• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
venerdì, 29 Agosto 2025
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Istat, reddito famiglie nel 2015 +0,9%, potere acquisto +0,8%

    Cassazione: stop ai rimborsi forfettari nel volontariato

    Surrogata, la grande ipocrisia

    Il congedo di paternità alla prova dell’uguaglianza: la Corte Costituzionale riconosce il diritto anche alle madri in coppie omogenitoriali

    La trappola dei dazi

    La trappola dei dazi

    La calamità Trump nel disinteresse americano

    La calamità Trump nel disinteresse americano

    Clima, Cgil: domani a Roma Landini in piazzi con i ragazzi Fridays for Future

    Tra “disastri e stagnazione delle politiche” la Bce tira le somme dell’età degli estremi

    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Piccole imprese, grandi rischi: la Corte Costituzionale alza il prezzo dei licenziamenti illegittimi

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Ex Ilva, l’appello dei metalmeccanici ai gruppi parlamentari: restiamo uniti

    Ex Ilva, l’appello dei metalmeccanici ai gruppi parlamentari: restiamo uniti

    Logistica, sottoscritto il primo protocollo unitario sul trasporto merci nella laguna veneziana

    Il mondo del cinema nel mondo reale: tra proteste e polemiche il Lido si schiera con Gaza, manifestazione sabato 30

    Uil, con i 10 miliardi risparmiati da Quota 100 introdurre età più flessibile

    Cgil, il governo all’attacco delle pensioni dei dipendenti pubblici. All’orizzonte tagli per 33 miliardi su 730mila lavoratori

    La Fiom nella trincea di Piacenza: “noi, sindacalisti senza assemblee, ma ci siamo sempre’’

    Siae Microelettronica, Fiom Milano: a rischio il futuro di 700 lavoratori, lunedì presidio davanti alla sede della Regione Lombardia

    Gaza, conto alla rovescia per la partenza della Global Sumud Flotilla verso la Palestina, la Cgil sostiene l’iniziativa e scende in piazza il 6 settembre: fermiamo la barbarie

    Gaza, conto alla rovescia per la partenza della Global Sumud Flotilla verso la Palestina, la Cgil sostiene l’iniziativa e scende in piazza il 6 settembre: fermiamo la barbarie

    Carcere e lavoro, al via il progetto Webuild-ministero della Giustizia: 10 detenuti sui cantieri dell’Alta Velocità campana

    Carcere e lavoro, al via il progetto Webuild-ministero della Giustizia: 10 detenuti sui cantieri dell’Alta Velocità campana

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    ExI Ilva, il documento inviato da Fim, Fiom e Uilm ai gruppi parlamentari

    I dati provvisori Istat sui prezzi al consumo – Agosto 2025

    Cgil, taglio alle aliquote di rendimento

    I conti economici trimestrali dell’Istat – II trimestre 2025

    I dati Istat su fatturato dell’industria e dei servizi – Giugno 2025

    I dati Istat su fiducia delle imprese e dei consumatori – Agosto 2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Ciò che era giusto. Eredità e memoria di Alexander Langer, di Goffredo Fofi. Editore Alphabeta

    Ciò che era giusto. Eredità e memoria di Alexander Langer, di Goffredo Fofi. Editore Alphabeta

    Con la testa e con le mani. Quando la classe si fa racconto. Edizioni Alegre

    Con la testa e con le mani. Quando la classe si fa racconto. Edizioni Alegre

    L’armonia degli sguardi, di Emiliano Manfredonia. Edizioni: San Paolo

    L’armonia degli sguardi, di Emiliano Manfredonia. Edizioni: San Paolo

    Appunti su Gino Giugni, riformista, di Francesco Liso. Editore Cacucci

    Appunti su Gino Giugni, riformista, di Francesco Liso. Editore Cacucci

    Il Progetto, Rivista di cultura del lavoro. Editore Fondazione Ezio Tarantelli

    Il Progetto, Rivista di cultura del lavoro. Editore Fondazione Ezio Tarantelli

    Attraversare i confini, di Valerio Nicolosi. Editore Utet

    Attraversare i confini, di Valerio Nicolosi. Editore Utet

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Istat, reddito famiglie nel 2015 +0,9%, potere acquisto +0,8%

