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Home - In evidenza - Manovra, misure per 32 miliardi: conferma del taglio del cuneo per il 2024, ma taglia sulle pensioni

Manovra, misure per 32 miliardi: conferma del taglio del cuneo per il 2024, ma taglia sulle pensioni

22 Dicembre 2023
in In evidenza, Notizie del giorno
Cosa prevede la manovra approvata dal Consiglio dei ministri: abolizione legge Fornero e reddito di cittadinanza

Il disegno di legge di bilancio completa il primo passaggio parlamentare con l’ok del Senato che arriva a ridosso della pausa natalizia. Il provvedimento, sul cui il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia, passa ora all’esame della Camera per un’approvazione al fotofinish per evitare l’esercizio provvisorio. Montecitorio avvierà l’esame in Aula il prossimo 28 giovedì dicembre per concluderlo il 29 e avrà quindi solo il tempo di confermare senza modifiche il testo uscito da Palazzo Madama.

La manovra, con ‘impieghi’ per circa 32 miliardi (manovra lorda) come risulta dal dossier del servizio bilancio di Camera e Senato, porta ad un aumento di 15,7 miliardi del deficit. Il resto delle coperture, circa 17 miliardi, arrivano da tagli alla spesa (8,6 mld) e maggiori entrate (8,5 mld).

A Palazzo Madama è stata adottata una procedura insolita, con i gruppi di maggioranza che seguendo il suggerimento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non hanno presentato emendamenti in Commissione. Le proposte di modifica della maggioranza, di fatto, sono state veicolate attraverso emendamenti dei relatori. Una procedura che, secondo le opposizioni, avrebbe distorto la normale dialettica parlamentare.

Il piatto forte della legge di bilancio è la conferma per il solo 2024 del taglio del cuneo contributivo di 6 punti percentuali per i redditi fino a 35.000 euro e di 7 punti fino a 25.000 euro che vale poco meno di 11 miliardi netti. La proroga consentirà ai lavoratori di non perdere il beneficio di circa 100 euro in busta paga (per i redditi di 27.500 euro lordi). A questo risultato si arriva con l’effetto combinato del taglio contributivo e dell’accorpamento delle aliquote al 23% fino a 28.000 euro derivante dal primo modulo della riforma dell’Irpef che dovrebbe essere approvata definitivamente dal Consiglio dei ministri prima della fine dell’anno.

D’altra parte arriva una stretta sulle pensioni con la penalizzazione nel calcolo di quota 103 (41 anni di contributi e 62 di età), e misure di accesso più restrittive su Opzione donna e Ape sociale oltre alla penalizzazione delle pensioni di anzianità per medici (per i quali però è previsto un meccanismo di tutela), maestri d’asilo, dipendenti degli enti locali ed ufficiali giudiziari. Salve le pensioni di vecchiaia. Sempre in tema di pensioni è prevista una rimodulazione del meccanismo di indicizzazione all’inflazione per il 2024 assicurando il 100% alle pensioni fino a 4 volte il minimo, il 90% tra 4 e 5 volte il minimo e a scendere per i trattamenti di maggiore importo fino al 22% per gli assegni oltre 10 volte il minimo.

Tra le principali modifiche introdotte nel corso dell’esame del Senato la correzione della norma sulle pensioni di medici e operatori sanitari, maestri d’asilo, dipendenti degli enti locali e ufficiali giudiziari. Per queste categorie, ad esclusione dei medici e del comparto sanità, resta il taglio già previsto nel ddl di bilancio se i lavoratori vanno in pensione anticipatamente (42 anni di contributi senza avere 67 anni di età). In ogni caso, non sono previsti tagli alle pensioni anticipate per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2023.

Per medici, infermieri e operatori sanitari viene invece previsto un meccanismo di tutela che, in caso di pensione anticipata, porta ad una decurtazione che diminuisce quanto più si ritarda il pensionamento e si azzera se si ritarda di tre anni. Posticipate le finestre di uscita di un mese se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano i requisiti nel 2026, di 4 mesi se si maturano i requisiti nel 2027 e di 6 mesi se si maturano i requisiti dal primo gennaio 2028.

Il governo è intervenuto con un emendamento per finanziare il Ponte sullo Stretto prevedendo che una quota di risorse pari a circa 2,3 miliardi di euro venga attinta dal Fondo sviluppo e coesione per la programmazione 2021-2027, liberando risorse dal bilancio dello Stato per un analogo ammontare. La norma prevede che l’autorizzazione di spesa per finanziare la realizzazione del Ponte, inizialmente pari a 11,63 miliardi fino al 2032, scenda a 9,312 miliardi. I 2,318 miliardi mancanti vengono coperti per 718 milioni dal Fondo per lo sviluppo e la coesione “sulla quota afferente alle amministrazioni centrali”. I restanti 1,6 miliardi arrivano sempre dal Fondo per lo sviluppo e coesione ma “sulle risorseindicate per le Regioni Sicilia e Calabria”.

