di fare squadra e il bisogno di risorse per il post Pnrr: a Bari la due giorni della Filt-Cgil

    Vertenza Pfizer, i sindacati chiedono il ritiro immediato della procedura di licenziamento. Prossimo incontro al Mimit il 24 settembre

    Pfizer, confermati i 330 licenziamenti a Catania

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    L’indagine Bankitalia sulle aspettative di inflazione e crescita – III trimestre 2026

    Il report Istat sulle spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025

    Fermo biologico pesca, sindacati: governo intervenga per sostegno al reddito

    Pesca, riparte il confronto sul rinnovo del contratto imbarcati su natanti cooperative

    Dalle regioni oltre 1miliardo per la sanità, la trattativa si sblocca

    Sottoscritta la preintesa per il contratto dell’Area Sanità 2025-2027: aumenti medi fino a 560 euro

    Il Misery Index della Confcommercio – Settembre 2026

    Fim-Cisl, report sulla produzione di Stellantis III trimestre 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Dolo o colpa grave, il licenziamento tiene

    L’autunno difficile di Meloni, con Elly nel ruolo di salvagente

    Casa, scuola e sanità decideranno le prossime elezioni. E Giorgia Meloni rischia l’effetto Biden

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    Elly Schlein torna alle origini, “solo con il radicalismo si vince”. Archiviato il Pd della cultura di governo. Le contromosse dei moderati e il tema della…durabilità

    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

    Electrolux annuncia la chiusura di Cerreto D’Esi e 1.700 esuberi. I sindacati proclamano stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero, tavolo al Mimit il 25 maggio

    Electrolux, sindacati: il numero di esuberi resta troppo elevato

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

    Pnrr, Alleanza Cooperative: colmare i gap infrastrutturali e di sostenibilità

    Infrastrutture, tra necessità di fare squadra e il bisogno di risorse per il post Pnrr: a Bari la due giorni della Filt-Cgil

    Vertenza Pfizer, i sindacati chiedono il ritiro immediato della procedura di licenziamento. Prossimo incontro al Mimit il 24 settembre

    Pfizer, confermati i 330 licenziamenti a Catania

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

    Stellantis, è ripresina, ma restano le incertezze sul futuro. La conferenza stampa della Fim Cisl a Torino

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    L’indagine Bankitalia sulle aspettative di inflazione e crescita – III trimestre 2026

    Il report Istat sulle spese per i consumi delle famiglie – Anno 2025

    Fermo biologico pesca, sindacati: governo intervenga per sostegno al reddito

    Pesca, riparte il confronto sul rinnovo del contratto imbarcati su natanti cooperative

    Dalle regioni oltre 1miliardo per la sanità, la trattativa si sblocca

    Sottoscritta la preintesa per il contratto dell’Area Sanità 2025-2027: aumenti medi fino a 560 euro

    Il Misery Index della Confcommercio – Settembre 2026

    Fim-Cisl, report sulla produzione di Stellantis III trimestre 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Come se ne esce. Il mondo dopo Donald Trump, di Francesco Costa, editore Mondadori

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - L’immagine e la sostanza, gli equivoci e i rischi

L’immagine e la sostanza, gli equivoci e i rischi

6 Marzo 2006
in Analisi

di Pier Paolo Baretta – segretario confederale Cisl

L’operazione politica tentata a Rimini, quella di un’ipoteca della Cgil su un prossimo governo Prodi, non è pienamente riuscita. L’unanimismo interno, simbolizzato dall’elezione senza contrasti di Epifani, non è senza tensioni, e non solo a sinistra. La componente riformista ha rimarcato la esigenza di una maggiore novità nelle posizioni della Cgil. Anche all’esterno i commenti rilevano come lo schiacciamento della Cgil sul centro sinistra non risolva il rapporto tra il governo futuro ed il sociale. Non mi riferisco ai commenti  strumentali o del campo avverso, ma a quelli, autorevoli, che si sono levati nel sindacato e nello stesso schieramento progressista. Ma, soprattutto, a rendere incompiuto questo ordito ci ha pensato, a ben vedere, lo stesso Prodi. Incassati, ovviamente, gli applausi e certificati i facili consensi, il candidato premier nel suo interessante intervento, ha ribadito che pur in costanza di concertazione, opportunamente riconfermata, la politica deve mantenere un profilo autonomo nelle decisioni. Nel merito, inoltre, ha ribadito l’impianto riformatore di molte parti del programma, senza cedere alle lusinghe dei massimalisti. Certo, noi ricordiamo come e perché il governo Prodi cadde nel 1998 e consideriamo queste affermazioni più un impegno per sé e non solo un messaggio alla Cgil. Ma il messaggio c’è.