    Cassazione: stop ai rimborsi forfettari nel volontariato

    Surrogata, la grande ipocrisia

    Il congedo di paternità alla prova dell’uguaglianza: la Corte Costituzionale riconosce il diritto anche alle madri in coppie omogenitoriali

    La trappola dei dazi

    La trappola dei dazi

    La calamità Trump nel disinteresse americano

    La calamità Trump nel disinteresse americano

    Clima, Cgil: domani a Roma Landini in piazzi con i ragazzi Fridays for Future

    Tra “disastri e stagnazione delle politiche” la Bce tira le somme dell’età degli estremi

    Il decreto Cura Italia non impedisce il licenziamento per superamento del periodo di comporto

    Piccole imprese, grandi rischi: la Corte Costituzionale alza il prezzo dei licenziamenti illegittimi

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Ex Ilva, l’appello dei metalmeccanici ai gruppi parlamentari: restiamo uniti

    Ex Ilva, l’appello dei metalmeccanici ai gruppi parlamentari: restiamo uniti

    Logistica, sottoscritto il primo protocollo unitario sul trasporto merci nella laguna veneziana

    Il mondo del cinema nel mondo reale: tra proteste e polemiche il Lido si schiera con Gaza, manifestazione sabato 30

    Uil, con i 10 miliardi risparmiati da Quota 100 introdurre età più flessibile

    Cgil, il governo all’attacco delle pensioni dei dipendenti pubblici. All’orizzonte tagli per 33 miliardi su 730mila lavoratori

    La Fiom nella trincea di Piacenza: “noi, sindacalisti senza assemblee, ma ci siamo sempre’’

    Siae Microelettronica, Fiom Milano: a rischio il futuro di 700 lavoratori, lunedì presidio davanti alla sede della Regione Lombardia

    Gaza, conto alla rovescia per la partenza della Global Sumud Flotilla verso la Palestina, la Cgil sostiene l’iniziativa e scende in piazza il 6 settembre: fermiamo la barbarie

    Gaza, conto alla rovescia per la partenza della Global Sumud Flotilla verso la Palestina, la Cgil sostiene l’iniziativa e scende in piazza il 6 settembre: fermiamo la barbarie

    Carcere e lavoro, al via il progetto Webuild-ministero della Giustizia: 10 detenuti sui cantieri dell’Alta Velocità campana

    Carcere e lavoro, al via il progetto Webuild-ministero della Giustizia: 10 detenuti sui cantieri dell’Alta Velocità campana

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    ExI Ilva, il documento inviato da Fim, Fiom e Uilm ai gruppi parlamentari

    I dati provvisori Istat sui prezzi al consumo – Agosto 2025

    Cgil, taglio alle aliquote di rendimento

    I conti economici trimestrali dell’Istat – II trimestre 2025

    I dati Istat su fatturato dell’industria e dei servizi – Giugno 2025

    I dati Istat su fiducia delle imprese e dei consumatori – Agosto 2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Ciò che era giusto. Eredità e memoria di Alexander Langer, di Goffredo Fofi. Editore Alphabeta

    Ciò che era giusto. Eredità e memoria di Alexander Langer, di Goffredo Fofi. Editore Alphabeta

    Con la testa e con le mani. Quando la classe si fa racconto. Edizioni Alegre

    Con la testa e con le mani. Quando la classe si fa racconto. Edizioni Alegre

    L’armonia degli sguardi, di Emiliano Manfredonia. Edizioni: San Paolo

    L’armonia degli sguardi, di Emiliano Manfredonia. Edizioni: San Paolo

    Appunti su Gino Giugni, riformista, di Francesco Liso. Editore Cacucci

    Appunti su Gino Giugni, riformista, di Francesco Liso. Editore Cacucci

    Il Progetto, Rivista di cultura del lavoro. Editore Fondazione Ezio Tarantelli

    Il Progetto, Rivista di cultura del lavoro. Editore Fondazione Ezio Tarantelli

    Attraversare i confini, di Valerio Nicolosi. Editore Utet

    Attraversare i confini, di Valerio Nicolosi. Editore Utet

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Lo psicodramma Sangiuliano accende (finalmente) i riflettori sulla riforma che affonda il cinema italiano