Dopo un lungo dibattito interno alla maggioranza, non entra l’intervento sul superbonus 110%. La soluzione tecnica del Sal (stato avanzamento lavori) straordinario al 31/12/2023, ancora in valutazione, potrebbe essere inserita in un provvedimento ad hoc o nel decreto milleproroghe. Oggi il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha riferito che prima di ogni decisione “bisogna guardare i conti e i costi”.

Con la manovra arrivano oltre 3 miliardi per la sanità e 5 miliardi per il rinnovo dei contratti pubblici. A queste voci se ne aggiungono altre di minore entità, come le risorse per le spese indifferibili (il finanziamento delle missioni internazionali, quello a sostegno dell’Ucraina), 200 milioni per il rifinanziamento dei bonus energia per il primo trimestre dell’anno, gli sgravi per le imprese che aumento gli assunti a tempo indeterminato, la decontribuzione per un anno per le donne con due figli (fino a dieci anni di età del più piccole) e permanente se hanno tre figli (fino a diciotto anni), lo scorporo dei titoli di Stato dal calcolo Isee, l`ulteriore potenziamento dei congedi parentali, la proroga della carta ‘dedicata a te’ per l’acquisto dei generi alimentari. Si riduce dal prossimo anno il canone Rai che si paga attraverso la bolletta elettrica: passa da 90 a 70 euro l’anno.

Tra le principali modifiche introdotte nel corso dell’esame del Senato la correzione della norma sulle pensioni di medici e operatori sanitari, maestri d’asilo, dipendenti degli enti locali e ufficiali giudiziari. Eliminati i tagli alle pensioni di vecchiaia, per queste categorie, ad esclusione dei medici e del comparto sanità, resta il taglio già previsto nel ddl di bilancio se i lavoratori vanno in pensione anticipatamente (42 anni di contributi senza avere 67 anni di età). In ogni caso, non sono previsti tagli alle pensioni anticipate per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2023.

Per medici, infermieri e operatori sanitari viene invece previsto un meccanismo di tutela che, in caso di pensione anticipata, porta ad una decurtazione che diminuisce quanto più si ritarda il pensionamento e si azzera se si ritarda di tre anni. Posticipate le finestre di uscita di un mese se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano i requisiti nel 2026, di 4 mesi se si maturano i requisiti nel 2027 e di 6 mesi se si maturano i requisiti dal primo gennaio 2028.

Il governo è intervenuto con un emendamento per finanziare il Ponte sullo Stretto prevedendo che una quota di risorse pari a circa 2,3 miliardi di euro venga attinta dal Fondo sviluppo e coesione per la programmazione 2021-2027, liberando risorse dal bilancio dello Stato per un analogo ammontare. La norma prevede che l’autorizzazione di spesa per finanziare la realizzazione del Ponte, inizialmente pari a 11,63 miliardi fino al 2032, scenda a 9,312 miliardi. I 2,318 miliardi mancanti vengono coperti per 718 milioni dal Fondo per lo sviluppo e la coesione “sulla quota afferente alle amministrazioni centrali”. I restanti 1,6 miliardi arrivano sempre dal Fondo per lo sviluppo e coesione ma “sulle risorseindicate per le Regioni Sicilia e Calabria”.

Arrivano 100 milioni di euro per contrastare il disagio abitativo. Le risorse verranno utilizzate per elaborare modelli sperimentali di edilizia residenziale pubblica.

Con un emendamento è arrivato anche il chiarimento sull’applicazione della cedolare secca aumentata al 26% per gli affitti brevi. In particolare viene precisato che ai redditi derivanti da locazione breve si applica l’aliquota al 26%, ridotta al 21% per i redditi derivanti da contratti di locazione breve relativi ad una unità immobiliare individuata dal proprietario in sede dichiarazione dei redditi.

Nel corso dell’esame al Senato sono state aumentate di circa 100 milioni di euro le risorse a favore del comparto sicurezza e difesa (per aumenti in busta paga, assicurazioni sanitarie integrative e per il trattamento previdenziale).

Via libera a Palazzo Madama anche all’emendamento unitario delle opposizioni che prevede 40 milioni di euro per un pacchetto di interventi contro la violenza sulle donne. Pd, Avs, M5S, Iv e Azione hanno deciso di destinare l’intera loro quota del fondo per le modifiche dei parlamentari a queste misure. Le risorse andranno a finanziare il reddito di libertà, i centri antiviolenza, la prevenzione e la formazione degli operatori.

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