Dunque, a Rimini da questo punto di vista c’è stata più immagine che sostanza. Ma l’immagine conta e non va sottovalutata: il rischio c’è tutto e va ribadito che il solo aver paventato, al di là della possibile praticabilità, l’idea di un sindacato di governo è un errore teorico e politico non marginale. Così come lo fu, ai tempi del patto per l’Italia, l’idea del sindacato di opposizione. Fatica ad affermarsi nel panorama culturale italiano l’idea che al bipolarismo politico non corrisponda un conseguente bipolarismo sociale. La Cgil, con il suo congresso, ha gravemente alimentato questo equivoco. Ma, la complessità delle dinamiche politiche, la rapidità dei cambiamenti economici e sociali in atto, il bisogno contemporaneo di modernità e di equità, di efficienza e di uguaglianza, sono tali che non sarà possibile operare, per la società, una reductio a…due. Una visione per la quale le istanze della società (gli imprenditori, i sindacati, le professioni, i consumatori, i cattolici….) debbano essere assegnate all’uno o all’altro schieramento finisce per ridurne le potenzialità di rappresentanza e di incisività. Ciò che serve, al contrario, è proprio una dialettica sociale trasparente e libera. Il sindacato, come gli altri stakeholders, rappresenta valori ed interessi per milioni di persone che chiedono di essere promosse e tutelate in qualsiasi scenario politico, fosse anche quello che loro stesse hanno votato: non distinguere tra il voto dei singoli e la rappresentanza collettiva delle organizzazioni sociali è autolesionista. Se è legittimo per ogni cittadino, militante o dirigente, tifare per un risultato politico in questo o quello schieramento, non è legittimo che sia il sindacato nella sua formalità, utilizzando la propria sigla, a schierarsi e fare campagna elettorale. Certo essere autonomi non vuol dire essere indifferenti, agnostici. La Cisl, in questi ultimi tempi, ha dato un giudizio nettamente negativo sulla legislatura che si sta concludendo, non siamo stati neutrali. Ma questo non ha voluto dire appartenere ad una parte politica, e non lo vorrà dire in futuro.


Non avvertire che l’autonomia è una ricchezza per la stessa politica, per la stessa governabilità produrrà effetti non positivi. Epifani, nella sua replica, ha fatto di tutto per spiegare che quanto è avvenuto a Rimini è diverso da quanto era accaduto a Parma con l’abbraccio tra Berlusconi e D’Amato. La diversità sta nei contenuti e nello schieramento, ma la modalità, purtroppo, è la stessa. Gli esiti di quella scelta furono la spaccatura sociale che ben ricordiamo. Ma se i problemi del Paese sono proprio quelli, gravi, che denunciamo, serve tutt’altro che una spaccatura ideologica o di schieramento. Serve un Paese unito ed il sindacato ha, in questa logica, un ruolo insostituibile. Il sindacato deve contribuire, per il peso che ha, ad unificare, a lottare se serve, ma deve tendere, in qualsiasi scenario politico, con qualsiasi controparte, a produrre intese, accordi, distribuire risultati.


L’attenzione ai contenuti, quindi, deve essere prevalente alle logiche di schieramento. Ed è in quest’ottica che, paradossalmente, la vera risposta ad Epifani l’ha data, probabilmente del tutto involontariamente, Mario Draghi. Il neo Governatore, pur con una impietosa analisi sulla situazione economica, ha parlato della non “ineluttabilità” del declino. L’accento di Draghi alle potenzialità dell’Italia, ad uno sviluppo ancora possibile, non assomiglia per nulla all’ottimismo propagandistico di Berlusconi, ma nemmeno al catastrofismo di chi diffonde, in buona o cattiva fede, un’idea solo negativa del nostro Paese. L’analisi di Epifani è lucida, spietata, e si ritrova in molte parti nelle nostre stesse preoccupazioni e nei ragionamenti, anche di questi ultimi giorni, di Montezemolo e dello stesso Draghi. Ma è lo spirito, prima ancora della ricetta, il problema. La fiducia del Paese in se stesso, la voglia di intraprendere, la modernizzazione dello Stato, dell’economia e della finanza, la riorganizzazione del welfare, la ricerca di una diffusa giustizia sociale, necessitano di un clima propositivo, partecipativo, solidarista e non antagonista.


La sostanziale assenza nella relazione di Epifani di una analisi di fondo sul capitalismo produttivo e finanziario e sulla sua necessaria evoluzione – ovvero della democrazia economica come ineludibile sviluppo della democrazia politica – fa discendere una visione statica dei rapporti sindacali, marginale alle dinamiche politiche e, tutto sommato, incapace di operare in proprio una vera redistribuzione del reddito, dell’uguaglianza, delle opportunità. La proposta del patto fiscale come il cardine del programma dei prossimi anni non nasconde questo pessimismo sulle potenzialità autonome della negoziazione di intervenire nelle dinamiche economiche. In quest’ottica è chiaro perché diventa centrale per la Cgil la difesa, tutta politica, del contratto nazionale e la contrapposizione ad una riforma del modello contrattuale, vista come un rischio, un varco alla tenuta della unità…politica (in senso lato) della rappresentanza sindacale.


Ma non è così. La crescita e lo sviluppo deriveranno non soltanto dalle dinamiche politiche o dalla evoluzione del quadro di governo. Come in ogni periodo di pesante crisi, il miglior modo per favorire la ripresa è, per il sindacato, il rilancio della negoziazione a tutti i livelli. Tornare ad essere autorità salariale, come ha ricordato Pezzotta nel suo intervento a Rimini, non è solo una formula per ottenere per i nostri rappresentati ciò che è giusto, ma è anche il modo per rimettere in moto il circuito, oggi bloccato, tra accumulazione e redistribuzione. La non “ineluttabilità” del declino, per trovare il filo che collega il discorso del Governatore alla nostra responsabilità, non dipenderà solo da buone norme, da buone leggi, ma anche, se non addirittura principalmente, da buoni contratti e buone relazioni sindacali. La ripresa, la modernizzazione, la competitività, la produttività, l’efficienza, la capacità di risposta rapida e vincente alle sfide della globalizzazione è, in buona sostanza, affidata non marginalmente all’azione sindacale, al sindacato non in quanto suggeritore del principe, ma come attore protagonista dell’evoluzione sociale ed economica. Questa responsabilità è in capo, ovviamente, anche agli imprenditori e ai banchieri. Va rilanciata una stagione di confronti ed accordi quadro bilaterali tra le controparti naturali. Si obietterà che ciò è già stato fatto negli ultimi anni e non ha dato risultati per la insipienza del Governo che nemmeno ci ha convocati. E’ vero, ma, proprio da quella lezione ne deriva che imprenditori, banchieri e sindacati, pur non rinunciando affatto alla concertazione triangolare, perché materie decisive come ad esempio il fisco, dipendono dai governi, non debbono limitarsi a produrre richieste all’esecutivo, perché così in assenza di risposte, si è condannati all’immobilismo. Le parti sociali debbono, accanto ad una energica azione concertativa verso l’esecutivo, produrre decisioni in proprio che rimettano in moto il volano della competitività e della protezione sociale, sia che abbiamo a che fare con un buon governo, che ne verrebbe da questa prassi avvantaggiato, sia che avessimo a che fare con un cattivo governo.
 