Lo psicodramma Sangiuliano accende (finalmente) i riflettori sulla riforma che affonda il cinema italiano

di Elettra Raffaela Melucci
9 Settembre 2024
in Analisi
Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

E alla fine qualcuno si è accorto del cinema. Non solo per la parata di stelle, stelline, comete e meteore che hanno affollato il Lido di Venezia in questa ottantunesima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica (che è valso il Leone d’oro a Pedro Almodóvar e soprattutto, per la gioia dei patrioti, il Leone d’argento a Maura Delpero), ma perché finalmente qualcuno ha alzato lo sguardo sulla rotta verso il baratro in cui l’attuale dicastero della cultura sta traghettando il settore. “Ai colleghi produttori e registi vorrei dire che dovremmo essere più reattivi nei confronti della nuova pessima legge sul cinema”, ha tuonato dal palco il decano del cinema italiano, Moretti, simbolo di quella “egemonia culturale della sinistra” che Gennaro Sangiuliano ha promesso, fino all’ultimo, di espugnare. E “fino all’ultimo” non è tanto per dire, perché a una manciata di minuti dal rassegnare le sue dimissioni (che clamorose non sono, considerata la tempesta che gli si è abbattuta addosso) ha scippato al suo successore, Alessandro Giuli, le nomine per i diciotto componenti della commissione di valutazione per la concessione dei contributi selettivi – che, per la prima volta, saranno remunerati con 15mila euro ciascuno. Un atto clamoroso, in spregio a una prassi istituzionale che vedrebbe piuttosto il neo-ministro incaricato a procedere e che comunque, con un certo margine di sicurezza, avrebbe proseguito nel solco già tracciato.

Un atto privato, dunque, che arriva al culmine di un processo che viene più da lontano di questa infuocata settimana di gossip e rivelazioni e che ha il sapore della vendetta. “Sono consapevole, inoltre, di aver toccato un nervo sensibile e di essermi attirato inimicizie avendo scelto di rivedere il sistema dei contributi al cinema”, scrive Sangiuliano nella sua accorata lettera di dimissioni all’indirizzo di “Cara Giorgia, caro Presidente” (mica degli italiani e del comparto che rappresenta), rivelando il sospetto di un complotto ordito ai suoi danni da parte degli esodati Franceschini per tramite di Maria Rosaria Boccia, una mano invisibile che così invisibile poi non è. Sangiuliano è convinto che gli abbiano fatto le scarpe proprio coloro i quali sono stati colpiti dalla mannaia della riforma del tax credit (il sistema di agevolazione fiscale a copertura delle spese per lo sviluppo, la produzione, la distribuzione nazionale e internazionale di film, opere tv, opere web, videogiochi e per l’apertura o ristrutturazione di sale cinematografiche, per i costi di funzionamento delle sale cinematografiche e per le industrie tecniche), attesa da oltre un anno e che ha tenuto col fiato sospeso le industrie del cinema – la stragrande maggioranza PMI su quasi 9.000 imprese esistenti, con 95.000 posti di lavoro diretti, 114.000 nelle filiere connesse che, a causa di questi ritardi, ha fermato il 65% dei lavoratori (percentuale che con la riforma è destinata a salire vertiginosamente, aggravata anche dal rinvio della riforma e applicazione del Codice dello spettacolo da cui dipendono gli ammortizzatori sociali per questi lavoratori intermittenti).

Un sospetto che sembra essere più paranoide che altro, dacché sin dalla prima ora l’ormai ex ministro Sangiuliano ha puntato alla razionalizzazione delle risorse destinate al cinema con la riduzione del fondo dedicato (istituito all’art.13 della legge n. 220/2016, proprio a firma di Dario Franceschini), che dai 746 milioni del 2023 è passato ai 696 milioni del 2024. Un taglio del 5% “che hanno avuto tutti i dicasteri” da tributare al ministero dell’Economia, precisa la sottosegretaria Lucia Borgonzoni (cui tuttavia andrebbero aggiunti anche altri 14 milioni che “verranno invece spostati ad altre voci sempre della cultura”). La questione, per Sangiuliano, è che in Italia si producono troppi film con sostegno pubblico, tante opere che non sono mai state distribuite, o che sono state distribuite poco in modo da aggirare gli obblighi di programmazione in sala, o che in pochissimi hanno visto. Il che si traduce in uno scialo di risorse pubbliche che vanno, appunto, razionalizzate. All’epoca (un anno che sembra un secolo) Sangiuliano parlò di “rivoluzione” di sistema che dalla sua istituzione (art. 15 della legge n. 220/2016), ha permesso a tanti operatori del settore, soprattutto PMI (produttori indipendenti, la maggioranza), di andare avanti con il proprio lavoro senza ulteriori affanni economici. Va bene che “il cinema […] è una delle più alte e immediate espressioni culturali” e che “il suo valore è fuori discussione”, ma, precisa in una lettera a Il Foglio dello scorso aprile, “il pieno riconoscimento del valore culturale ed economico […] non può esimerci dal denunciare, con forza, le storture e i veri e propri abusi che si sono generati in questi ultimi anni nell’ambito degli aiuti che lo Stato riconosce al cinema che, ricordiamolo sempre, sono soldi dei cittadini italiani”. Quello che eccepisce Sangiuliano è che “a questo fiume di denaro pubblico non sempre ha corrisposto la qualità” per progetti cinematografici “non sempre di livello adeguato, né dal punto di vista artistico né tantomeno commerciale”. Secondo quanto riferito dal Ministero della Cultura, delle 459 opere cinematografiche tra 2022 e 2023, al 15 marzo scorso, non sono usciti in sala 145 film del 2022 e circa 200 del 2023. “Ciò non è solo un antieconomico spreco di denaro pubblico, ma anche un disincentivo alla vera creatività, che rischia di affogare in un mare di mediocrità”. Secondo Sangiuliano, dunque, la riforma del tax credit punta a pareggiare i conti e contemporaneamente a ridare dignità al cinema.

In breve, per poter accedere al finanziamento del tax Credit il requisito è il possesso del 40% di capitali privati alla presentazione della domanda: significa che per una PMI, con capitale sociale da 40 mila euro, la possibilità è a somma zero (senza considerare anche la difficoltà di reperimento esterno dell’importo). Gli scaglioni di finanziamento sono tre: sopra i 3 milioni mezzo, sotto i 3 e mezzo, e sotto un milione e mezzo, quest’ultimo per le opere prime e seconde, i documentari e i cortometraggi. Non è difficile fare i conti per saggiare l’insostenibilità per una piccola impresa di avanzare come capitale proprio una media di 600 mila euro per un esordio. Altro criterio ai limiti della sostenibilità per l’accesso al finanziamento riguarda la distribuzione: i contratti devono essere sottoscritti con le prime venti società in termini di fatturato di distribuzione italiana, ma purtroppo la maggior parte di esse sono multinazionali straniere o partecipate. Due piccioni con una fava: alla faccia del Made in Italy e del libero mercato. In più, ad esempio, per la terza fascia di finanziamento, quindi le opere sotto il milione mezzo, si richiedono 240 proiezioni a pagamento entro un mese nella fascia serale 18.30-21.30. Ci sono poi i tetti ai compensi dei registi e degli sceneggiatori, ma questa è un’altra storia.

A onor del vero gli automatismi della legge Franceschini necessitavano di sostanziali correttivi, perché effettivamente alcune produzioni (comunque una minoranza) hanno adottato la strategia del “prendi i soldi e scappa”, paghi del soddisfacimento dei requisiti minimi e dell’assolvimento minimo degli obblighi di legge. Ma così concepita, la riforma butta il bambino con l’acqua sporca e ne punisce uno per educarne cento (…ironia della sorte?), uccidendo il pluralismo dell’espressione artistica e infierendo sui conti economici. La maggior parte dei tredici miliardi di euro di fatturato annuo è prodotto dalle PMI dell’industria cinematografica italiana e il moltiplicatore economico è di 3,54 euro, a vantaggio di tutta l’economia nazionale. In tutto ciò, non una interlocuzione con le rappresentanze delle associazioni di categoria, che si sono trovati con un disastro tra capo e collo – annunciato, sì, foriero di potenziali azioni protesta che ci sono state, ma troppo deboli.

L’ultima protesta, in continuità con le precedenti, è andata in scena al Lido proprio durante le giornate del Festival: il 31 agosto, durante un incontro organizzato all’Italian Pavillion per la presentazione degli atti del convegno “Stati Generali del Cinema Indipendente” è stata letta una lettera aperta del Comitato Lavoratrici e Lavoratori del Cine Audiovisivo, composto dalle principali associazioni italiane di professionisti, indirizzata alla sottosegretaria Borgonzoni, al ministro allora in carica Gennaro Sangiuliano e alla premier Meloni, in cui si denuncia il malessere del settore e “la richiesta non più procrastinabile di compiere analisi puntuali per mettere in campo tutti gli strumenti necessari atti a scongiurare il crollo dell’occupazione in particolare nel settore della produzione cinematografica” per non tornare all’ “anno zero” del cinema. “Crediamo che, per evitare una forte crisi del Cinema italiano, sia necessario aprire un dialogo costruttivo sui decreti relativi al tax credit. Questi, così come concepiti, renderanno pressoché impossibile, per le piccole e medie imprese, ottenere i finanziamenti indispensabili per produrre un film. Cosa che, oltre a mettere a rischio i livelli occupazionali, decreterà, nella maggior parte dei casi, il fallimento e la chiusura di una parte di esse che fino ad oggi ha dato la possibilità ai nostri giovani talenti di debuttare, esprimersi e sperimentare nuovi linguaggi”.

Non dello stesso avviso Lucia Borgonzoni e il Direttore generale del cinema e audiovisivo, Nicola Borrelli, che sempre all’Italian Pavillion del Festival hanno spiegato i punti salienti della riforma sottolineando che “il tax credit è stato pensato in un’ottica di crescita del comparto e le modifiche apportate vanno nella direzione di limare le storture emerse negli anni e valorizzare le nostre eccellenze per un’industria sana, da oggi ancora più forte” ma, soprattutto, che “le misure introdotte consentono infatti di raggiungere un maggiore equilibrio tra sviluppo competitivo dell’industria e tutela della creatività delle piccole e medie produzioni anche grazie al potenziamento dei contributi selettivi”. Ma benché le posizioni siano diametralmente opposte ed entrambe siano sostenute da principi di ragionevolezza, anche per l’Istituto italiano per l’Istituto italiano per l’Industria Culturale – IsICult -le nuove disposizioni non tutelerebbero le PMI e gli indipendenti.

E i sindacati? Non hanno sposato direttamente la protesta del Comitato Lavoratrici e Lavoratori del Cine Audiovisivo, ma il 5 settembre si è tenuto l’incontro “Sindacato e Impresa: Fare Sistema per lo Sviluppo del Cine-Audiovisivo. Ne discutono Slc Cgil, Fistel Uil, Uilcom Uil insieme ad Anica, Apa, Ape, Cna, Confartigianato”. A porte chiuse. L’oggetto sono stati i correttivi per il corretto funzionamento della riforma e non portare il settore ai “titoli di coda”, riprendendo la fortunata espressione impiegata dalla grand conferenza stampa indetta dalle associazioni di categoria questa primavera. La Cgil, in particolare, ha elaborato gli ultimi dati sull’andamento occupazionale nel settore, rilevando una contrazione del 40% degli occupati rispetto a una crescita del 50% nel 2019-2023. una rilevazione a fronte della quale hanno inviato al ministro Giuli una richiesta di incontro per fare il punto.

Il cinema si è fermato e sono rimasti tutti un po’ a guardare (mentre le produzioni estere hanno imboccato la via di uscita dal nostro Paese). Colpisce, poi, il fatto che la stampa mainstream si sia accorta dell’elefante nella stanza solo all’innesco dello “scandalo al sole” governativo e, soprattutto, con questo ultimo colpo di mano da parte di Sangiuliano della ratifica delle nomine della commissione di valutazione della Dgca (ora al vaglio degli organi di controllo). Da indiscrezioni di stampa filtrano anche i nomi che andrebbero a comporre la Commissione: Paolo Mereghetti, Valerio Caprara, Giacomo Ciammaglichella, Pier Luigi Manieri, Massimo Galimberti, Pasqualino Damiani, Valerio Toniolo, Manuela Maccaroni, Francesco Specchia, Luigi Mascheroni e Stefano Zecchi. Amici, simpatizzanti, esperti, uomini (per ora solo uomini) vicini agli ideali della destra governativa. È a questo punto che è scattato il secondo livello di allarme del comparto, che sperava in una interlocuzione sulla scelta dei componenti, ma anche dell’opposizione, che invoca le spiegazioni di Giuli tutt’ora in grado di poter fermare questo “sgarbo istituzionale”: “Il ministro Giuli venga rapidamente in parlamento per esporre le linee programmatiche dell’azione del ministero della cultura. In quella occasione, Giuli dovrà anche chiarire il contenuto di alcuni decreti firmati in fretta e furia dal suo predecessore poco prima di rassegnare le dimissioni da ministro. Atti sospetti, un ennesimo schiaffo al regolare iter istituzionali da parte di Sangiuliano, su cui è fondamentale avere chiarimenti di merito. Per quali ragioni, l’ex ministro Sangiuliano ha firmato prima di dimettersi diverse nomine fondamentali per l’assegnazione dei fondi cinema? A chi erano state promesse quelle nomine?”. Ecco la sostanza del complotto.

Elettra Raffale Melucci 

Elettra Raffaela Melucci

Elettra Raffaela Melucci

Redattrice de Il diario del lavoro

Ultimi articoli

Riforma cinema, a Venezia sindacati e imprese fanno il punto sul settore. Di Marco (Slc-Cgil): urge un incontro con il ministro Giuli per arginare le difficoltà dei lavoratori

di Elettra Raffaela Melucci

In evidenza

Istat, a novembre inflazione -0,2% e +0,9% su anno

Inflazione, Istat: ad agosto scende all’1,6%, carrello spesa vola a +3,5%

29 Agosto 2025
Istruzione e Formazione Professionale, pubblicato decreto per ripartizione risorse

Dal 2 al 3 settembre a Torino la Final Conference del Progetto di formazione congiunta con il CAE CNH e l’ILO sulle transizioni

29 Agosto 2025
Sanità, dagli infermieri arriva l’allarme sui Pronto soccorsi

Sanità, infermieri attratti dal privato: in un anno il Ssn ne ha persi 13mila

29 Agosto 2025
Bankitalia,  possibile riduzione debito/Pil dello 0,4%

Economia, Istat: nel II trimestre Pil -0,1%, su anno +0,4%. Crescita acquisita per il 2025 a +0,5%

29 Agosto 2025
Uil, con i 10 miliardi risparmiati da Quota 100 introdurre età più flessibile

Cgil, il governo all’attacco delle pensioni dei dipendenti pubblici. All’orizzonte tagli per 33 miliardi su 730mila lavoratori

28 Agosto 2025
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi