Primo sì all’accordo tra l’Ue e i paesi del Mercosur. Il via libera è arrivato Bruxelles dalla Coreper, la riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri. Francia, Polonia, Irlanda, Ungheria, Austria hanno espresso un voto contrario, mentre il Belgio si è astenuto. Un primo passaggio che suscita reazioni opposte tra le organizzazioni di rappresentanza della filiera agricola.
Confgricoltura conferma le forti perplessità per l’impatto sul comparto agricolo dell’accordo e annuncia che continuerà a monitorare con estrema attenzione i prossimi passaggi dell’iter di ratifica. La Confederazione si riserva anche di valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare le imprese agricole e a difendere la tenuta economica delle nostre filiere. Per la Confederazione agricola rimangono, infatti, “alcune criticità che non possono essere ignorate”.
La perplessità principale riguarda il principio di reciprocità, “fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente. L’accordo, nella sua forma attuale – sottolinea Confagricoltura – rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai paesi del Mercosur”.
“Questa genera di fatto una forte disparità di condizioni di concorrenza e competitività – prosegue Confagricoltura – Aprire il mercato unico a prodotti realizzati con vincoli e costi nettamente inferiori a quelli imposti ai nostri agricoltori significa penalizzare il modello produttivo italiano ed europeo, che fa della qualità e della sicurezza i suoi tratti distintivi”, conclude.
“Dopo oltre un quarto di secolo di serrate trattative, tra accelerazioni repentine e brusche frenate, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur è ormai prossimo a essere approvato, andando a creare la più vasta area di libero scambio al mondo; pur conservando intatte le nostre perplessità in merito alle ricadute di tale intesa sul settore agricolo italiano, e in particolare sulle produzioni maggiormente esposte, ovvero le carni, il riso, il mais, lo zucchero e il miele, riteniamo che ormai il dado sia tratto e che diventi ora fondamentale, quindi, mettere in campo ogni possibile sforzo per vigilare sulle possibili perturbazioni di mercato derivanti dal patto con i paesi dell’America Latina” è il commento del presidente della Copagri Tommaso Battista.
“Analoga attenzione, se non maggiore, andrà poi posta per garantire il pieno rispetto del principio di reciprocità e della sostenibilità delle produzioni in chiave ambientale e sociale, ma anche e soprattutto economica e commerciale, versante sul quale riveste un’importanza non secondaria l’accoglimento della proposta del governo italiano, che ringraziamo per l’impegno, di abbassare dall’8% al 5% la soglia entro la quale attivare le clausole di salvaguardia sulle importazioni dei prodotti sensibili”, prosegue Battista.
“Questa rilevante modifica, che andrà ora vagliata dall’Eurocamera, rappresenta a nostro avviso un passo avanti significativo che, unito all’annunciato rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea, assicurerà maggiori tutele sia ai produttori che agli oltre 270 milioni di possibili consumatori interessati dall’accordo, col quale verranno inoltre riconosciute circa sessanta indicazioni geografiche italiane”, osserva il presidente della Copagri, ricordando che “il Mercosur è il settimo maggior partner commerciale dell’Italia fuori dall’UE, con esportazioni che sfiorano gli 8 miliardi di euro in valore e che ammontano a circa 3,3 miliardi per quanto riguarda l’export agroalimentare dell’intera Unione Europea”.
“In ogni caso – conclude Battista – il percorso che porterà all’approvazione vera e propria del trattato commerciale tra l’UE e il Mercosur non è ancora concluso, dal momento che dopo il mandato del Coreper alla Commissione Europea per firmare l’accordo, presumibilmente all’inizio della prossima settimana, il testo dovrà passare il vaglio del Parlamento Europeo, dove servirà una maggioranza semplice per la ratifica, e dovrà poi essere fatto proprio anche da tutti i paesi sudamericani”, conclude Battista.
“Con il voto di oggi del Coreper sul Mercosur l’Europa compie un altro passo decisivo verso la sigla di un accordo commerciale di cui non neghiamo la rilevanza: è un risultato che arriva dopo 25 anni di lunghe e complesse trattive e va a regolamentare scambi commerciali tra due aree del mondo rilevanti per via delle dimensioni dei paesi coinvolti. Non nascondiamo però la nostra perplessità rispetto ad una decisione con cui l’Europa apre le porte all’arrivo di prodotti provenienti da paesi extra Ue che non rispettano i nostri standard. Senza adeguati controlli e senza precise e rigorose garanzie di salvaguardia, non solo è a rischio la tenuta di interi comparti produttivi agricoli, ma in prospettiva ci potranno essere anche ricadute in tema di benessere e sicurezza alimentare per tutti i consumatori europei. A tal riguardo va dato atto al Ministro Lollobrigida e al governo italiano di aver trattato fino all’ultimo con le istituzioni europee, riuscendo a ottenere maggiori garanzie: è positivo il risultato ottenuto oggi dal Ministro di un abbassamento al 5% della soglia di differenziale di prezzi che farà scattare i meccanismi di salvaguardia. Sarà fondamentale adesso fare il massimo sforzo per proteggere le produzioni agroalimentari europei, vigilando sulla reciprocità e rafforzando il sistema dei controlli sulle merci che entrano in Europa”. Così il Presidente di Fedagripesca Confcooperative Raffaele Drei.
In attesa del prossimo passaggio del Parlamento Europeo, il presidente Drei sottolinea nel dettaglio alcune luci ed ombre dell’accordo. “L’Italia è tra i paesi che producono maggiore qualità e valore aggiunto – spiega il Presidente – e ci sono filiere produttive come quelle del vino e dei formaggi che hanno dimostrato di essere particolarmente votate a portare il Made in Italy in giro per il mondo. Ben venga quindi che le nostre imprese associate, in virtù dell’accordo con il Mercosur, possano riuscire ad aumentare i propri mercati di riferimento e rafforzare la loro presenza commerciale in virtù dell’abolizione dei dazi alle importazioni, che rappresenta indubbiamente un grande vantaggio. Accogliamo con favore anche la tutela che sarà estesa a 57 Indicazioni geografiche italiane, tra cui il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Prosciutto di Parma”.
Al tempo stesso il Presidente di Fedagripesca Confcooperative condivide pienamente le preoccupazioni espresse in questi giorni dalle filiere che risulteranno maggiormente penalizzate dall’accordo per via del prevedibile aumento delle importazioni dal Sud America: “parliamo – commenta Drei – di produzioni strategiche per il nostro Paese, come lo zucchero, il miele, le carni, il riso e il mais”.
Infine, un commento alle decisioni della Commissione Europea che, secondo Drei “dimostra ancora una volta con il via libera al Mercosur una mancanza di coraggio nell’invertire la rotta, a causa anche di un modesto confronto con politica e parti sociali. Sono tante le decisioni che fatichiamo a comprendere e che purtroppo continuano a penalizzare il comparto agricolo: dal mancato allentamento di molte politiche green, alla scelta di ridurre le risorse allocate per il settore nel nuovo piano finanziario pluriennale, fino al rischio di nazionalizzazione insito nella proposta della nuova Pac”. “Anche l’accordo commerciale con i paesi del Mercosur – conclude Drei – segue una logica che non privilegia la difesa del cibo salubre e di qualità, che è e deve restare la prima fonte di benessere per tutti i cittadini europei”.
Accoglienza diversa da parte di Federalimentare, che tramite il presidente Paolo Mascarino parla di “un accordo storico, atteso da tempo, che per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo. Con la sottoscrizione del Mercosur il governo fa il bene del Paese e delle imprese, rispondendo concretamente alle necessità e agli obiettivi di crescita e di sviluppo dell’Italia che sono alla base del progresso non solo economico, ma anche sociale”.
“Federalimentare – prosegue – è assolutamente soddisfatta dell’accordo raggiunto e ringrazia il governo per aver fatto prevalere gli interessi nazionali, prendendosi qualche settimana in più per ulteriormente rafforzare le clausole di salvaguardia a tutela degli agricoltori europei senza però mettere a rischio l’avvio del trattato: quello che già il 16 dicembre era un buonissimo accordo, con le intese odierne diventa un ottimo accordo”.
“L’accordo Ue-Mercosur per l’industria alimentare – aggiunge Mascarino – è una straordinaria opportunità di crescita e di sviluppo in grado di aiutarci a diversificare i fattori di rischio legati ai dazi statunitensi, dei quali attualmente non sentiamo ancora a pieno gli effetti. Aprire alle nostre imprese canali commerciali sicuri con il Mercosur significa da un lato mettere in sicurezza i prodotti italiani verso 300 milioni di consumatori in un’area in forte crescita e, dall’altro, assicurare all’Italia e all’Europa una via preferenziale di accesso ad alcune materie prime fondamentali per le quali non siamo autosufficienti”.
Anche l’Unione italiana vini accoglie “con soddisfazione l’approvazione dell’accordo Ue-Mercosur, un’intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano e, al tempo stesso, rafforzare il sistema dei controlli per le merci. Uiv apprezza inoltre la gestione del dossier da parte del governo italiano, che ha consentito di finalizzare condizioni favorevoli”.
Secondo il presidente Lamberto Frescobaldi “per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione: una progressiva eliminazione nell’arco dei prossimi 8 anni potrebbe incidere sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L’import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma ad appena 40 milioni di euro, circa l’8% del totale”.
Accoglienza favorevole anche da parte di Federvini, che spiega come il quadro normativo recepisce le istanze sollevate dai produttori agricoli europei, introducendo clausole di salvaguardia che permetteranno alla Commissione europea di intervenire in caso di squilibri nell’importazione di prodotti agricoli sensibili. In particolare, il meccanismo prevede, a tutela dell’equilibrio commerciale, soglie di attivazione basate su volumi e prezzi, garantendo indagini accelerate per alcune categorie di prodotti e un monitoraggio costante.
Per il presidente Giacomo Ponti “il voto positivo espresso oggi dal Coreper segna un punto di svolta decisivo verso l’adozione formale dell’accordo internazionale. L’intesa con i Paesi del Mercosur costituisce un’opportunità strategica che va colta. Grazie alle clausole di salvaguardia che abbiamo fortemente auspicato, i produttori europei potranno disporre di una tutela rafforzata che prevede procedure rapide, soglie d’allerta e un monitoraggio rigoroso che potranno consolidare le prospettive di crescita della nostra filiera in un mercato promettente come quello sudamericano.”
La votazione di oggi conferma l’accordo politico provvisorio raggiunto lo scorso dicembre tra i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. L’iter verso la stipula formale dell’accordo dovrebbe concludersi la prossima settimana con la sigla formale da parte della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in Paraguay.


