E’ in questo contesto che la questione del modello di relazioni sindacali partecipative e decentrate non è una fissazione di alcuni, ma l’essenza stessa dell’azione sindacale ed una componente essenziale del rilancio della nostra economia. Lo stesso “patto di legislatura” di cui si è molto parlato, o accordo quadro che sia, trova in questo scenario una duplice lettura: o poggia su basi credibili, strutturali, che rendano dinamico ed efficiente il sistema economico, a partire dalle sue prerogative ed autonomie, o diventa una operazione politica sovrastrutturale e dunque priva di conseguenze. La stessa manovra fiscale, che è centrale nelle politiche di sviluppo e di uguaglianza, sarà praticabile se accompagnata da scelte più generali di politiche industriali e creditizie, di innovazione e territoriali, da un lato, e da scelte sindacali di politiche redistributive, di governo della flessibilità e del mercato del lavoro, di tutele sociali dall’altro. Una ulteriore critica da muovere al governo di centro destra, prima ancora del contenuto di merito, è quella di aver messo troppo le mani, con norme sulle questioni del lavoro. Certamente la legge 30, ad esempio, ha regolarizzato ed orientato, ma al di là delle intenzioni si è di fatto sostituita alla negoziazione diretta delle parti sociali sul mercato del lavoro. Così come la disciplina sulla previdenza complementare ha finito, col rinvio di due anni, per rallentare le possibilità di un autonomo intervento mutualistico della negoziazione.


Il limite clamoroso della Confindustria di D’Amato è proprio quello di essersi affidata al governo amico, rinunciando alla propria autonomia e, di conseguenza, riducendo il proprio spazio di iniziativa contrattuale, indipendentemente dalle decisioni politiche. Abbiamo detto più volte che a quell’errore era corrisposto l’errore uguale e contrario di Cofferati. Quando la Cgil ha boicottato il patto per l’Italia e il duo Tremonti-Berlusconi lo ha affossato, si è perpetrata una situazione che oggi ci fa dire chiaramente che le cose non funzionano. Quando Epifani, concludendo il suo congresso, ribadisce con orgoglio la sua decisione di alzarsi dal tavolo della Confindustria di Montezemolo, può dire di aver salvato il modello contrattuale esistente, ma ha congelato la situazione, condannando, ad esempio, i meccanici a molte ore di sciopero e a molti mesi di attesa per 100 euro, lasciando la produttività alle imprese e non rilanciando la competitività, se non per la via classica, di bassi salari ed alto sfruttamento e frammentarietà delle condizioni di lavoro. Il contrario esatto di quanto anche la Cgil, giustamente, sostiene.


Ora, il punto non è come è andata, ma come andrà. E’ in gioco la strategia, non la modellistica. Ed è per questo che la discussione va continuata ed incrementata, e che tutti coloro che hanno una responsabilità non direttamente politica, che hanno a cuore il futuro del Paese, il rilancio della posizione dell’Italia nel mondo, la crescita delle condizioni sociali dei suoi abitanti, a cominciare da coloro che hanno più necessità, debbono riconoscersi tra loro e dar vita, essi stessi, ad un patto. Se il declino è evitabile, ma, sempre per dirla con Draghi, i tempi sono stretti, allora dobbiamo, sì, rivolgerci alla politica e contribuire al formarsi di una buona politica, ma,  al tempo stesso, assumerci le nostre dirette ed irrinunciabili responsabilità.

redazione

redazione

In evidenza

Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

Senza salute non c’è democrazia. A Roma l’assemblea nazionale della Fp-Cgil medici, veterinari e dirigenti sanitari

8 Ottobre 2026
Ilva, una contrattazione per tutelare salute, ambiente e lavoro, l’iniziativa della Cgil a Taranto

Ex-Ilva, a Palazzo Chigi l’incontro tra governo e sindacati

8 Ottobre 2026
Electrolux annuncia la chiusura di Cerreto D’Esi e 1.700 esuberi. I sindacati proclamano stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero, tavolo al Mimit il 25 maggio

Electrolux, sindacati: il numero di esuberi resta troppo elevato

8 Ottobre 2026
Beko, raggiunta l’intesa al Mimit: 300 milioni di investimenti e nessun licenziamento collettivo

Beko, i sindacati denunciano il mancato rispetto del piano industriale: “Garanzie per tutti gli stabilimenti”

8 Ottobre 2026
Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

Peg Perego, nuovo rinvio al Mimit e ancora nessun piano industriale. I sindacati: “Basta silenzi”

8 Ottobre 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi